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Qualcuno pensi all'educazione sessuale dei bambini!

I giovani e il sesso: un argomento tabù che ha bisogno di provvedimenti ministeriali

Qualcuno pensi all'educazione sessuale dei bambini! I giovani e il sesso: un argomento tabù che ha bisogno di provvedimenti ministeriali

La Gen Z e il sesso: un rapporto complesso al cinema, in televisione e anche nella vita vera. I millennial e il sesso. I giovanissimi della Generazione Alpha e l'approccio all'affettività. Se ne parla tutti i giorni, sui social e sui magazine, nei salotti televisivi e al bar. Come ci approcciamo all'intimità? In che modo i ruoli di genere, i dibattiti su patriarcato e femminismo, i cambiamenti sociali influenzano il nostro modo di intendere il rapporto fisico? Cosa sta succedendo? Un problema esiste, e non ci piove. Tra la progressiva radicalizzazione dei ragazzi, che votano sempre più a destra e temono i movimenti anti-maschilisti e anti-misogini, i casi di molestie, i preoccupanti contenuti su TikTok che dimostrano una completa incomprensione del concetto di consenso, i podcast sui diritti degli uomini e chi più ne ha più ne metta, cosa si può fare? Promuovere l'educazione sessuale nelle scuole, proprio come sta succedendo a Milano, ma su base nazionale.

Educazione sessuale nelle scuole, la situazione in Italia e in Europa

L'Italia, su questo, si dimostra indietro. Sarà per l'influenza del Vaticano, per il governo vigente, per l'accento messo su altre questioni, sarà che è tutto tabù, che ci si preoccupa di cose inesistenti come la propaganda gender e non si pensa alla realtà, al problema delle gravidanze non volute, delle malattie sessualmente trasmissibili, delle molestie e delle violenze. Ci si scaglia contro gli aborti in maniera cieca e rabbiosa senza pensare che, con un'educazione fatta bene e formativa, si potrebbe addirittura parlare di prevenzione degli stessi. Il risultato? L'Italia è tra le ultime 6 nazioni europee (in compagnia di Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia e Romania) che non hanno ancora pensato a un programma formale, ministeriale, obbligatorio di educazione affettiva e sessuale a scuola, e la proposta per istituirlo è ferma in Parlamento, presentata in diverse modalità a partire almeno dal 2007 senza alcun tipo di fortuna. 

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A che età i giovani fanno sesso?

Ci si preoccupa dei giovani, del fatto che parlargli di sesso possa spingerli a comportamenti affrettati. Il problema non esiste, non da questo angolo almeno. I giovani si approcciano al sesso in ogni caso e in autonomia, spesso in maniera incosciente, ignorante e sconsiderata. Secondo uno studio statistico portato avanti dall'Osservatorio Giovani e Sessualità di Durex in collaborazione con Skuola.net, infatti, 1 giovane su 10 a Milano ha il primo rapporto sessuale prima dei 13 anni. 6 su 10 non utilizzano sempre il preservativo e il 95,1% apprezzerebbe studiare educazione affettiva e sessuale a scuola. Nello studio inerente il 2023, che ha indagato sulla vita intima di più di 15mila ragazzi tra gli 11 e i 24 anni, inoltre, emergono altri dati preoccupanti: il 39% di loro, ad esempio, crede che il coito interrotto sia un metodo di contraccezione efficace, mentre il 53% non sa riconoscere le Infezioni Sessualmente Trasmissibili. Potremmo andare avanti, ma il quadro è chiaro e intuibile anche solo grazie a questi dati. I nostri giovani hanno bisogno di essere educati, e in fretta.

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Quello che sta succedendo a Milano non basta

Proprio impugnando questi dati, Durex ha deciso di lanciare un progetto educativo nella capitale lombarda. Si chiama A luci accese, e consiste in una serie di percorsi educazionali portati avanti nelle scuole superiori da professionisti del settore come psicologi, sessuologi ed educatori attraverso gruppi di dialogo e sportelli di ascolto. Una soluzione ammirevole, ma che si dimostra troppo parziale a fronte di un problema collettivo, che coinvolge tutti i ragazzi e che inficia la loro vita e quella delle persone con cui si interfacciano, e dunque di tutta la società per effetto domino. Quando supereremo queste idee retrograde sul sesso come faccenda privata e "da grandi" per capire che, al contrario, l'educazione sessuale e affettiva è un problema di tutti e come tale va affrontato?