
"Melyon è progettato per le pelli ricche di melanina, ma è creato per tutti" Intervista al founder Roger Dupé
Dalla passerella di Vogue e la storica campagna di H&M a Times Square fino all'universo del beauty inclusivo: la storia di Roger Dupé è quella di una rivoluzione personale e culturale. Nato in Svezia nel 1991 da genitori immigrati, il primo modello nero a fare la storia per Rolls-Royce e Kenzo ha trasformato i rituali di cura della pelle tramandati dalla sua famiglia dell'Africa occidentale in una missione di self-love. Con la nascita di Melyon, Dupé ha ridefinito il concetto di lusso accessibile, celebrando ogni tonalità di pelle attraverso formule che profumano di tradizione, identità e riscatto. In questa intervista ci ha raccontato com'è nato il brand, il valore delle sue radici e cosa significa rompere i canoni estetici dell'industria.
Intervista a Roger Dupé, fondatore di Melyon
Hai descritto l'approccio dei tuoi genitori alla skincare come una forma di "lusso accessibile". Guardandoti indietro, in che modo quei semplici gesti quotidiani hanno plasmato la tua idea di vero lusso?
Crescendo, il lusso non era qualcosa che compravamo, era qualcosa che praticavamo. I miei genitori non avevano gli scaffali pieni di prodotti costosi, ma non hanno mai fatto compromessi quando si trattava di prendersi cura di se stessi. Avere un aspetto curato, idratare la pelle e mostrare orgoglio per la propria immagine era un modo per portare rispetto a se stessi e a chi si aveva intorno. Questo è un insegnamento che è rimasto con me. Oggi non definisco il lusso attraverso l'esclusività o il prezzo, ma attraverso l'intenzione. Fare lusso significa creare qualcosa con cura, utilizzando gli ingredienti migliori, un design curato e un'artigianalità autentica, facendo sentire le persone valorizzate e viste. Ed è proprio questo che volevo diventasse Melyon: un brand in grado di trasformare la routine di tutti i giorni in un momento speciale.
Quali rituali o ingredienti specifici tramandati dalla tua famiglia hanno avuto l'influenza maggiore sulle formule di Melyon?
In casa mia gli ingredienti dell'Africa occidentale non sono mai stati percepiti come qualcosa di esotico, erano parte della vita di tutti i giorni. Il burro di karité, il sapone nero, la moringa e il baobab venivano usati da generazioni, molto prima che la skincare diventasse una questione di trend o di marketing. Crescendo, sono rimasto affascinato dal motivo per cui questi ingredienti avessero resistito così a lungo alla prova del tempo. E quella curiosità mi ha portato spontaneamente verso la scienza. Con Melyon abbiamo unito due mondi che secondo me non dovrebbero mai essere separati: il sapere ancestrale e la ricerca scientifica moderna. L'eredità culturale ci regala secoli di esperienza, mentre la scienza ci aiuta a comprendere, perfezionare e massimizzare i benefici di quegli ingredienti. Per me l'innovazione non significa sostituire la tradizione. Significa rispettarla abbastanza da renderla ancora migliore.
In che modo le tue esperienze personali in un'industria della moda spesso poco inclusiva ti hanno ispirato a creare Melyon?
La moda mi ha dato opportunità che non avrei mai potuto immaginare. Mi ha permesso di girare il mondo e di lavorare con brand incredibili. Allo stesso tempo, però, mi ha fatto toccare con mano un problema che molte persone con la pelle scura conoscono bene: spesso i prodotti non venivano pensati per noi. Che si trattasse di skincare, cura dei capelli o make-up, l'aspettativa era che fossi tu ad adattarti, anziché essere preso in considerazione fin dall'inizio. Non ho mai voluto che Melyon nascesse come una reazione polemica a tutto questo. Volevo che diventasse un esempio di come l'industria potrebbe e dovrebbe essere. Siamo partiti facendoci le domande giuste, progettando con intenzione e assicurandoci che le persone si sentissero rappresentatee. Non per rincorrere un trend, ma perché dovrebbe essere la norma.
Qual è stata la sfida più complessa che hai dovuto affrontare quando hai lanciato Melyon?
Capire che per fondare un'azienda devi diventare una persona che non sei mai stato prima. Ogni fase richiede una nuova versione di te stesso. Un giorno sei concentrato sullo sviluppo del prodotto, quello dopo stai cercando fondi, assumi personale, risolvi problemi di supply chain o prendi decisioni difficili che impattano sulla vita degli altri. Ho imparato che fare l'imprenditore non significa avere sempre tutte le risposte. Significa mantenere la calma quando non le hai. La lezione più grande è stata imparare a fidarmi del percorso, anche nei momenti in cui nessun altro riusciva ancora a vedere la mia visione.
Come riesci a bilanciare la creazione di soluzioni specifiche per la pelle scura mantenendo un approccio inclusivo per ogni tipo di pelle?
Spesso si pensa che l'inclusività coincida con il creare qualcosa di generico che vada bene per tutti. Io credo sia l'esatto contrario. La vera inclusività parte dal riconoscere che esigenze diverse richiedono risposte diverse. Se risolvi davvero quei bisogni senza scendere a compromessi sulla qualità, finirai per creare prodotti capaci di dare benefici a un pubblico molto più ampio. Melyon è stato progettato pensando alla pelle ricca di melanina perché per troppo tempo quella prospettiva è stata ignorata. Ma la salute della pelle non è definita dal colore. Ed è per questo che la nostra filosofia è sempre stata: progettato per la pelle ricca di melanina. Creato per tutti.
L'estetica del brand appare profondamente radicata nel design scandinavo moderno, pur omaggiando le tue radici africane. Come riesci a fondere questi due mondi?
Non li ho mai visti davvero come due mondi separati. Fanno entrambi parte di ciò che sono. Essere cresciuto a cavallo tra la cultura svedese e le mie radici ghanesi mi ha insegnato che l'identità non è una scelta di campo. Si tratta piuttosto di accogliere entrambe le proprie anime. Il design scandinavo porta con sé essenzialità, funzionalità e un'estetica senza tempo. La cultura dell'Africa occidentale apporta calore, narrazione, artigianalità e una straordinaria tradizione botanica. Melyon nasce esattamente nel punto in cui questi mondi si incontrano in modo naturale.
Il dibattito intorno al grooming maschile e al self-care sta cambiando rapidamente. In che modo ritieni che Melyon contribuisca a questa nuova era del benessere al maschile?
Credo che si stia finalmente ridefinendo il concetto stesso di sicurezza in se stessi. Per molto tempo la cura di sé è stata scambiata per vanità. Io la vedo in modo diverso. Prendersi cura di se stessi è una questione di rispetto personale. Significa stare bene nella propria pelle e ritagliarsi piccoli momenti durante la giornata per riconnettersi con se stessi. Sono attimi che contano. Melyon non vuole dire agli uomini come dovrebbero apparire. Vogliamo semplicemente incoraggiare le persone a prendersi cura di sé, perché se lo meritano.
Se potessi tornare indietro e parlare al te bambino che cresceva a Västerås, cosa gli diresti sulla sicurezza, sull'identità e sul percorso che lo attende?
Gli direi di smettere di sforzarsi così tanto di entrare in stanze che non sono state costruite per lui. Perché un giorno ne costruirà una tutta sua. Gli direi che la sicurezza non deriva dall'approvazione degli altri, ma dall'accettare chi sei, da dove vieni e dal capire che la tua storia ha valore. Le cose che un tempo pensavo mi rendessero diverso sono diventate le fondamenta di tutto ciò che ho costruito. E questa è forse la lezione più grande di tutte. Non serve diventare qualcun altro per avere successo. Il mondo ha bisogno di più persone che abbiano il coraggio di essere fino in fondo se stesse. È questo il viaggio che sta facendo Melyon, ed è il viaggio in cui mi trovo ancora oggi anch'io.
