Stiamo andando incontro a una blush recession Chi l'avrebbe mai detto

Stiamo andando incontro a una blush recession Chi l'avrebbe mai detto

Quanto ci piace la parola recession? Negli ultimi mesi l'abbiamo applicata praticamente a tutto: dalle relazioni al cibo. Era quindi solo questione di tempo prima che arrivasse anche nel beauty. E la vittima questa volta sembra essere il blush. Dopo anni in cui ci è stato detto di applicarlo ovunque sulle guance, sul naso, sulle tempie e probabilmente anche sull'anima... qualcosa sta cambiando. Se avete osservato gli ultimi red carpet, premiere ed eventi, forse ve ne sarete accorte anche voi: sempre più celebrity stanno sfoggiando un viso apparentemente nudo. Non perché abbiano rinunciato al make-up, tutt'altro. La pelle è perfetta, il contouring c'è, le labbra sono definite con il classico overlip e gli occhi ben tirati. È semplicemente il blush ad essere sparito nel nulla.

Stiamo andando incontro a una blush recession

I volti della recessione

Gli esempi ormai sono ovunque. Alexa Demie, che abbiamo visto per anni con il make-up iper costruito di Maddy Perez in Euphoria, nelle sue ultime apparizioni ha sfoggiato look praticamente privi di blush: incarnato uniforme, labbra piene in una tonalità naturale e occhi sorprendentemente semplici, appena liftati da mascara ed eyeliner. Un'estetica decisamente diversa da quella a cui ci aveva abituate. Anche Rosalía sembra aver preso una direzione simile. Basta guardare il beauty look sfoggiato agli ultimi Ivor Novello Awards: pelle luminosa, lineamenti definiti e solo un accenno quasi impercettibile di colore sulle guance. Poi c'è Gabbriette, il cui beauty look ruota da sempre attorno a sopracciglia sottili, occhi scuri e contorno labbra definito. Anche lei, a Cannes, aveva le guance scolpite e strutturate grazie al contouring, ma il blush ridotto al minimo. Lo stesso discorso vale per Charli XCX e per molte altre celebrity. Non si tratta di un makeup no-makeup, perché il trucco c'è e si vede. Semplicemente, dopo anni in cui il blush era diventato il protagonista assoluto del viso, ora sembra essersi fatto da parte per lasciare spazio a pelle, struttura e definizione.

Ma perché il blush è scomparso proprio ora?

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In realtà non c'è nulla di sorprendente in tutto questo. I trend beauty funzionano quasi sempre allo stesso modo: quando una tendenza raggiunge il suo apice, inevitabilmente arriva qualcuno che decide di fare l'esatto contrario. Dopo anni di blush applicato in quantità sempre più generose, era quasi inevitabile che prima o poi iniziassimo a desiderare qualcosa di diverso. La makeup artist Kelli Anne Sewell lo aveva già fatto notare in un'intervista a Who What Wear: "We go hard in one direction, then get tired of trends and crave the opposite". E in effetti, dopo anni di guance rosa, pescate, ciliegia e perfino ispirate ad un gelato, forse avevamo semplicemente bisogno di vedere di nuovo della pelle linda e pulita. Che poi il punto non è che il make-up stia sparendo. Anzi. Semplicemente il focus si è spostato. Al posto del blush troviamo un attenzione particolare verso gli incarnati uniformi, texture più naturali e un'attenzione quasi ossessiva alla struttura del viso. Se prima l'obiettivo era sembrare appena tornate da una passeggiata sotto il sole più cuocente, o sotto una bufera di neve, ora è apparire perfettamente scolpite senza dare l'impressione di aver fatto nulla.

Se il blush scompare, vince il contouring

E se il blush sta lentamente perdendo terreno, c’è già qualcuno pronto a occupare il suo posto. Come abbiamo visto, l’attenzione si sta spostando sempre di più sulla struttura del viso. Quindi: bentornato contouring. Però, ovviamente, non stiamo parlando di quello ultra marcato che popolava YouTube una decina di anni fa. La differenza è che oggi l’esecuzione è completamente diversa. Il contouring c’è, ma è più morbido. I prodotti in crema hanno preso il posto delle polveri, le sfumature sono meno evidenti e l’obiettivo non è più stravolgere i lineamenti, ma accompagnarli. È un make-up che vuole sembrare naturale pur essendo estremamente studiato, un po’ come il demi-method, che con il color correcting uniforma senza mai appesantire il viso e costruisce una base omogenea ma ancora viva. Ed è proprio qui che entra in gioco un secondo elemento chiave: la pelle, che risulta sempre più uniforme, compatta, senza discromie. Il blush probabilmente non sparirà dalla nostra routine, ma dopo aver dominato praticamente ogni singolo giorno per anni, sembra arrivato il momento di lasciare un po’ di spazio a tutto il resto, finalmente.

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