Il foulard legato in vita è l’accessorio che cambia i nostri look Una sciarpa, infiniti modi per reinventare il nostro guardaroba

Esiste un accessorio jolly che continuiamo a sottovalutare, ma che potrebbe risolvere più di un look, di fine estate, ma anche autunnale: il foulard. Nato come oggetto pratico per proteggersi dal sole, dal vento o dalla polvere, nel corso del Novecento è diventato uno dei simboli più riconoscibili dell’eleganza, passando dal guardaroba di Audrey Hepburn e Grace Kelly alle passerelle e, più recentemente, ai feed di TikTok. Ora cambia nuovamente funzione e, invece di stare al collo o tra i capelli, si sposta sulla vita e diventa una cintura morbida, colorata e decisamente meno prevedibile. D’altronde, abbiamo già capito che una cintura può fare molto più che tenere su i pantaloni. Dopo la stagione delle layered belts, con più cinture sovrapposte tra loro, lo styling continua a trasformare accessori apparentemente secondari in veri protagonisti del look. Il foulard segue la stessa logica. Basta un nodo nel punto giusto per cambiare completamente la silhouette di un outfit.

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In cosa consiste il trend del foulard legato in vita?

Un piccolo foulard di seta, una bandana, un nastro di pizzo o persino un modello vintage trovato nell’armadio di famiglia... tutto può diventare una cintura alternativa. Il trucco è inserirlo nei passanti dei jeans, dei pantaloni sartoriali o di una gonna e lasciarlo cadere morbido, senza preoccuparsi troppo della simmetria. Per l’autunno funzionano soprattutto stampe paisley, motivi geometrici, tartan, righe e fantasie rétro, da scegliere in contrasto oppure in armonia con il resto dell’outfit. Il risultato è più rilassato di una cintura classica e permette di dare personalità anche al solito paio di pantaloni che indossiamo per la terza volta nella stessa settimana. Il foulard può anche essere annodato direttamente sopra un blazer oversize, un cardigan o un cappotto leggero, stringendo la silhouette e creando quasi l’effetto di una cintura couture. È uno di quei piccoli trucchi di styling che fanno sembrare studiato un look che, fino a cinque minuti prima, era composto semplicemente da jeans e maglione. Le icone a cui ispirarsi? le nostre idole dei primi anni 2000, quelle che calcavano i red carpet di Disney Channel come Ashley Tisdale e Hilary Duff.

Gli outfit da provare seguendo la tendenza

Per un look quotidiano, provate un foulard sottile infilato nei passanti di un paio di jeans dritti o baggy, lasciando il nodo leggermente decentrato. Sopra, una camicia bianca, un cardigan morbido e mocassini... l’unica vera regola è evitare che tutto sembri troppo perfetto. Il bello del foulard è proprio quell’aria un po’ improvvisata, come se lo aveste annodato prima di uscire di casa e poi vi foste accorte che, sorprendentemente, funzionava. Se invece volete renderlo più sofisticato, scegliete un foulard di seta e usatelo come cintura sopra un blazer oversize. Stringetelo in vita, lasciate scendere le estremità sul fianco e completate con pantaloni sartoriali e stivali a punta. È il modo più semplice per trasformare il classico completo da ufficio in qualcosa di meno corporate e molto più personale. Per chi ama le gonne, l’abbinamento da provare è con una gonna midi in denim o in pelle e un foulard colorato annodato tra i passanti. Aggiungete un dolcevita aderente, una giacca corta e un paio di ballerine o stivali al ginocchio. Se il look vi sembra troppo serio, probabilmente manca proprio quel pezzo di seta che penzola dalla vita. E poi c’è il trench, che in autunno torna puntualmente a reclamare il proprio posto nell’armadio. Invece di chiuderlo con la cintura originale, potete sostituirla con un foulard lungo, annodandolo in vita e lasciando le estremità libere. Un gesto semplicissimo che rompe la rigidità del classico trench beige e gli dà un’attitudine più rétro, quasi cinematografica. Infine, per un effetto più massimalista, scegliete una stampa audace e fatela dialogare con il resto del look: foulard paisley, pantaloni a vita alta, maglione oversize e una borsa strutturata. Perché se l’autunno ci chiede di tornare a vestirci a strati, tanto vale aggiungere un altro strato che almeno abbia senso.

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