Chi ha bisogno di un fidanzato? La celebrity couple culture sembra essere giunta al capolinea e sempre più spesso le star scelgono di sfilare da sole sui red carpet

L’apparizione di Elizabeth Hurley e Hugh Grant alla première di Quattro matrimoni e un funerale nel 1994 è impressa nella memoria collettiva. Lei con il Safety Pin Dress firmato Gianni Versace destinato a diventare uno degli abiti più iconici della cultura pop, lui al suo fianco nel ruolo perfetto del charming British boyfriend. Sappiamo tutti come è finita; eppure quella consacrazione pubblica - e il clamore mediatico che ne seguì - rappresenta alla perfezione un’epoca in cui le coppie famose erano ancora una macchina narrativa centrale dell’immaginario pop. I Brangelina, Bennifer, Kate Moss e Pete Doherty, Britney Spears e Justin Timberlake: per anni, le relazioni tra celebrities non sono state soltanto gossip, ma veri e propri prodotti culturali. Creavano estetiche, generavano trend, vendevano riviste e soprattutto alimentavano una fantasia collettiva fatta di glamour, desiderio e illusione di accesso alle vite altrui.

La crisi delle celebrity couples

Di quel meccanismo rodato oggi sembra essere rimasto poco. Negli ultimi anni le celebrity couples sono diventate sempre più invisibili: meno red carpet condivisi, meno debutti ufficiali, meno contenuti romantici sui social. Persino eventi tradizionalmente costruiti attorno alla spettacolarizzazione della coppia - come il Met Gala - mostrano sempre più celebrity che arrivano da sole, mentre internet si interroga sull’assenza dei rispettivi partner. Non significa che le coppie famose non esistano più, semmai il contrario: continuano a catalizzare un’attenzione quasi ossessiva, ma secondo regole completamente diverse. Più controllate e soprattutto più private.

Per capire cosa sia cambiato, bisogna tornare forse al momento in cui internet ha iniziato a trasformare l’intimità in contenuto. In un primo periodo, i social sembravano aver amplificato ulteriormente il fascino della celebrity couple culture. Le relazioni diventavano più accessibili, quasi documentate in tempo reale. Sono nati così i relationship goals, gli hard launch su Instagram, i soft launch studiati al millimetro, i TikTok di coppia e i video delle proposte di matrimonio. L’intimità ha smesso di essere raccontata dai tabloid per diventare un contenuto prodotto direttamente dalle celebrity stesse. Più una relazione era visibile, più sembrava autentica. Ma è proprio questa iper-visibilità ad aver lentamente consumato parte del fascino della couple culture. In un ecosistema in cui tutto viene continuamente condiviso e commentato, ogni relazione troppo esposta finisce inevitabilmente per sembrare performativa, costruita, quasi strategica.

Al Met Gala, in solitaria

Negli ultimi anni internet sembra infatti aver sviluppato una forma di stanchezza verso l’oversharing romantico. Ogni debutto pubblico viene letto come una possibile mossa di PR, ogni contenuto di coppia come un tentativo di engagement. E così, paradossalmente, il mistero è tornato ad avere valore. Non è un caso che sempre più celebrity sembrino scegliere accuratamente quando - e soprattutto se - apparire insieme in pubblico. Al Met Gala di quest’anno, Zoë Kravitz ha sfilato senza Harry Styles, con il quale si vocifera sia in procinto di sposarsi. E non solo, ha tenuto nascosta per tutta la durata del red carpet la mano sinistra nella tasca dell’abito, alimentando ancora di più le speculazioni online. Anche Gracie Abrams, fidanzata di Paul Mescal, ha scelto di sfilare da sola. E persino Lauren Sánchez Bezos non ha visto il marito Jeff al suo fianco sul red carpet, seppur fosse uno dei principali finanziatori dell’evento. Più che una dichiarazione d’indipendenza, queste apparizioni sembrano riflettere un nuovo modo di gestire la visibilità sentimentale.

Persino le Kardashian

Zendaya e Tom Holland appaiono insieme raramente, pur essendo una delle coppie più amate di internet: non alimentano continuamente la propria narrativa online, non hanno mai trasformato la propria relazione in contenuto e proprio per questo ogni loro apparizione pubblica continua a sembrare un evento. Lo stesso vale per Eva Mendes e Ryan Gosling, che negli anni hanno costruito una relazione quasi impermeabile al ciclo continuo dei social. Persino le Kardashian-Jenner sembrano aver capito che l’oversharing sentimentale non è poi così conveniente: Kim ci ha messo un po’ a farsi paparazzare con Lewis, Kylie ha fatto passare un paio d’anni prima del suo debutto ufficiale con Timothée e Kendall mantiene il massimo riserbo sul suo presunto flirt con Jacob Elordi. Sembra che la privacy, insomma, sia diventata il nuovo lusso relazionale. E i fan dovranno farsene una ragione.

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