
"Il dialogo attorno al benessere sta evolvendo" Intervista a Marie Van Rijckeghem

Fondata a Milano nel gennaio 2026 da Marie Van Rijckeghem, THRIOM è una wellness house contemporanea in cui movimento, recupero e community si fondono attraverso un programma attentamente curato e una filosofia basata sulle membership. Con oltre dieci anni di esperienza internazionale tra fintech e venture capital, e dopo aver vissuto in sette paesi diversi, Van Rijckeghem ha creato THRIOM per rispondere al crescente bisogno di spazi capaci di nutrire sia il benessere fisico sia le relazioni umane. "Queste esperienze hanno plasmato il mio modo di vedere le persone, la community e il benessere", spiega. "Il movimento ha sempre svolto un ruolo fondamentale nella mia vita: mi ha donato energia, chiarezza, resilienza e prospettiva". È proprio da questa convinzione che nasce THRIOM: uno spazio fondato sull'idea che il benessere vada ben oltre la dimensione fisica. "Al di là dell'aspetto atletico, ho sempre dato grande valore alle routine che crea, alle persone che riesce ad avvicinare e all'impatto positivo che genera nella vita di tutti i giorni".
Intervista a Marie Van Rijckeghem, fondatrice di Thriom a Milano
THRIOM si definisce una "wellness house" piuttosto che una palestra o uno studio. Cosa significa per te questa definizione all'atto pratico?
Per me, una wellness house è un luogo in cui le persone ritornano, non un posto che si limitano a visitare. Volevo creare un ambiente dove movimento, recupero e connessione potessero coesistere in modo naturale. Ma più di ogni altra cosa, desidero che chi entra si senta subito come a casa. Un luogo dove trascorrere del tempo senza la sensazione di dover correre, dove il benessere diventa parte della quotidianità anziché l'ennesimo impegno in agenda. Ecco perché vedo THRIOM più come una casa che come semplice spazio dove allenarsi.
Milano viene spesso percepita come una città frenetica e orientata alla performance. In che modo THRIOM mira a offrire un approccio diverso al benessere?
Milano possiede un’energia e un’ambizione incredibili, ed è una grande fonte di ispirazione, ma può anche rivelarsi estenuante. Volevamo creare un luogo capace di offrire equilibrio anziché ulteriore pressione. Uno spazio in cui rallentare, ritrovare il contatto con se stessi e uscire sentendosi più presenti non per aver ottimizzato un'altra ora di tempo, ma per essersi dedicati un momento di autentica cura.
Come descriveresti il rapporto dei milanesi con il benessere?
Milano è la capitale della moda, del design e dell'ambizione, quindi l'aspetto esteriore ha sempre giocato un ruolo importante. Ma credo che il dialogo attorno al benessere stia evolvendo. Sempre più persone guardano oltre l'estetica, concentrandosi sul sentirsi forti, sane e piene di energia. Allo stesso tempo, Milano è una città molto attenta ai trend: alcune discipline, come il reformer pilates, possono diventare incredibilmente popolari dall'oggi al domani. Se da un lato queste tendenze incoraggiano le persone a iniziare a muoversi, dall'altro non credo che un singolo allenamento possa definire il benessere. Il vero benessere nasce dal costruire abitudini costanti, piacevoli e sostenibili nel lungo periodo, ben oltre la moda del momento.
A pochi mesi dall'apertura, avete deciso di mettere la membership al centro dell'esperienza. Cosa hai osservato all'interno della tua community per arrivare a questa scelta?
Fin dall'inizio ho immaginato THRIOM come qualcosa di più di un posto dove si entra per una lezione e si va via. Volevo creare uno spazio da vivere durante tutto l'arco della giornata, in cui muoversi, lavorare, bere un caffè o semplicemente trascorrere del tempo. Vedere che le persone utilizzavano spontaneamente la struttura in questo modo mi ha confermato che era proprio ciò che cercavano. La formula membership è stata la naturale evoluzione di questa visione: rafforza l'idea che THRIOM non sia soltanto un luogo da frequentare, ma una community a cui appartenere e uno spazio in cui sentirsi a casa.
Oggi quasi tutti i brand parlano di community. Secondo te, cosa distingue una vera community da un semplice bacino di clienti?
Una vera community non si può costruire a tavolino. Cresce attraverso la fiducia, la continuità e le esperienze condivise nel tempo. È quel momento in cui le persone si riconoscono e si chiamano per nome, si fermano a chiacchierare dopo una classe o si sentono a proprio agio anche solo nell'entrare senza un programma preciso. Quando ci si sente a casa, diventare parte di una community avviene in modo del tutto naturale.
Oggi molti vivono il benessere quasi come un obbligo. Credi che la cura di sé rischi di trasformarsi nell'ennesima fonte di stress?
Assolutamente sì. A volte il settore del benessere parla come se dovessimo continuamente migliorarci, e questo può diventare estenuante. Credo che lo stare bene non debba mai far sentire le persone come se non stessero facendo abbastanza. Al contrario, dovrebbe offrire uno spazio per sentirsi più presenti, più connesse e più a proprio agio nella vita di tutti i giorni.
Il benessere è diventato sempre più mainstream, ma anche sempre più commerciale. Come si evita che si trasformi nell'ennesima forma di prestazione?
Ricordandoci costantemente il motivo per cui le persone varcano la nostra porta. Non promuoviamo la perfezione o una routine ideale a tutti i costi, ma incoraggiamo ad ascoltare ciò di cui si ha bisogno in quel preciso momento. A volte può essere un allenamento intenso, altre volte un movimento più dolce o semplicemente una pausa. Questa flessibilità è fondamentale.
Molti giovani cercano sempre più i cosiddetti "terzi luoghi", spazi che non sono né la casa né il lavoro. Vedi THRIOM come uno di questi spazi?
Assolutamente. Il concetto di terzo luogo ha ispirato THRIOM fin dal primo momento. Credo che le persone cerchino posti in cui poter semplicemente essere se stesse, senza aspettative. Se qualcuno varca la nostra soglia e si sente un po' più a casa, un po' più connesso e desidera ritornare, allora abbiamo raggiunto il nostro obiettivo.
Oggi qual è il vero lusso: il tempo, la salute o il senso di appartenenza?
Per me sono tre elementi che vanno di pari passo. Il tempo ci offre l'opportunità di prenderci cura della nostra salute, la buona salute ci permette di godere appieno della vita, e il senso di appartenenza è ciò che dà valore a tutto il resto. Non credo si possa separare uno dagli altri. Se dovessi definire il lusso oggi, sarebbe avere lo spazio per coltivare tutti e tre. In un mondo che corre sempre troppo veloce, trovare il tempo per curare se stessi, sentirsi in salute e percepire di fare parte di qualcosa di più grande è un valore inestimabile.
