"Messaggi per Isabelle" e il ritorno alla commedia romantica classica Zoey Deutch e Nick Robinson sono i protagonisti del titolo disponibile su Netflix

Nel giro di pochissimi giorni Messaggi per Isabelle ha conquistato la classifica dei titoli più visti sulla piattaforma di Netflix, oltre che il proprio posto tra le storie, i reel e i post del pubblico sui social. Si potrebbe dire anche i cuori degli spettatori della rom-com con Zoey Deutch e Nick Robinson, una coppia adorabile la cui carriera si incrocia per il film diretto e sceneggiato da Leah McKendrick, che è anche un po’ un unicum tra le produzioni sentimentali recenti, che sono per la maggior parte adattamenti da romanzi già attenzioni dal pubblico soprattutto grazie al BookTok. Questa volta, appunto, abbiamo davanti un’opera originale in cui se c’è da ricercare qualche appiglio col panorama culturale è in tutti quei titoli della storia del cinema da cui trae ispirazione e che ha piacere ad omaggiare. Riportando in voga un espediente che non è affatto da sottovalutare nei romance: l’utilizzo di strumenti di comunicazione che instaurano un rapporto tra personaggi prima ancora che questi si incontrino.

Una lettera d'amore alle commedie romantiche classiche: le ispirazioni di Messaggi per Isabelle, su Netflix

Non è un caso che i protagonisti Jill (Deutch) e Wes (Robinson) citino più di una volta Meg Ryan e Tom Hanks. Insonnia d’amore e C’è posta per te, quest’ultimo chiamato esplicitamente in causa proprio dai personaggi in una scena, sono sia due delle rom-com più famose e influenti del panorama cinematografico, sia pellicole sul connettersi come anime e interiorità prima ancora che come persone fisiche. Relazioni, nei casi dei film degli anni Novanta, che affondano le radici in un incontro che avviene in due fasi, dove all’inizio c’è solo l’idea dell’altro/altra e successivamente i personaggi si “ritrovano” nello stesso luogo. Sono i punti di congiunzione quelli ricercati per dare ai protagonisti (e spettatori) la certezza di un ordine nell’universo che va rispettato e che, nel caso delle rom-com, sta nell’inevitabile incontro che legherà per sempre gli innamorati.

Il messaggio in segreteria che cambia tutto

Se in Insonnia d’amore si partiva con una stazione radio mentre con C’è posta per te con i primi scambi di email, in Messaggi per Isabelle è la segreteria telefonica che mette in collegamento Jill e Wes. Persa la sorella minore a causa di una malattia genetica, la giovane continuerà a parlarle chiamandola al suo numero di telefono e lasciandole lunghi racconti sui sentimenti che prova e le giornate passate tra aspirazioni da pasticcera e appuntamenti fallimentari. Non sapendo però che, alla morte della ragazza, il numero è stato assegnato ad un’altra persona, l’agente immobiliare Wes (Robinsons). Rapito dall’energia di Jill, il ragazzo deciderà di partire per San Francisco e raccontarle del disguido telefonico. Ma, dopo averla conosciuta, il timore di rovinare tutto gli farà mantenere il silenzio, fino alle ineluttabili conseguenze.

Una formula collaudata interpretata con passione: recensione di Messaggi per Isabelle

Pur non inventando nulla, il film sa rimescolare alcuni dei nodi narrativi più rinomati delle commedie romantiche, sfruttandoli a proprio favore e trasudando di un amore per il genere cinematografico che traspare con immediatezza dal film Netflix. Un conoscere i titoli che ne hanno fatto la fortuna, che sono entrati nell’immaginario, a cui umilmente aspira cercando il meglio per sé e i propri personaggi. A bilanciare dramma e scoperta, è una Zoey Deutch che prosegue sulla sua carriera da eroina romantica nel ruolo della protagonista. Il suo brio è la scintilla di ogni opera sentimentale di cui è stata protagonista, e che su Netflix ritorna dopo il Come far perdere la testa al capo del 2018 che aveva racimolato consensi proprio perché così ben aderente al genere di riferimento, in cui divideva la scena con Glen Powell.

Una commedia romantica senza tempo per il pubblico di oggi

Messaggi per Isabelle mette in gioco tutto: la protagonista femminile ideale, una città molto presente che fa da palco alla storia (San Francisco), un gusto tra il classico e l’attualità in cui si inserisce e la tipica corsa a perdifiato verso l’amore della propria vita, in un richiamo di nuovo a Meg Ryan, ma stavolta a quella di Harry ti presento Sally con Billy Crystal. Un collegamento tra noi e gli altri, che sia una chiamata ad un’altra persona o rivolta all’universo.

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