"La bellezza può essere tutto e il contrario di tutto" Intervista a Flavie Delobbel, face slayer

La bellezza può essere tutto e il contrario di tutto Intervista a Flavie Delobbel, face slayer

Under the beauty radar esplora il lato stravagante della bellezza, ma quello fatto bene. Il nostro nuovo appuntamento dopo la caldissima estate è dedicato a Flavie Delobbel, face slayer, makeup artist e hairstylist. Nelle sue parole, la sua visione del trucco e della bellezza è in continuo mutamento ed evoluzione, e affonda le sue radici nella creatività, nell'arte e nelle cose che si possono fare con le mani. Ecco cosa ci ha raccontato.

Intervista alla make-up artist Flavie Delobbel

Come definiresti la tua estetica in 3 parole?

Surreale, grafica e sperimentale.

Ci racconti com'è iniziato il tuo percorso e come hai trovato il tuo personale modo di creare e di esprimerti?

Lavoro con le mani da sempre. Da bambina amavo disegnare, dipingere e scolpire. Sono cresciuta in una famiglia creativa che mi ha permesso di esplorare l'arte fin da piccolissima. Ho sempre saputo che avrei lavorato nel settore artistico e creativo. Faceva parte della mia identità, lo sentivo nell'anima. Ho iniziato a giocare con il trucco verso gli otto anni, rubando i prodotti di mia madre. Amavo alla follia il rossetto rosa acceso che metteva ogni mattina. A 11 anni ho iniziato a disegnare look make-up, a fare ricerche, a guardare le sfilate di moda… E da lì la cosa è cresciuta spontaneamente. Sognavo di diventare una make-up artist a Parigi, lavorando per sfilate e campagne. Dopo il liceo ho studiato arte a Parigi per un paio d'anni, sia arti plastiche che teoria. Dopodiché ho iniziato a lavorare nel retail. A 22 anni sono finalmente uscita dalla mia comfort zone, ho lasciato il lavoro da commessa e mi sono iscritta a una scuola di make-up a Parigi (DMAI Paris). Mi sono diplomata e ho aperto la mia attività. La scelta migliore che potessi fare in tutta la mia vita. Ora lavoro a tempo pieno nella moda: un sogno che si avvera.

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Quando inizi a creare un look, da cosa parti?

Per me inizia sempre tutto dalla storia a cui sto lavorando. Il primo passo è capire a quale scopo servirà il trucco e quale sensazione devo o voglio trasmettere. Ma direi che sono decisamente il tipo di persona che si lascia guidare dall'istinto.

Da dove arriva la tua ispirazione? C'è un medium in particolare (cinema, musica, arte, letteratura ecc.) che ha influenzato il tuo modo di vedere la bellezza?

La mia ispirazione arriva da qualsiasi cosa. Sono una persona molto visiva, amo osservare i dettagli. Traggo molta ispirazione dalla natura (paesaggi, insetti, flora e fauna) ma anche dall'arte in generale: pittura, cinema, scultura… Ho studiato arte per qualche anno all'università, e credo che questo abbia influenzato il mio modo di vedere le cose e di approcciarmi a qualsiasi forma artistica. Mi piace analizzare tutto ciò che mi circonda.

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Qual è un ricordo legato al trucco che ti è rimasto nel cuore, anche se non ha nulla a che fare con il tuo lavoro da make-up artist?

Un ricordo che amo rievocare è mia madre che si preparava la mattina presto. Uscivo dalla mia stanza quando la casa era ancora al buio e solo la luce calda del bagno mi svegliava. Seguivo quella luce per andare a darle il buongiorno. Ed eccola lì, a stendersi tonnellate di Guerlain Terracotta per sentirsi "abbronzata" e ad applicare strati di mascara nero, seguito da uno strato spesso di rossetto fucsia. Ricordo ancora il profumo delle polveri che si fondeva con la sua fragranza preferita. Penso sia iniziato tutto da lì.

C'è un trend make-up a cui non ti senti legata e uno che invece ami particolarmente?

Sono una di quelle persone che dicono: "Divertitevi con il trucco". Non mi importa granché di cosa sia di tendenza o meno. Penso solo che il modo migliore di truccarsi sia divertirsi e sperimentare. Quindi buttatevi. Scegliete il grottesco, il minimale, l'invisibile, il full-glam… l'importante è che vi faccia sentire bene. E se chiamare il vostro makeup "Matcha Latte" o "Clean Girl" vi fa sentire bene e sicure di voi, avete già vinto.

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Guardando al futuro, dove pensi che ti porterà il tuo percorso creativo? C'è qualcuno con cui sogni di lavorare o un progetto che vorresti realizzare?

Spero di incontrare sempre più menti creative che mettano alla prova la mia. Non c'è sensazione migliore al mondo. Intrecciare le idee per creare una bellezza visivamente potente e, a volte, distorta. E ovviamente mi piacerebbe lavorare con fotografi straordinari come Nadia Lee Cohen, Petra Collins, Elizaveta Porodina, Kévin Drelon… e tantissime altre persone pazzesche.

Il tuo lavoro sembra molto lontano dai concetti tradizionali di bellezza. Cosa significa per te "bellezza" oggi?

Per me la bellezza è un atto di emancipazione per chi la rivendica. La bellezza non ha linee, forme, colori o schemi rigidi. La bellezza può essere tutto e il contrario di tutto. È plasmata da chiunque, ovunque e in qualsiasi cosa. Fatela vostra, sentitevi liberi di creare. La bellezza è ciò che volete che sia. È una conversazione, uno sguardo, un pensiero. Non qualcosa che si guarda soltanto, ma qualcosa che si sente.

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