Siamo entrati nell’era del tanmaxxing Come la ricerca dell’abbronzatura perfetta rimane una missione da compiere a ogni costo

Non appena l’estate fa capolino nelle nostre vite, quasi tutti corriamo alla ricerca di una tintarella dorata e impeccabile. Al mare, in piscina o comodamente sul balcone di casa per chi ha la fortuna di averne uno, ci esponiamo alla luce diretta del sole senza considerare il fatto che forse siamo rischiando di imbatterci in quello che su Tik Tok è definito tanmaxxing, un trend che conferma come l’abbronzatura a ogni costo sia (ancora) uno status symbol a cui ambire. Cerchiamo di fare chiarezza su questo spinoso beauty topic, tra verità e alcune strategie per scongiurare danni o FOMO estetiche eventuali.

Tendenze beauty estate 2026: il fenomeno controverso del tanmaxxing

Per comprendere al meglio i punti cardine del tanmaxxing è necessario fare un salto indietro nel tempo. Tutto ha inizio negli anni ’80, in cui il culto quasi ossessivo della bodycare raggiunse l’apice in termini di desideri e consensi. Erano gli anni in cui, non a caso, Olivia Newton-John si esibiva sulle note di Physical, con un videoclip che forse oggi verrebbe tacciato come politically incorrect date le riprese di corpi ritenuti “non conformi” che provavano a raggiungere, tramite allenamenti estenuanti, la forma fisica perfetta secondo gli standard dell’epoca. Parallelamente al desiderio spasmodico di ottenere con non pochi sacrifici un cover body da esibire, s’inseriva anche la convinzione estetica che un’abbronzatura intensa, pronunciata e permetteteci di dire selvaggia, fosse sinonimo di salute e benessere a 360°. E nonostante siano passati più di quarant’anni da quel decennio, il tanmaxxing che oggi invade i nostri feed su Tik Tok sembrerebbe confermare tutto ciò: esporsi al sole nelle ore più calde in termini di UV ricoperti di unguenti superabbronzati, lozioni senza SPF e oli che potrebbero friggere french fries surgelate in pochi minuti, diventano le armi segrete per abbronzarsi rapidamente o per sfoggiare le tanto ambite tan-lines, senza tenere conto che la pelle potrebbe pagare un prezzo che forse non merita.

I rischi spesso sottovalutati della “tan culture”

@larocheposay Tan Maxxing? We prefer “Protection Maxxing” #DermsAgainstBurns The tan you’re chasing today could become the skin damage you’re treating tomorrow. UV damage is cumulative. Every sunburn, every tanning session and every unprotected day in the sun can increase the risk of skin cancer, premature aging, dark spots and long-term skin damage. Solar protection habits are still insufficient, with a large part of the population misinformed about the risks. While “tan maxxing” trends may be going viral, the consequences of excessive sun exposure are very real. DON’T RISK YOUR HEALTH FOR A VIRAL MOMENT Protect your skin every day: Wear broad-spectrum SPF Seek shade during peak UV hours Cover up when possible Reapply sunscreen regularly Protection Maxxing > Tan Maxxing. Always. Share this video to raise awareness #SunProtection #Sunscreen #UVDamage #skincancerawareness original sound - La Roche-Posay

Scrollando il mio algoritmo beauty alla ricerca di materiali che fossero utili per raccontare al meglio il trend del tanmaxxing, mi sono imbattuto in un video condiviso pochi giorni fa dall’account ufficiale di La Roche-Posay, marchio dermatologico del gruppo L’Oréal da sempre in prima linea per sensibilizzare sulle patologie cutanee causate da una scorretta esposizione al sole. In questo contenuto della durata di circa un minuto e qualche secondo, oltre alle testimonianze di persone che per anni hanno abusato del cosiddetto sunbathing, vengono evidenziati una serie di rischi derivanti da un’esposizione solare a cuor troppo leggero. Si parla, tra tutti, del carcinoma basocellulare, che come spiega il professore Thierry Passeron è un tumore che colpisce fino all’1,5% della popolazione mondiale. Da non sottovalutare, secondo l’esperto, anche il rischio di sviluppare carcinomi epidermoidi o melanomi, anch’essi causati da un’esposizione solare senza filtri o protezioni adatte al proprio fototipo.

Un approccio più skin safe all’abbronzatura

Sebbene il metodo più efficace, oltre che scientificamente provato, per proteggersi dal sole sia quello di applicare (e riapplicare) una crema solare ad ampio spettro durante l’esposizione ai raggi diretti, nel panorama della cosmesi moderna esistono diverse soluzioni che permettono di ottenere un’abbronzatura rapida ricorrendo ad alcuni prodotti smart e soprattutto skin-safe. Gli ultimi lanci a tema make-up per l’estate 2026, infatti, vedono protagonisti polveri, sieri ad azione self-tanning e bronzing drops, ossia delle gocce dorate altamente pigmentate che possono essere miscelate con la crema viso abituale per ottenere un look healthy-glow degno di un mese trascorso in ferie. In alternativa, si possono utilizzare i ben noti autoabbronzanti tanto amati dalle it-girl inglesi. In questo caso, dovrete assicurarvi che la pelle del corpo sia perfettamente esfoliata e idratata prima di stendere il prodotto ricorrendo a un guanto apposito per evitare di macchiare le mani. Utilizzati all’occorrenza, questi trattamenti permettono di ottenere una tintarella temporanea ma d’effetto, nel pieno rispetto del benessere cutaneo. Per vivere tutti abbronzati e contenti. 

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