
Il prequel di "La rivincita delle bionde" è tutto sbagliato La serie di Prime Video non sa parlare con l’originale
Se ad ogni prequel, sequel, remake o reboot si ripete sempre la stessa manfrina (ossia: basta prequel, sequel, remake o reboot), l’unica vera cosa che bisognerebbe fare è aspettare di vedere il risultato e giudicare l’opera quando è pronta. Anche perché se si è stanchi di prequel, sequel, remake o reboot, si è stanchi anche di doversi sempre dire stanchi. La soluzione più semplice è allora farsi scivolare l’irrimediabile addosso, attendendo di vedere i cambiamenti o le aggiunte apportate a determinati titoli, finendo magari per apprezzarli più del previsto. Il problema con la serie Elle di Prime Video, prequel del cult La rivincita delle bionde, è che però manda presto all’aria questo auspicio.
Perché Elle, il prequel di La rivincita delle bionde, non convince
Un’altra delle cose che si dicono sui prequel, sequel, remake o reboot è che non abbiano senso. Nel caso di Elle è un assunto con cui è difficile non concordare. Il perché è palese, anche se qualche produttore ha fatto finta di non vederlo, compresa Reese Witherspoon, che dopo essere stata l’originale Elle Woods nel film del 2001 ha investito nello show con la sua casa di produzione, Hello Sunshine. Nella storia originale de La rivincita delle bionde la protagonista era una tavolozza bianca. Una giovane cittadina di Los Angeles con i modi di Los Angeles, le passioni di Los Angeles, i giri di amicizie di Los Angeles. Il che non la rendeva superficiale, che è esattamente il punto del film. Allo stesso tempo, però, ciò che vive Elle ne La rivincita delle bionde è un cambiamento che determinerà il resto della sua vita. Un arricchimento che le fa capire che tipo di persona vuole essere.
La trasformazione di Elle Woods nel film originale
Il background di Elle, purtroppo, cozza irrimediabilmente con l’inizio della pellicola diretta da Robert Luketic, La rivincita delle bionde: bella, allegra e bionda, la giovane viene sottostimata da tutti, in primis dal suo fidanzato, il quale non la ritiene abbastanza intelligente. La ragazza studia marketing per la moda, sogna il matrimonio e viene messa di fronte a tutti i pregiudizi che nessuno prima le aveva mai riservato – almeno questo è ciò che il film lascia intendere. Elle Woods, fino a quel momento, era nata e cresciuta in un ambiente sicuro, protetto, privilegiato. È lo scontro con la realtà e il suo accorgersi che non è tutto rosa e fiori (soprattutto rosa) che la porterà a dimostrare di avere i requisiti per entrare ad Harvard, per essere presa per lo stage estivo del più rinomato avvocato dell’università e di vincere una causa di omicidio.
È lo spostamento da una Elle-prima della rottura a una Elle-dopo la rottura che delinea lo stravolgimento della sua prospettiva. Un percorso di auto-consapevolezza in cui dovrà scontrarsi con preconcetti e soprusi, vedendo continuamente denigrato il ruolo della donna, decidendo di opporsi alle ingiustizie, di essere totalmente se stessa e di dimostrare non tanto agli altri quanto a sé di essere più di quello che pensano. Una battaglia che Elle sembra intraprendere col suo arco di trasformazione, senza alcun seme piantato prima come, ad esempio, ai tempi del liceo.
Il problema di continuità tra Elle e La rivincita delle bionde
Se è vero tutto ciò che accade ne La rivincita delle bionde, dunque, non può essere tutto vero ciò che avviene in Elle. È come se tra la serie e il film avesse schioccato le dita Thanos, come essersi persi in un buco spazio-temporale, con Elle che deve essere finita nello stesso mondo in cui vive il Peter Parker di Tom Holland che nell’ultimo Spider-Man è stato dimenticato da tutti i suoi amici, solo che in questo caso è lei stessa a non ricordare nulla. L’impatto del suo anno scolastico a Seattle non può averla influenzata così poco, stando alle vicende che accadono, e la sua trasformazione è talmente precisa ne La rivincita delle bionde da non poter rendere lo show un equivalente, per citarne uno, di The Carrie Diaries, che anticipava la vita da scrittrice della protagonista di Sex and the City – con i produttori che ci tennero a specificare, inoltre, che non si trattava di un autentico prequel, ma di un adattamento dal romanzo di Candace Bushnell I diari di Carrie.
Lexi Minetree è la nota positiva della serie
Non importa perciò quanto possa essere adorabile Lexi Minetree nella parte (sì, potrebbe essere davvero Reese Witherspoon da giovane) e no, non ci piace per forza denigrare le operazioni di marketing e franchise, ma Elle è un prequel che dimostra come non sempre ci siano universi da espandere, soprattutto quando viene meno la coerenza con l'opera originale.























































