
Le celeb amano le power platforms Sul red carpet vincono le scarpe-scultura, ma nella vita reale è un’altra storia
Lo confesso: io starei sempre scalza. E, probabilmente, ho la fortuna di poter stare almeno la maggior parte del mio tempo, che sia inverno o estate, senza indossare scarpe. Non che le scarpe non mi piacciano, anzi. Ma per me non esiste nulla di più bello della libertà assoluta del piede nudo. In un certo senso mi ha dato ragione anche Matthieu Blazy che, per la Cruise 2027 di Chanel, ha presentato scarpe volutamente “incomplete” caratterizzate da punte aperte, struttura ridotta all’essenziale, il cosiddetto “tacco a piede nudo”, quasi una provocazione filosofica prima ancora che estetica. Eppure le celeb la pensano esattamente al contrario. Se noi sogniamo la liberazione del piede, loro vogliono il piede monumentale. Le star amano esibire le proprie scarpe come opere d’arte ambulanti, meglio se eccentriche, teatrali, vertiginose e chiaramente incompatibili con qualsiasi marciapiede europeo del centro storico. Da Cardi B a Madonna, passando per Lady Gaga e Doja Cat, le power platforms sono diventate il simbolo di un’estetica iperbolica che unisce nostalgia Y2K, glamour camp e desiderio di occupare spazio. Tanto spazio. Anche in altezza.
Il trionfo delle power platforms al Met Gala 2026
Se serviva una conferma definitiva del ritorno delle platform shoes, il Met Gala 2026 ha fatto il lavoro sporco. Sul red carpet più performativo del pianeta, dove la praticità muore ufficialmente appena scesi dall’auto, le scarpe con plateau sono state ovunque. Sabrina Carpenter ha scelto le Dolla Alta di Christian Louboutin con tacco a spillo vertiginoso, plateau arrotondato e l’immancabile suola rossa che ormai è diventata più riconoscibile della Gioconda. Il tutto abbinato a un look Dior custom ispirato al film Sabrina. Un outfit che oscillava tra Audrey Hepburn e una Bratz doll con budget illimitato. Poi c’era Doja Cat, che ha trasformato il corpo umano in installazione contemporanea. Il suo look Saint Laurent in silicone lucido includeva le mules Kika con plateau altissimo dipinte a mano per fondersi con la pelle. Più che scarpe, effetti speciali. Anche Anne Hathaway ha ceduto al richiamo dei platform sandals, scegliendo i Viv’ Choc di Roger Vivier, con cristalli applicati sul plateau e silhouette peep-toe elegantemente rétro. Nel frattempo Teyana Taylor brillava in un total look Tom Ford argentato, compresi i sandali metallizzati con cinturino a T, tacco alto e zeppa arrotondata; mentre Emma Chamberlain optava per plateau satinati custom di Stuart Weitzman per completare il suo abito custom Mugler. E che dire della versione personalizzata, in raso, delle décolleté Yigit di Amina Muaddi sfoggiata da Beyoncé sotto il suo Olivier Rousteing? Platform angolare, punta affilata, tacco a spillo altissimo, cinturino alla caviglia e un delicato color latte. Ma il vero momento “fashion cartoon villain” lo ha regalato Cardi B con un paio di stivali platform rosa firmati Marc Jacobs dalla punta bulbosa, tacco sinuoso e proporzioni surreali.
Le celeb che stanno rilanciando le platform shoes
L’amore delle celeb per le maxi platform non si è fermato al Met Gala. Negli ultimi mesi le scarpe-scultura stanno vivendo una nuova età dell’oro, soprattutto grazie a star che hanno sempre concepito la moda come linguaggio performativo. Lady Gaga continua a essere la sacerdotessa assoluta del plateau estremo. Nel videoclip di Runway, parte della soundtrack di Il diavolo veste Prada 2, appare insieme a Doechii con le celebri Opera Pumps dello shoe designer Thom Solo, gigantesche décolleté scultoree personalizzate in pelle di coccodrillo rossa, metà fetish futurista metà architettura brutalista. Gaga le ha indossate anche durante la promozione di Mayhem, confermando che il suo rapporto con questo tipo di calzature è quasi spirituale, non semplicemente estetico. Anche FKA twigs continua a essere fedele alle Kiki Platforms di Marc Jacobs, sfoggiate recentemente alla proiezione di Mother Mary organizzata da A24 a New York. Gli stivaletti con cinque cinturini e plateau da 7,5 centimetri sembrano usciti direttamente da un rave gotico del 2003, ma funzionano perfettamente anche nel 2026. Impossibile non menzionare le altissime zeppe dorate Flamingo-808 di Pleaser Shoes (tacco a spillo di venti centimetri e zeppa di dieci centimetri) con cui Kim Kardashian faticava a camminare all’afterparty degli Oscar di Vanity Fair di quest'anno. E poi c’è la fiction che detta tendenza più della realtà. Nel matrimonio di Cassie Howard in Euphoria 3, il personaggio interpretato da Sydney Sweeney indossa i sandali platform Max di Jimmy Choo. Zeppa scultorea, tacco sottilissimo e altezza da capogiro. Una scarpa che dice meno “sposa romantica” e più “sono pronta a calpestare emotivamente chiunque”.
Le platform sulle passerelle SS26
Chi sperava che il minimalismo quiet luxury avesse definitivamente archiviato le scarpe platform dovrà ricredersi. Le passerelle Spring Summer 2026 hanno dimostrato che il plateau continua a essere centrale nell’immaginario moda, soprattutto quando il fashion system vuole stupire. Balenciaga ha estremizzato la silhouette con tacchi altissimi e scollature a V profonde che allungano otticamente il piede. L’effetto? Una via di mezzo tra una pin-up futurista e un alieno elegantissimo. Rick Owens, naturalmente, ha trasformato le platform in armature post-apocalittiche, mentre Matières Fécales ha spinto il concetto verso territori disturbanti e quasi biomeccanici. Da Stella McCartney le platform diventano più pop e portabili, ma restano teatrali; e Marc Jacobs continua invece a trattarle come oggetti di culto camp, volutamente eccessivi, volutamente assurdi. In fondo, le power platforms non servono davvero ad aggiungere centimetri. Servono ad aggiungere presenza scenica. Sono scarpe pensate per essere fotografate, condivise, zoomate, commentate. Perché, anche se ci piace, una ballerina discreta non farà mai lo stesso rumore visivo di un plateau alto quindici centimetri.
Le vere tendenze scarpe SS26 saranno molto più “umane”
Mentre le celeb continuano a camminare, o tentare di farlo, su costruzioni architettoniche degne di Frank Gehry, la moda reale sta andando da tutt’altra parte. Le vere tendenze scarpe SS26 parlano infatti di forme più sottili, leggere, nostalgiche e sorprendentemente pratiche. Stanno tornando i sandali infradito con tacco kitten, le jazz shoes, le ballerine, le mules minimal, le peep-toe e persino le jelly shoes, quelle scarpe in plastica che negli anni ‘90 ci regalavano vesciche e felicità nello stesso momento. Soprattutto, domina l’estetica delle cosiddette Princess Shoes ossia scarpe scintillanti, decorate, femminili e leggermente naïf, che sembrano uscite da un guardaroba di Principessa Diana remixato da TikTok. Cristalli, satin, fiocchi, punte a mandorla, dettagli preziosi. Scarpe romantiche ma abbastanza comode da sopravvivere anche alla metropolitana delle 8:42. Il termine è stato reso popolare da Cat Ward di GlowUpU e intercetta perfettamente il desiderio contemporaneo di una femminilità meno aggressiva e più giocosa. È il balletcore che diventa adulto, la coquette aesthetic che smette di essere solo estetica internet e diventa davvero indossabile. Insomma, le celeb continueranno probabilmente a fluttuare su plateau titanici come dee glam provenienti da un altro pianeta. Noi comuni mortali, invece, nel 2026 vorremo soprattutto una scarpa bella, interessante, nostalgica e possibilmente compatibile con le nostre caviglie. E va bene così.





















































