
I migliori beauty look della Mostra del Cinema di Venezia 2026 Tra bob geometrici, pelle luminosa, chignon tiratissimi, labbra rosse e una nuova idea di naturalezza, il beauty del Lido anticipa le tendenze dell’autunno
Il Festival del Cinema di Venezia 2026 è tornato al Lido dal 2 al 12 settembre per l’83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Sul red carpet sono passati film, premi, abiti da archiviare e una quantità considerevole di beauty look da osservare molto da vicino. Il Leone d’Oro è andato a Woman Unknown, il film della regista danese di origini egiziane May el-Toukhy, che racconta la guerra sul corpo delle donne. La protagonista Mathilde Arcel ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, mentre quella maschile è andata a John Malkovich per Wild Horse Nine. Ma mentre la giuria assegnava i suoi premi, sul tappeto rosso si giocava un’altra competizione, decisamente meno ufficiale e molto più Instagrammabile. Quella dei beauty look di Venezia 2026. Da Pamela Anderson a Kendall Jenner, da Bianca Balti a Penélope Cruz, passando per Benedetta Porcaroli, Phoebe Bridgers, Kate e Rooney Mara e Sydney Sweeney, questa edizione ha alternato pelle luminosa, bob, capelli tirati a lucido, smokey eye e manicure minimal. Una bellezza sempre molto studiata, ma apparentemente sempre meno interessata a farlo vedere.
La pelle è il nuovo status symbol, ma il nude non è mai davvero nude: i beauty look di Venezia83
Se c’è un’estetica che ha dominato il make-up di Venezia 2026, è quella della pelle luminosa, sana e apparentemente poco truccata. Non è più semplicemente il vecchio no make-up make-up. È una pelle costruita con estrema precisione per sembrare come se non fosse stata costruita affatto. Lo ha spiegato bene Hiromi, Global Makeup Artist di Armani Beauty, definendo la direzione del festival una bellezza “sobria, fresca e radiosa”, con una particolare attenzione a lasciare visibile la grana naturale della pelle invece di coprirla con un finish pesante. Benedetta Porcaroli è una delle interpreti più riuscite di questa estetica. Il suo beauty look, realizzato da Nicoletta Pinna, punta su un incarnato luminoso e leggero, mentre i capelli curati da Michele Di Bisceglie giocano tra lunghezze sciolte, movimento naturale e styling più sleek. Il risultato è volutamente poco costruito. Anche Kendall Jenner, al suo debutto veneziano, sceglie la stessa grammatica. Per il red carpet di Wild Horse Nine indossa un abito Giorgio Armani d’archivio della collezione Fall 1995, color champagne, ricamato e quasi madreperlato, con orecchini di diamanti Briony Raymond e scarpe nude. Il make-up nude e bronze firmato Mary Phillips, con hair styling di Tamas Tuzes e skin prep di Ivan Pol, resta invece volutamente discreto. Capelli castano scuro sciolti, pelle luminosa, guance appena rosate, occhi sfumati e labbra nude. Il vestito fa tutto il rumore necessario. Lo stesso principio attraversa i look beauty by Kelly Cornwell di Alicia Vikander, con pelle luminosa, sopracciglia sottili, labbra rosate e manicure lattiginosa, e di Vittoria Ceretti, il cui make-up firmato Armani Beauty costruisce uno sguardo appena definito con la matita lasciando il resto del viso quasi impalpabile. Se Levante, con Armani Beauty e il make-up di Valentina Raimondi, ha spinto di più sul blush (Armani Dolci Makeup Blush nelle tonalità #2, #4 e #5) e sulla struttura del viso, Penélope Cruz, invece, in total look Chanel, ha portato il nude in una direzione più cinematografica con il make-up Chanel Beauty di Ariel Tejada, giocando con tonalità bronze, taupe e mauve (Les 9 Ombres 587 The New Smoky), ciglia importanti e labbra glossy (Rouge Allure L’Extrait 818 Rose Indépendant).
Il bob e la frangia hanno finalmente qualcosa da dire
Il vincitore indiscusso della categoria hairstyle Venezia 2026 è il bob. Corto, lungo, wet, rétro, geometrico, mosso, con frangia o senza. Il caschetto è comparso in così tante versioni che a un certo punto sembrava quasi una dress code. Bianca Balti ha portato la versione più grafica. Dopo essere arrivata al Lido in camicia bianca, jeans e baseball hat, per la cerimonia di apertura ha scelto un sontuoso abito rosa pastello corredato di ali e parure multicolore. Il beauty firmato Clé de Peau Beauté resta luminoso e rosato, mentre il micro bob castano intenso diventa il vero contrappunto del look. Riga centrale, punte rivolte verso l’alto, capelli dietro le orecchie. Una principessa, sì, ma disegnata con la squadra da geometria. Saoirse Ronan ha spinto ancora più avanti la costruzione grafica. Per il suo debutto alla regia con Paper Plane ha indossato un abito Louis Vuitton su misura dalla silhouette a colonna ed ha raccolto i capelli dietro la nuca in una coda liscia e tirata, lasciando protagonista una micro frangia cortissima e perfettamente dritta. Eyeliner nero sottile e rossetto nude completano un look in cui il viso sembra quasi incorniciato dal taglio. Matilda De Angelis, con l’aiuto di Vincenzo Panico, ha invece trasformato il micro bob in una diva anni Trenta. Il caschetto wet porta le punte all’insù e una piccola onda circolare disegnata sulla fronte con precisione millimetrica. Il risultato è una specie di Betty Boop couture, completata da eyeliner nero e labbra rosa chiarissimo by Armani Beauty. Penélope Cruz sceglie una versione più morbida e rétro, mentre Leslie Bibb porta il bob in territorio wet e contemporaneo. Maggie Gyllenhaal, invece, dimostra quanto possa funzionare un caschetto mosso insieme a uno smokey eye delicato. E poi c’è Susan Sarandon, con un bob spettinato, mèches e frangia riccia color rosso rame che sembra già voler diventare uno dei tagli dell’autunno. La frangia, in generale, è il piccolo atto di ribellione della stagione. Non serve un make-up aggressivo per cambiare il volto quando puoi semplicemente tagliare una striscia di capelli sopra le sopracciglia.
Wet hair, gel e capelli tirati
Il wet hair non ha nessuna intenzione di lasciare Venezia. Ma nel 2026 cambia significato. Non è più soltanto l’effetto “sono appena uscita dal mare”. È una vera estetica di controllo. Capelli lucidissimi, tirati, modellati, quasi incollati alla testa. La laguna, dopotutto, è il posto giusto per trasformare l’umidità in una scelta estetica. Kasia Smutniak porta questa idea all’estremo con capelli praticamente cancellati in un finish wet perfetto e un make-up nude controllatissimo. Greta Scarano sceglie invece una versione più drammatica, con i capelli biondi pettinati all’indietro, un leggero volume sulla testa e un effetto bagnato sulle lunghezze. Lo styling di Massimo Serini per Kérastase utilizza Overnight Serum Chronologiste e Huile de Parfum per ottenere setosità, controllo e lucidità. Il suo beauty, però, non si limita all’estetica. Sul red carpet di Hombre Al Agua Greta ha portato sulla guancia una traccia di rossetto violaceo come gesto simbolico contro la violenza sulle donne. Poi arrivano gli chignon. Kate e Rooney Mara, alla première di Bucking Fastard, hanno dimostrato che anche un raccolto apparentemente semplice può diventare una piccola opera di architettura. Rooney ha scelto un intreccio annodato, Kate un doppio knot più decorativo. In entrambi i casi il gel trasforma i capelli in sculture lucide. Kate, che indossava un custom Giorgio Armani ricamato di micro-cristalli e una gonna a sirena di paillettes nere, ha completato il look con uno chignon basso e scultoreo impreziosito da un fermaglio di perle e uno smokey eye bronzo e marrone. Mara Rooney, in Louis Vuitton, ha preferito uno chignon rigido e lucido con un trucco quasi invisibile, incarnato porcellana e labbra nude. Il suo hair look è stato realizzato da Paul Jones, il make-up da Zoe Taylor. Il risultato è molto 2026. Tirare tutto indietro, eliminare il rumore e lasciare che il viso faccia il resto.
Rosso o rosa?
Se il nude ha dominato la pelle, sulle labbra Venezia 83 ha lasciato spazio a due possibilità apparentemente opposte. Da una parte il rosso, classico, teatrale, impossibile da ignorare; dall’altra il rosa chiaro, più fresco e quasi naturale, ma comunque abbastanza presente da evitare l’effetto labbra cancellate. Nel primo gruppo ci sono Claire Foy, con il lipstick rosso scelto per lei dalla make-up artist Kelly Cornwell, perfettamente abbinato al suo abito Bottega Veneta color pomodoro; Alba Rohrwacher e Jasmine Trinca, che hanno entrambe scelto labbra intense (by Nicoletta Pinna con prodotti Armani Beauty) insieme a un beauty più spettinato e personale. Anche Susan Sarandon ha giocato con il rosso, questa volta in una versione più calda e materica, perfetta con il suo bob messy e la frangia ramata. Quattro modi diversi di usare lo stesso colore, senza trasformarlo necessariamente nella solita bocca da femme fatale. Il rosa, invece, è diventato la scelta per chi voleva mantenere il beauty luminoso e leggero senza rinunciare al rossetto. Benedetta Porcaroli lo ha abbinato ai suoi look Prada e a una base molto naturale, mentre Amanda Seyfried ha puntato su un rosa soft, quasi una prosecuzione del blush e del suo look Miu Miu. Alicia Vikander e Marion Cotillard hanno seguito la stessa direzione delicata e Sydney Sweeney ha scelto Lip Power di Armani Beauty nella shade 104, per labbra definite ma dall’effetto naturale. Il risultato è che il lipstick torna a essere protagonista senza per forza urlare. Rosso o rosa, l’importante è che sembri una scelta e non un automatismo.
Le manicure devono sembrare ricche, ma non troppo
La manicure del beauty di Venezia 2026 segue la stessa ossessione per il lusso discreto che attraversa il make-up. Unghie lattiginose, rosa trasparenti, finish lucidi. La mano deve sembrare curata, sana e possibilmente così costosa da non poter spiegare perché. Alicia Vikander sceglie una versione quasi trasparente, mentre Vittoria Ceretti resta su un rosa molto naturale. Suki Waterhouse, alla première di Primetime, rompe invece la neutralità con una manicure rossa, perfetta per il suo look Saint Laurent in pizzo dorato e trasparente, completato da collant velati e décolleté a punta. Il minimalismo, comunque, non è obbligatorio. Rosso, bordeaux e tonalità scure continuano a funzionare benissimo, soprattutto quando l’intero look decide di non essere democraticamente nude.
