Benedetta Porcaroli ha una carriera sempre più internazionale Dopo Il Gattopardo l’attrice entra nel cast di un’altra serie di Netflix, The Gentleman

È con il premio per la miglior interpretazione di Orizzonti che lo scorso anno Benedetta Porcaroli lasciava la Mostra del Cinema di Venezia. Ad accompagnarlo, un discorso pieno di consapevolezza e umanità, in cui dedicava il riconoscimento agli “amici della Flotilla”, vinto per la sua performance nel film Il rapimento di Arabella. Non era la prima volta per Porcaroli al festival e nemmeno per la sua regista Carolina Cavalli, che nel 2022 aveva presentato Amanda. Ed entrambe tornano per Venezia83, Cavalli nel ruolo di presidente di giuria per il premio Luigi De Laurentiis per la miglior opera prima e la sua attrice come ambassador italiana di Campari, marchio di fama internazionale che porta in alto lo stile italiano in giro per il mondo.

Da Venezia a Londra: il presente di Benedetta Porcaroli

Campari è anche partner fedele della manifestazione, che anche quest'anno ha offerto al pubblico momenti di condivisione e di masterclass tenute da personalità della settima arte italiana. Porcaroli è una di queste, volata da Londra al Lido dopo la première della seconda stagione di The Gentleman su Netflix, di cui è entrata a fare parte del cast insieme ad altri due colleghi italiani, Sergio Castellito e Michele Morrone. Non la prima produzione internazionale a cui l’attrice prende parte, ma comunque un debutto in terra straniera. “Con Immaculate, l’horror di Michael Mohan, abbiamo girato a Roma. Era un film americano, ma sentivo comunque di essere a casa. Inoltre avevo una piccola parte e tutto ciò che dovevo fare era cercare di dire bene le mie battute. Per The Gentleman è stato un lavoro più intenso. La maggior parte delle riprese sono state in Inghilterra, poi ci siamo spostati verso il lago Maggiore. Ma la sfida più grande è stato stare dietro ai ritmi di Guy Ritchie, un regista che ti cambia le battute il giorno stesso in cui devi girare”.

Il contributo di un’attrice italiana all’universo di Guy Ritchie

L’esperienza di The Gentleman ha significato tante cene con il cast inglese e il loro dialetto strettissimo, oltre che l’essere immersi in un clima di accoglienza che ha reso il lavoro più leggero, seppur impegnativo. Cosa hanno portato però i gli attori italiani all’interno di un mondo così codificato e british come quello descritto da Ritchie? “Credo abbiamo introdotto una nota di colore nell’establishment inglese della serie. The Gentleman inquadra un’aristocrazia molto precisa, che ormai non esiste quasi più, che abbiamo dipinto col nostro rumore, il quale però si abbinava benissimo a quello del resto del cast inglese. Ci siamo sentiti accolti, il che ci ha permesso di giocare molto”.

Benedetta Porcaroli e Il Gattopardo

The Gentleman non è il primo ruolo in una serie Netflix per Benedetta Porcaroli. Nel 2025 la piattaforma ha lanciato l’adattamento de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, in versione a puntate dopo il classico di Luchino Visconti del 1963. L’attrice vestiva i panni di Concetta Corbera di Salina, figlia del pilastro della storia, Fabrizio Corbera Principe di Salina. Un’operazione che ha richiesto un lavoro sontuoso dal punto di vista della ricostruzione storica, con le scenografie e in particolare i costumi fondamentali per immergere i personaggi nella macchina del tempo. “Devo dire che per me il costume aiuta tantissimo ad entrare in un progetto. Nasco come autodidatta, non ho un reale approccio tecnico alla preparazione di un personaggio, non me lo ha mai insegnato nessuno. Figurarmi nei panni di chi devo interpretare, perciò, mi aiuta molto. Contribuisce a sedimentare in me il personaggio per fare poi in modo di reagire spontaneamente. È una delle parti difficili del lavoro perché comunque devi giocare un po’ sul dover attivare, e in quale modo, la tua emotività. Però poi, quando sono nel mio camper, sono vestita e mi guardo allo specchio, allora sì che vedo la persona che devo rappresentare”.

Dal cappello di Nicole Kidman ai cinquanta costumi

Per Il Gattopardo, poi, Porcaroli ha avuto accesso a dei veri pezzi da collezione: “Non solo mi veniva da piangere perché avevo cinquanta vestiti fatti su misura per me, ma un giorno mi danno un cappellino per una scena, vado a vedere l’etichetta e c’era scritto che era stato di Nicole Kidman. Da brava professionista Porcaroli non ha rubato il cappellino utilizzato dall’attrice australiana e ha anche confessato quali sono state le scene che più l’hanno messa in difficoltà: “Sono una frana con il ballo. Un disastro. Quando abbiamo girato le sequenze per Il Gattopardo ero terrorizzata dal risultato finale”.


Crescere, rallentare, fare scelte migliori

Se viaggiare è la maniera per Benedetta Porcaroli per rilassarsi, anche aver superato la soglia dei trent’anni ha contribuito a farle mettere tutto in una prospettiva più calma: “Ho capito che non è importante fare solo cose grandi. Che anche quelle piccole vanno bene, soprattutto quando arrivano al momento giusto. È facile in un mestiere come questo, che può portarti molto su, essere dimenticato. Ciò ti costringe a spingerti sempre più in alto, a cercare di andare oltre. Adesso, però, mi accorgo che non si tratta di salire, ma di seminare piano piano. Se si ha la fortuna di avere una carriera lunga si può far passare anche qualche anno prima di un altro grande ruolo, prediligendo lavori che si vogliono fare e in cui si crede. Poi, figuratevi, lo dico io che tanto sia se mi succede una cosa bella o se mi succede una cosa brutta mi agito allo stesso modo. Però sto crescendo e, con questo, sto cercando di essere più consapevole”. Un percorso che continua a portarla a Venezia: “È bellissimo tornare ogni volta ad una manifestazione come la Mostra. In un momento mondiale come quello che stiamo attraversando è giusto fermarsi un secondo per apprezzare le cose belle. Amanda è stato un atto di fiducia che poi si è ripetuto con Il rapimento di Arabella. Una collaborazione bellissima che porto nel profondo”.

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