
Ascesa e declino di Emanuela Fanelli, ma solo su HBO Max Dal 2 ottobre arriva il mockumentary Peccato, in anteprima a Venezia83
Dal 2 ottobre su HBO Max arriva Peccato, il mockumentary di Emanuela Fanelli che immagina l’attrice e comica in un futuro prossimo in cui si è ritirata dalle scene rifugiandosi in Valle D’Aosta a causa di un piccolo incidente intercorso nella sua carriera. “C’è stato un periodo in cui vedevo che venivano fatti molti documentari su persone ancora in vita, anche giovani, e se ne parlava in maniera celebrativa. Perciò ho pensato: perché non raccontare la mia ascesa e tracollo con ironia? Il gancio è stato quello dell’inciampo: in questo mestiere, in cui qualsiasi piccola scivolata può mettere fine ad una carriera, mi faceva ridere l’idea che la protagonista aveva ottenuto tutto e improvvisamente lo ha perso, interrogandosi anche sul fatto se, in fondo, lo avesse mai voluto davvero”.
Una storia surreale, con un pizzico di tenerezza: tutto su Peccato, di Emanuela Fanelli
C’è della surrealtà nella serie Peccato, in anteprima a Venezia83, oltre il desiderio che questa protagonista, che poi è Fanelli stessa, faccia provare agli spettatori non solo divertimento, ma anche un pizzico di tenerezza. Il momento non poteva essere migliore per l’autrice e interprete, sulla scia dei suoi due David di Donatello e volto affermato nell’industria italiana, cinematografica e televisiva. “Quale momento migliore per mettere le mani avanti se non questo? Quando tutto va bene e c’è il pensiero costante: e se finisse improvvisamente qui? Così è anche meglio, perché da una parte è come se lo avessi già esorcizzato, dall’altra si potrà dire: lo aveva predetto!”.
Ferzan Özpetek, Sabrina Ferilli e una certa Paola Cortellesi
Tante sono le personalità che si susseguono in Peccato, protagonisti di vere-finte interviste, in cui registi come Ferzan Özpetek e attrici come Sabrina Ferilli appaiono invecchiati esattamente come Emanuela Fanelli: “Ho chiamato io gli intervistati e ho avuto difficoltà nel cercare di spiegare la serie. Mica per colpa loro, ma perché mentre cercavo di fargliela immaginare mi rendevo conto di quanto fosse assurda. Però sono contenta che abbiano accettato e che si siano prestati a questa loro versione misera e decadente, velata da una certa tenerezza, la stessa che vorrei si provasse per la mia protagonista”. Tra le idee più originali, e non così improbabili, c’è una Paola Cortellesi Presidente della Repubblica: “Ci faceva ridere l’idea che arrivasse alla fine del primo episodio. La serie è ambientata nel 2049 e vedere Paola in un simile ruolo non mi sembrerebbe affatto impossibile. Riuscirebbe anche in quello, se solo volesse”.
Nessun limite, solo ironia
Nella scrittura di Peccato vigono una libertà galoppante e un umorismo che guarda al mondo dello spettacolo con un occhio critico, ma mai velenoso: “Non ci siamo posti limiti, abbiamo scritto ciò che fa ridere noi (Peccato è scritta da Fanelli insieme a Giulio Somazzi e Valerio Vestoso, ndr.). Gli attori, i registi, i giornalisti e tutte le persone coinvolte hanno fatto parte di questo clima di complicità dove non c’era intenzione di prendere in giro nessuno, ma di scherzare insieme, anche riabilitando magari il famoso circoletto di cui tanto si parla nell’ambiente, mostrando che sa prendersi non troppo sul serio”.
Da Venezia a HBO Max
E se con Peccato si spera in una buona ricezione da parte del pubblico, il posizionamento in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia dimostra già che c’è un certo riguardo nei suoi confronti, così come in Fanelli che l’anno scorso è stata madrina della manifestazione. ”Ora l’obiettivo è rimanere lucidi”, conclude l’attrice, che allo sbarco al Lido ha sorpreso tutti mostrandosi invecchiata come nella serie. “Ho cominciato a recitare a sedici anni, poco dopo ho iniziato a scrivere le mie cose, poi quando la carriera ha ingranato lo ha fatto molto in fretta. Avendo fatto tanta gavetta e avendo vissuto il successo a questa velocità mi sono detta: non cadere nel rischio di credere che questo che stai attraversando ti definisca. Penso di riuscirci.”
Mantenere il successo nella giusta prospettiva
”Ricordo che la sola idea di poter vincere un David di Donatello dieci anni fa mi sembrava tutto. Ora che è successo ne sono infinitamente grata, ma riesco a mettere in prospettiva un premio. Facciamo un mestiere con troppe variabili che spesso non dipendono nemmeno da noi. Per adesso, perciò, mi godo il fatto che vada tutto bene, ma tengo a mente che sono gli altri i valori che voglio mantenere centrali nella mia vita”.
























































