Abbiamo bisogno di amici con cui poter litigare Siamo convinti che evitare il conflitto sia sempre la scelta migliore, ma affrontarlo può rendere più solide le nostre amicizie

C'è una cosa che facciamo molto più spesso di quanto ammettiamo: quando un amico ci fa arrabbiare, facciamo finta di niente. Lasciamo correre, cambiamo argomento, ci convinciamo che non ne vale la pena. Perché dirgli che quella cosa ci ha ferito significa aprire una conversazione scomoda, e una conversazione scomoda potrebbe trasformarsi in un litigio. E un litigio, nella nostra testa, potrebbe trasformarsi nella fine dell’amicizia. O, più semplicemente, in una bella grana. Così ingoiamo il rospo per proteggere il rapporto, ignorando che, in molti casi, proprio questo atteggiamento finirà per logorarlo. 

Ignorare i conflitti non è una buona idea

Siamo abituati a pensare alle amicizie più solide come a quelle senza drammi: persone con cui ridiamo, condividiamo tutto e che, soprattutto, ci capiscono senza bisogno di spiegazioni. Ma la realtà è che un'amicizia non si misura dall'assenza di conflitti, si misura piuttosto dalla capacità che abbiamo di affrontarli, per poi ricostruire il rapporto su fondamenta ancora più solide. Come ha spiegato su Psychology Today la psicologa Marisa G. Franco, evitare sistematicamente di affrontare ciò che ci fa arrabbiare può creare distanza invece di preservare la relazione. Il conflitto aperto, quando non diventa un attacco personale, può invece consentire alle persone di comprendere meglio le rispettive prospettive. Dire “questa cosa mi ha fatto stare male” lascia infatti all'altro la possibilità di rispondere: “non era mia intenzione” oppure, semplicemente, “non avevo capito che la vivessi così”. Una discussione può quindi diventare utile; non perché ci faccia bene litigare, ma perché ci ricorda una cosa che nelle amicizie di lunga data tendiamo a dimenticare: non conosciamo mai completamente le persone che ci stanno accanto. Pensiamo di sapere come reagiranno, cosa vogliono, cosa intendono quando dicono una certa cosa, ma spesso non è così. Una discussione può costringerci a fare i conti con una versione dell'altro che non avevamo ancora visto.

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Non tutti i litigi sono salutari: alcuni accorgimenti per affrontare una discussione

Naturalmente, questo non significa che tutti i litigi siano salutari. Insulti, umiliazioni, manipolazioni e silenzi usati come punizione non diventano improvvisamente forme evolute di comunicazione solo perché li chiamiamo “conflitti”. La differenza sta nel modo in cui ci si confronta e, soprattutto, nella possibilità di ascoltare anche l'altra versione della storia, magari mettendo in campo un po’ di empatia. Secondo la dottoressa Franco, per affrontare una discussione in maniera costruttiva è innanzitutto importante arrivarci con la testa abbastanza lucida da poter ascoltare, senza lasciarsi guidare dalla rabbia del momento. Anche le parole contano: raccontare all'altra persona come ci siamo sentiti davanti a un determinato comportamento è molto diverso dall'accusarla di essere insensibile o di non tenere a noi. Ma soprattutto, una volta espresso il nostro punto di vista, dobbiamo essere disposti ad ascoltare il suo: capire che cosa l'ha spinta ad agire in quel modo e considerare che, in quella situazione, potremmo avere anche noi una parte di responsabilità. Se c'è, riconoscerla e chiedere scusa non significa perdere la discussione, ma contribuire a risolverla. 

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Se, per esempio, un'amica cancella per l'ennesima volta un appuntamento all'ultimo momento, oppure dimentica di rispondere ai nostri messaggi, possiamo leggerlo come una mancanza di rispetto e affrontarla accusandola di non tenere abbastanza alla nostra amicizia. Oppure possiamo dirle che il suo comportamento ci ha fatto sentire messi da parte e chiederle cosa le stia succedendo: magari scopriremo che sta attraversando un periodo complicato, oppure che semplicemente non si era resa conto di quanto ci stesse ferendo. O, ancora, che il problema che avevamo percepito esiste davvero. In ogni caso, alla fine della conversazione sapremo qualcosa in più su di lei e sul nostro rapporto.

Dopo il conflitto arriva il bello

La parte più complicata, però, arriva dopo. Perché una discussione non si risolve semplicemente quando smettiamo di essere arrabbiati: dovrebbe lasciare in noi qualcosa. Una maggiore comprensione dell'altra persona, ma anche la volontà di cambiare un comportamento, chiedere scusa quando necessario o accettare le scuse dell’altro; altrimenti rischieremo di ritrovarci presto punto e a capo. E se i litigi diventano davvero frequenti, allora potrebbe essere il segnale che qualcosa non va. Una discussione ogni tanto, invece? Tutta salute. Parola degli psicologi.

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