8 albe 2026: a Noto la videoarte guarda alla Luna Con The Time Of The Moon

8 albe 2026: a Noto la videoarte guarda alla Luna  Con The Time Of The Moon

La Luna diventa simbolo di trasformazione, ascolto e nuove possibilità nella quarta edizione di 8 albe, la rassegna di arte contemporanea organizzata da Dimora delle Balze, a Noto. Fino al 27 agosto 2026, il programma curato da Lucia Pietroiusti, con l'assistenza di Danai Giannoglou, porta in Sicilia sedici artiste e artisti internazionali per un ciclo di cinque serate dedicate alla videoarte e al rapporto tra crisi contemporanea, spiritualità e percezione. Il titolo di questa edizione, The Time Of The Moon, invita infatti a guardare oltre la logica dell'accelerazione per riscoprire un tempo ciclico, condiviso e profondamente umano.

The Time Of The Moon: il tema della quarta edizione di 8 albe

Le opere selezionate reagiscono con la loro creatività a un presente segnato da insicurezze politiche, trasformazioni ambientali e cambiamenti sempre più rapidi. In questo scenario, la ricerca di un "oltre", del sublime e del trascendente diventa una strategia urgente. Lo sguardo si rivolge alla Luna, astro che più di ogni altro incarna questa tensione e questo desiderio. Il tempo lunare si sottrae alla logica dell'accelerazione e della soluzione, suggerendo modalità di accettazione e incarnazione del cambiamento nella sua natura infinita e inevitabile che riguarda tutte le cose, la natura e noi.

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"Questa edizione di 8 albe", afferma la curatrice Lucia Pietroiusti, "propone un cambio di prospettiva: privilegiare la percezione rispetto al controllo, la dimensione della comunità rispetto all’individualità, riscoprire e tornare in sintonia con sistemi di conoscenza ancestrali che continuano ad essere attivi nel presente".

Videoarte, spiritualità e cambiamento climatico

Il ciclo di videoarte si sviluppa in cinque incontri nei quali l'arte torna a misurarsi con un presente attraversato da profonde trasformazioni. Se la precedente edizione, Tramonti: cosmogonie e fine dei mondi, rifletteva su come nuove vite e conoscenze potessero nascere dai momenti di collasso, The Time Of The Moon indaga una rinnovata ricerca di intensità, di sublime e di nuove possibilità di connessione. Di fronte a instabilità politica e crisi climatica, la risposta individuale e collettiva è quella di rivolgere lo sguardo verso ciò che supera l'esperienza quotidiana: spiriti, paesaggi, antenati, rituali, preghiere e visioni estatiche diventano strumenti per immaginare nuove forme di relazione con il mondo. È in questo contesto che la Luna riemerge come forza fisica, metafisica e simbolica, suggerendo una visione ciclica e non lineare del tempo. Guardarla non significa fuggire dalla realtà, ma recuperare energie per costruire nuove forme di ascolto e connessione.

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Sedici artisti internazionali in dialogo con il presente

Il programma riunisce le opere di Nicole L'Huillier, Patricia Dominguez, Collectivo Los Ingravidos, Jeremy Shaw, Himali Singh Soin, Cao Shu, Metahaven, Hylozoic/Desires, Sammy Lee, Tabita Rezaire, Fredj Moussa, Floris Schönfeld, Monica Ursina Jäger e Ique Langa, oltre ad altri protagonisti della scena internazionale della videoarte contemporanea. "Quest’anno, il programma riunisce una selezione di film che attivano registri percettivi alterati come strumenti per interpretare il tempo presente", sottolinea Lucia Pietroiusti. "Le opere mettono in relazione il collasso ecologico e l’intensità spirituale come condizioni intrecciate dell’abitare un mondo che si trasforma più rapidamente di quanto il linguaggio riesca a descrivere. La dimensione spirituale emerge come esperienza diretta, incarnata - nei corpi, nei movimenti, nelle trasformazioni, nei paesaggi e nei gesti collettivi, piuttosto che come costruzione ideologica".

Le opere in mostra: dal tempo profondo ai rituali ancestrali

Tra i lavori presentati spicca LIQUID TIME - An Earthly Archive of Weathering Thoughts (2022) di Monica Ursina Jäger, riflessione artistica su sedimentazione, erosione, geologia e tempo profondo. Attraverso documentazione, animazione e narrazione, il film segue il viaggio di un granello di sabbia dalla montagna ai letti dei fiumi, fino alle profondità della Terra, intrecciando spazi reali e immaginari. In Tonalli, invece, il collettivo Los Ingrávidos si ispira all'antico concetto nahuatl della forza vitale per costruire un collage cinematografico ipnotico dove fuoco, fiori e lune evocano gli dèi della creazione e della fertilità attraverso immagini in continuo movimento.

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Dimora delle Balze continua la sua ricerca sulla videoarte

Con questa nuova edizione, Dimora delle Balze conferma il proprio impegno nella promozione della videoarte come linguaggio capace di leggere il presente. Dopo aver esplorato i concetti di parentela e convivenza tra specie diverse nel 2023, il rapporto con l'acqua nel 2024 e la rinascita attraverso le fini nel 2025, il progetto prosegue oggi la propria ricerca interrogando le molteplici manifestazioni della spiritualità, dal mito alla preghiera fino all'estasi.

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