"Non guardo altri hair styles, amo combinare elementi diversi tra loro" Intervista a Louis Souvestre, hair stylist di FKA twigs

Non guardo altri hair styles, amo combinare elementi diversi tra loro Intervista a Louis Souvestre, hair stylist di FKA twigs

Se vi diciamo FKA twigs, cosa vi viene in mente? Musica ultraterrena, indole alternativa, ma anche capelli. E se vi chiedessimo chi c'è dietro le pettinature (della cantante e ballerina, ma non solo) più memorabili degli ultimi tempi, sapreste rispondere? Noi sì. Si tratta di Louis Souvestre, che si auto-definisce hair freak e che ha segnato con la sua creatività una vera e propria wave di pettinature, colori e stili. Lo abbiamo intervistato per Under The Beauty Radar, il nostro format che indaga la bellezza che sta sotto la superficie.

Intervista a Louis Souvestre, hair stylist di FKA twigs

Presentati al nostro pubblico

Mi chiamo Louis Souvestre, sono francese e vivo a Londra.

Descrivi la tua estetica in tre parole

Sperimentale, ultraterrena, narrativa.

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Come ti sei avvicinato per la prima volta ai capelli come forma d’arte?

Ho iniziato ad amare i capelli all’età di 3 anni, quando ho capito tutto quello che potevo fare con i capelli lunghissimi di mia cugina. Poi, verso gli 8 anni, è arrivata nella mia scuola della campagna francese una nuova compagna dal Senegal: i suoi capelli erano qualcosa che non avevo mai visto prima. Un giorno aveva delle cornrows e il giorno dopo si è presentata con delle box braids che le arrivavano a metà schiena. Ero incantato e incuriosito, proprio come tutti gli altri a scuola. Quando le ho chiesto come facesse, mi ha risposto che sua madre era una strega e poteva farle crescere i capelli da un giorno all’altro. Quella risposta ha decisamente stimolato il mio processo creativo e mi ha fatto vedere i capelli come una vera e propria forma d’arte.

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Chi sono le tue muse? Da cosa trai ispirazione?

Le mie muse sono solitamente le guerriere dei libri illustrati fantasy o storici che avevo da bambino e che colleziono ancora oggi. Ne ricreo di nuove nella mia testa fondendole con altre ispirazioni che traggo dalla natura, dallo spazio, dalla scultura o persino da elmi e copricapi. Non guardo molto gli altri hairstyle, amo semplicemente combinare elementi diversi tra loro.

Com’è nata la collaborazione tra te e FKA twigs? Segui un processo specifico con lei quando si tratta di creare un look?

Ho lavorato per la prima volta con FKA twigs 5 anni fa, sul set del suo video musicale Measure of a Man. Mentre le stavo sistemando i capelli, mi ha chiesto cosa le avrei fatto se avessi avuto totale libertà creativa. Le ho detto che sarebbe stata fantastica con dei look ispirati al XVIII secolo, ma ricreati con dreadlocks e twists. Poi sono passate alcune settimane e, con mia grande sorpresa, il suo team mi ha contattato per il suo progetto successivo, Caprisongs. Da quel momento non abbiamo più smesso di lavorare insieme. Il mio processo con Twigs parte di solito da una conversazione sulle emozioni e sulla storia che vuole raccontare. Condividiamo idee e immagini che scoviamo in giro, spesso non legate ai capelli. Da lì iniziamo a parlare di costruzione dell’universo (world-building), di forme e della creazione di qualcosa che risulti nuovo e intenzionale. Di solito ascolto la sua musica prima di ideare qualsiasi nuova acconciatura per lei e entro nel mio mondo, dove creo continuamente nuove idee, concetti e spunti visivi da integrare nell’universo di Twigs.

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Qual è la tua parte preferita del lavorare con gli artisti e come riesci a creare un intero universo intorno a loro partendo solo dalle acconciature?

La parte che preferisco del lavorare con gli artisti è scoprire il loro mondo, riuscire ad elevarlo e dare vita alla loro visione. Per creare universi basati sui capelli attingo di solito dal loro immaginario, così che il risultato sia autentico, per poi fonderlo con il mio. È anche fondamentale studiare la loro personalità e il loro linguaggio del corpo, osservare come si muovono, in modo che l’universo di capelli che creo si adatti a loro e li valorizzi. Inoltre devo comprendere come vedono la bellezza e l’arte, perché si tratta di aspetti estremamente soggettivi.

Nella moda i capelli vengono spesso messi in secondo piano. Qual è il tuo rapporto con la moda e che ruolo pensi che abbiano i capelli al suo interno?

Non credo che nella moda i capelli vengano messi in secondo piano, quanto piuttosto il valore degli hairstylist. Veniamo spesso visti più come esecutori che come creatori, ed è per questo che do così tanta importanza alla mia ricerca, alla mia creatività e al mio know-how, affinché diventino parte integrante del mio DNA.

Qual è la differenza tra lavorare su capelli veri o su parrucche ed extension? Quale preferisci?

Entrambi sono straordinari per motivi diversi, ma direi che uso capelli naturali all’80% in tutto ciò che faccio, perché sono un mezzo incredibilmente versatile e sfaccettato. D’altra parte, i capelli sintetici possono essere fantastici per creare pezzi o strutture di grandi dimensioni.

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Se potessi dare un consiglio ai giovani hairstylist, cosa diresti loro?

Il mio consiglio è di passare più tempo all’interno della propria mente, coltivando l’immaginazione e il proprio mondo personale, perché è proprio questo che vi farà distinguere dagli altri. Siamo così fortunati ad essere nati con gusti e cervelli diversi a cui nessuno può davvero accedere finché non siamo noi pronti a mostrarli. Per quanto possa sembrare banale o stucchevole, guardate i libri, la natura e ciò che vi circonda. Siate curiosi e continuate ad imparare, anche cose che non hanno nulla a che fare con la vostra arte. Imparate ad apprezzare il tempo passato da soli e a creare mondi nella vostra testa. Collaborate e confrontatevi con le persone giuste, che condividono lo stesso senso di world-building. Un’altra cosa che faccio ogni sera prima di andare a letto è scegliere alcuni libri con immagini che mi piacciono, anche solo per sfogliarli. È l’ultima cosa che faccio prima di dormire, così il mio cervello può elaborare tutte quelle immagini mentre dormo. E infine, tenete un diario e documentate ogni singola idea che vi viene in mente, così da poterla sviluppare in seguito.

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