
Condividere la contraccezione con gli uomini è possibile Dobbiamo solo superare un paio di preconcetti
Per decenni la pillola anticoncezionale è stata considerata una questione esclusivamente femminile. Oggi, però, qualcosa si muove, infatti una pillola anticoncezionale maschile non ormonale ha superato la prima fase di sperimentazione sugli esseri umani senza effetti collaterali rilevanti. La scienza sembra finalmente aver trovato una strada praticabile. Resta da capire se la società è pronta a percorrerla. Non è la prima volta che la contraccezione maschile entra nel dibattito pubblico. Nel 1975 la rivista femminista Effe condusse un’inchiesta pionieristica: uomini di età e formazione diverse vennero interrogati sulla possibilità di assumere una pillola anticoncezionale, in un momento storico in cui si ipotizzava persino che lo sperma potesse nuocere alla salute delle donne. La risposta fu pressoché unanime: no. Non per ragioni mediche, ma simboliche. Per molti, assumere una pillola significava mettere in discussione la propria identità sessuale. Cinquant’anni dopo, la tecnologia è cambiata, la mentalità forse meno.
Come funziona la nuova pillola maschile
Il nuovo farmaco sperimentale, noto come YCT-529, rappresenta una discontinuità rispetto ai tentativi del passato. Non contiene ormoni artificiali e non interferisce con il testosterone, uno dei principali tabù che hanno frenato la ricerca per decenni. Il principio attivo agisce invece bloccando temporaneamente la produzione di spermatozoi. I test preclinici hanno dimostrato che l’effetto è reversibile: una volta sospesa l’assunzione, la fertilità torna ai livelli normali. Nella prima fase di sperimentazione umana, sedici volontari sani hanno assunto il farmaco per due settimane senza riportare effetti avversi. È solo l’inizio, ma è un inizio che mancava da sessant’anni. In passato, diversi studi erano stati interrotti perché gli uomini non accettavano effetti collaterali come sbalzi d’umore, acne o calo della libido. Sintomi che, non a caso, milioni di donne sperimentano da decenni come prezzo "normale" della contraccezione.
@tilscience Well, this is exciting! The first HORMONE-free male birth control pill just cleared its safety trial! YCT-529 works by blocking a Vitamin A metabolite that essentially hits the brakes on the sperm production processs- no hormones, just pure science. A prior survey found that 75% of men surveyed in the US and Canada are “very interested” in trying a new male contraception outside of condoms & vasectomies. Efficacy trials are still pending, but if all goes well, this pill could change how we approach male reproductive health in a big way. Read more here: “Safety and pharmacokinetics of the non-hormonal male contraceptive YCT-529” published in Nature Full breakdown in the video! #science #medicine #birthcontrol #fertility #pregnant original sound - Dr. Harini Bhat, PharmD
La contraccezione come responsabilità sbilanciata
La domanda centrale non è solo scientifica, ma sopratutto politica e culturale: chi si assume il peso della contraccezione? Ancora oggi, nella maggior parte dei Paesi occidentali, la responsabilità economica, pratica e morale ricade soprattutto sulle donne. Sono loro a dover stare attente, a ricordarsi la pillola, a gestire gli effetti collaterali e, in caso di gravidanza indesiderata, a subire il giudizio sociale. Il preservativo resta l’unico strumento contraccettivo maschile non permanente, ma è spesso percepito come una soluzione occasionale più che come una scelta stabile all’interno delle coppie. La pillola, invece, implica continuità, affidabilità, abitudine e disciplina quotidiana. Ed è proprio qui che emergono le resistenze più profonde. Molti commenti online alla notizia della sperimentazione insistono su questo punto: una cosa è occuparsi della contraccezione per una notte, un’altra è farlo ogni giorno. A ciò si aggiunge una paura legittima, espressa soprattutto da donne: il rischio che alcuni uomini mentano sull’assunzione della pillola per evitare l’uso del preservativo, con tutte le conseguenze che questo comporta, anche sul piano delle malattie sessualmente trasmissibili.
@femalequotient Did you know that a male birth control drug was found 100% effective in trials? A male contraceptive that immobilizes sperm for 2 hours prevented pregnancy in mice and resulted in no adverse side effects! Full fertility returned 24 hours later. “This is, in the male contraceptive field, totally revolutionary,” says Jochen Buck at Cornell University. This is a breakthrough for men and women alike because it’s only taken as needed and doesn’t effect a person’s hormonal balance. “We need more [birth control] options, and men need an option so that the burden of contraception is not on females anymore,” says Melanie Balbach, Cornell University.
original sound - Female Quotient
Virilità e paura di perdere potere
C’è poi un aspetto più simbolico, ma non meno centrale, ossia quello della virilità. Già negli anni Settanta l’idea di una pillola maschile veniva vissuta come un attacco alla potenza sessuale. Oggi il discorso si è trasformato, ma non è scomparso. Anzi, in un’epoca che parla ossessivamente di "crisi della mascolinità", il controllo della fertilità continua a essere percepito da molti come una perdita di potere. Non è un caso che negli Stati Uniti le prescrizioni di terapie a base di testosterone siano esplose, spesso anche in uomini che non ne avrebbero bisogno clinico. Il testosterone è diventato un feticcio culturale, associato a forza e successo. In questo contesto, un farmaco che agisce sulla fertilità maschile, anche senza toccare gli ormoni, rischia di essere vissuto come una minaccia identitaria prima ancora che biologica.
@abc Would you take the male contraceptive pill, or ask your partner to? @Maddie Massy #contraception #birthcontrolpill #malecontraceptive #menshealth #STEM original sound - ABC Australia
Una rivoluzione non garantita
Alcuni segnali, però, indicano un cambiamento. Studi recenti mostrano che una percentuale significativa di uomini sarebbe disposta ad assumere un contraccettivo maschile, se sicuro e reversibile. In diversi Paesi aumenta il ricorso alla vasectomia come gesto di corresponsabilità all’interno della coppia. Ma si tratta ancora di minoranze consapevoli, non di un cambiamento strutturale. Se le prossime fasi di sperimentazione avranno esito positivo, la pillola anticoncezionale maschile potrebbe arrivare sul mercato entro la fine del decennio. La vera incognita, però, non è nei laboratori, ma nella società. La tecnologia può offrire strumenti nuovi, ma non può da sola scardinare ruoli di genere consolidati da decenni. Gli uomini sono pronti a condividere davvero la responsabilità della contraccezione? O la pillola maschile rischia di essere l’ennesima innovazione che arriva troppo presto per una cultura che non è ancora disposta a cambiare?


















































