
I migliori outfit e beauty look della prima serata di Sanremo 2026 Dal total white al total black

La voce di Pippo Baudo non inaugura Sanremo 2026, lo resuscita con la solennità di un gran sacerdote laico della tv generalista. È un attimo e l’Ariston diventa macchina del tempo: parte il jingle della memoria collettiva, si alza il sipario sull’ultima tappa della trilogia firmata Carlo Conti, direttore artistico, conduttore, equilibrista emotivo. Se il Festival è un organismo mitologico, Conti è il suo domatore in smoking. Quest’anno si gioca dichiaratamente con l’amarcord, ma con il gloss. Si richiama il padre nobile Baudo, si riporta sul palco Olly con Balorda nostalgia (titolo che suona come una profezia autoavverante) e si incorona Laura Pausini co-host in Giorgio Armani. Sullo sfondo, aleggia il nome del maestro Peppe Vessicchio, evocato con la devozione che si riserva ai santi patroni delle standing ovation. Sul fronte outfit Sanremo 2026, il memo sembra chiaro: less is more, ma con pedigree. Trionfa il total black, si impone il total white, le silhouette sono scolpite come busti da accademia e gli hairstyle Old Hollywood ondeggiano sotto le luci come se Rita Hayworth avesse un pass backstage. Poche le sabotatrici glamour, Ditonellapiaga in testa, che infilano una spilla pop nel rever della nostalgia. Per il resto, è un’eleganza classica, calibrata, quasi disciplinata. Sanremo 2026, del resto, ama l’ordine. O almeno finge. Poi, quando tutto sembra scorrere secondo copione, arriva la vera lezione di stile, morale, prima ancora che estetico. Gianna Pratesi, 105 anni, tra le prime donne a votare nel 1946, prende la parola e con disarmante naturalezza pronuncia: “In famiglia eravamo di sinistra, abbasso i fascisti”. In un Festival che celebra il passato con cristalli e velluti, è lei a ricordare che la memoria non è un accessorio vintage, ma una presa di posizione. E quella, sul palco, non passa mai di moda.
I migliori outfit e beauty look della prima serata di Sanremo 2026
Laura Pausini
Brand: Giorgio Armani
Look: Laura Pausini apre le danze in velluto nero firmato Giorgio Armani, scelto in collaborazione con la sua stylist Monica Serani, con un abito sirena dalla scollatura a barca e spalline che accarezzano le spalle come un’eco anni ‘50. Ai piedi, tacchi Casadei; al collo, una costellazione di diamanti e tanzanite della collezione 1967 di Pomellato. Il suo beauty look per Sanremo 2026 è un inno al gloss: capelli lunghissimi, lisci e lucidissimi, riga centrale effetto glass hair, smokey eyes sussurrato e labbra rosa petalo. Nel secondo cambio, ancora Armani, questa volta tra ricami argento e mercurio della collezione Autunno/Inverno 2025-2026, con cappa eterea e gioielli Pomellato. “Sembro una farfalla”, dice lei. E sì, ma una farfalla con il guardaroba Armani a farle scintillare le ali. L’ultimo look della serata? Un long dress blu con dettagli cut-out della collezione d'Alta Moda Giorgio Armani Privé, tempestato di cristalli. Blu anche i gioielli, sempre Pomellato, ma della collezione Nudo.
Ditonellapiaga
Brand: Dsquared2
Look: Ditonellapiaga gioca la carta coquette con un custom Dsquared2, che sembra nato da un ménage-à-trois tra Lana Del Rey, Amy Winehouse e L’incantevole Creamy. T-shirt oversize con fiocco rosa e titolo del brano Che Fastidio!, corsetto nero strizza-vita e minigonna balloon rosa ballerina, il tutto completato da décolleté platform Casadei con fiocchi matchy-matchy. Le calze a rete aggiungono malizia, i gioielli Miluna brillano di rubini. Il make-up bold, realizzato da Daniele Peluso con prodotti Mulac Cosmetics, è il suo signature: cat-eye nero inchiostro, ombretto glitter e rossetto rosso scarlatto, manicure abbinata. A completare l’estetica retrò i lunghi capelli castani vaporosi (by Danilo Spacca) e le unghie rosse come fiamme scintillanti, opera di Unghiedellamadonna. Un perfetto caso di beauty look iconico che dialoga con l’outfit, curato dallo stylist Lorenzo Oddo, come in una screwball comedy anni ’50.
Michele Bravi
Brand: Antonio Marras
Look: Per cantare Prima o poi, Michele Bravi indossa Antonio Marras, un blazer doppiopetto, pantaloni con pinces e camicia dal collo allungato e annodato con nonchalance. Un dandy collegiale che, come aveva già annunciato Susanna Ausoni, la sua stylist, cita L’attimo fuggente e Peaky Blinders senza perdere la propria grazia malinconica. Riga laterale precisa e dollop bangs incorniciano il viso. Risultato? Un hair look disciplinato ma poetico, come una strofa ben cesellata.
Mara Sattei
Brand: Vivienne Westwood
Look: su consiglio della sua stylist Gaia Bonfiglio, Mara Sattei sceglie Vivienne Westwood, il sandalo Vittoria di Le Silla e un Hollywood bob biondo così perfetto da sembrare un filtro Instagram ante litteram. Le onde flat, curate da Salvo Filetti e Compagnia della Bellezza in partnership con Redken, incorniciano un viso illuminato da blush rosa (Skin Idôle Juicy Blush nella tonalità10 Pink Ôh La La) sfumato verso l’alto e highlighter strategico. Il trucco, firmato Lancôme, lavora su beige, cat-eye sinuoso e labbra nude definite con un twist inaspettato: matita sopracciglia chiara (Brow Shaping Powdery Pencil nella tonalità 02 Blonde) anche sulle labbra, in combo con Absolu Rouge Drama Matte nella tonalità 274 French Tea. Il risultato è beauty look romantico e ultra glowy, da diva che ha studiato le luci di scena. Un dubbio, però, aleggia nelle nostre menti maligne: le calze color carne erano davvero necessarie?
Dargen D'Amico
Brand: Mordecai
Look: Per presentare la sua Ai Ai, Dargen D'Amico si affida a un custom Mordecai by Ludovico Bruno, un kimono suit doppio petto reso eccentrico dalla stampa trompe‑l’œil ispirata ad un parquet a spina di pesce italiana. A completare l’outfit, opera della stylist Rebecca Baglini, ci sono le scarpe Vibram personalizzate da @fabeasy e gli occhiali da sole tempestati Swarovski. È uno degli outfit più sperimentali di Sanremo 2026, un gioco di stratificazioni e dettagli tech che conferma la sua cifra ironica e obliqua.
Arisa
Brand: Des Phemmes
Look: In total white, Arisa incanta con un tubino fasciante firmato Des Phemmes, ricamato a mano con 1.300 gocce di cristallo, 108 ore di lavoro e un effetto chandelier che trasforma ogni passo in un riflesso. Ai piedi tacchi a spillo en pendant firmati Casadei. Un’altra pioggia di luce la regalano i gioielli Crivelli. Le onde Old Hollywood incorniciano un viso dai toni malva e sopracciglia scolpite. Quello sfoggiato dalla cantante, con lo styling di Rebecca Baglini, è un look elegante e rétro, polished fino all’ultimo cristallo, come se Jean Harlow avesse prenotato un biglietto per l’Ariston.
Elettra Lamborghini
Brand: Tony Ward
Look: Barocco e scintillante. Elettra Lamborghini indossa un abito di Tony Ward con ricami dorati sul corpetto e spacco frontale su sottogonna trasparente tempestata di applicazioni luminose. Lo styling è del duo Marco Ferrari e Ellen Mirck. Lo smokey eye è coperto di glitter argentati, i capelli onde semi wet da sirena contemporanea, caratterizzate da texture sinuosa e finish brillante. A realizzarle è Claire Essoa con tool ghd. Il risultato è un make-up glitter che si vede anche dall’ultima fila.
Patty Pravo
Look: Patty Pravo scende le scale dell’Ariston in nero accollato, quasi monacale, se non fosse per le maniche gioiello ricamate ton-sur-ton. Capelli biondi lunghi e ondulati, eyeliner grafico extralarge, contouring deciso. Il suo beauty look grafico è una firma, un marchio di fabbrica che attraversa i decenni senza perdere in intensità. Se Sanremo è anche un esercizio di memoria collettiva, Patty è la nota tenuta che vibra ancora quando tutto il resto è già sfumato.
Levante
Brand: Giorgio Armani
Look: Levante sceglie la via dell’essenzialità preziosa con un custom made di Giorgio Armani: un tubino strapless longuette, interamente ricamato con pavé di cristalli color champagne e silver, che brilla a ogni passo senza mai urlare. Ai piedi, mules metalliche di Gianvito Rossi; ai gioielli, le pietre luminose di Damiani. Lo styling è di Lorenzo Oddo. Il look della prima serata di Sanremo 2026 è un esercizio di monocromatismo sofisticato: texture wet sugli occhi, labbra lucide (la combo è Lip Power Matte #207 + Prisma Glass Icy Plumper #36), incarnato radioso creato dalla make-up artist Valentina Raimondi con prodotti Armani Beauty. Le onde morbide incorniciano un lob d’antan che dialoga con la delicatezza del brano Sei tu. Minimal, sì, ma con la consapevolezza di chi sa che la luce migliore è quella che non abbaglia. Levante è come sempre bellissima, ma forse eravamo abituati a abiti e beauty di maggiore impatto visivo.
Serena Brancale
Look: Serena Brancale compie un restyling misurato e intelligente, con l’aiuto della stylist Carlotta Aloisi. Addio biondo, benvenuto castano caldo; addio eccessi, spazio a un abito bianco con scollo all’americana e schiena nuda che scolpisce la figura con discrezione. Il bob è composto, il make-up luminoso punta su blush glow e labbra glossy effetto lip balm. Il risultato è un beauty look minimal chic che gioca sull’estetica luxury senza strafare. Una lezione di sottrazione in un contesto che spesso ama l’addizione.
Malika Ayane
Brand: Jil Sander
Look: Il custom made di Jil Sander, sotto la direzione creativa di Simone Bellotti, è un abito lungo in taffetà di seta nero dalla costruzione impeccabile: scollatura a V profonda, spacco centrale e dettaglio bianco a contrasto sul fondo. Le décolleté coordinate ribadiscono la precisione sartoriale. Sleek hair, smokey eyes e manicure black completano un outfit che poteva osare di più. Malika Ayane ha altre serate per lasciarci senza fiato.
Tredici Pietro
Look: Per il debutto sanremese Tredici Pietro opta per un completo total black dalle linee oversize, composto da giacca doppiopetto ampia, pantaloni morbidi, camicia bianca e cravatta scura. Le scarpe sportive color prugna inseriscono un twist contemporaneo, mentre gli occhiali con montatura nude e i ricci spettinati mantengono l’attitudine giovane. Ai polsi e alle dita, la collezione HardWear by Tiffany & Co. aggiunge un accento metallico. Il suo look per Sanremo 2026 è un equilibrio tra rigore e spirito generazionale, con un’eco inevitabile, e tenera, di papà Gianni. Lo styling è di Gaia Bonfiglio.
Bambole di pezza
Brand: John Richmond
Look: Le Bambole di Pezza portano all’Ariston un pink power coordinato firmato John Richmond, cinque stili differenti ma cromaticamente armonizzati. Kaj sceglie mocassini platform di Cult dal tacco squadrato vertiginoso, mentre tra pixie bicolore in stile Crudelia e chiome lunghe scalate rosso fuoco si respira un’estetica Y2K dichiarata. Dark lipstick, attitude punk e coesione di band per uno dei look di Sanremo 2026 più identitari della serata. Lo styling è di Susanna Ausoni.
Maria Antonietta e Colombre
Brand: Tom Ford per Colombre
Look: Maria Antonietta costruisce un ponte temporale indossando la replica sartoriale dell’abito che Nada sfoggiò nel 1969 quando si esibì all’Ariston con Ma che freddo fa: mini abito bianco con maniche a sbuffo e inserti floreali, stivali di Forte_Forte e omnichord tra le mani. Innocenza, leggerezza, citazione colta. Il beauty? Chioma rossa con frangetta e onde in stile Florence and The Machine e make-up glitterato. Accanto a lei, Colombre, partner di vita e d’arte, indossa un completo d’archivio di Tom Ford e una T-shirt illustrata da Davide Toffolo, fumettista e frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che omaggia Dino Buzzati, autore del racconto da cui prende il nome d’arte. Troppo cool & cute.
Ermal Meta
Brand: Trussardi
Look: Ermal Meta veste Trussardi con uno spolverino in raso gessato di seta stretch, pantaloni oversize in suede e stivaletti in denim floccato color lava. La camicia rosa antico, con nastro al collo, è ricamata a mano con il nome “Amal”, omaggio alle bambine palestinesi evocate in Stella stellina. La calligrafia è la sua. I ricci ribelli fanno il resto. Il suo è un look che intreccia estetica e messaggio, cucendo letteralmente il testo addosso. Lo stylist è Nicolò Grossi.
Fulminacci
Brand: Ami Paris
Look: Fulminacci sceglie Ami Paris e un doppiopetto in panno grigio, camicia bianca e una cravatta viola che osa quanto basta. Il suo outfit uomo elegante è misurato, quasi accademico, ma con quel dettaglio cromatico che rompe la disciplina. Ma qualcosa non convince troppo. Peccato, il cantante romano farà meglio nelle prossime sere?






















































