La tua spazzola per capelli è il nuovo lusso (e costa quanto una borsa vintage) L’accessorio beauty più desiderato del momento

Aprire una Birkin, una Margaux o una Le 5 à 7 nel 2025 significa trovare sempre le stesse cose: AirPods, gloss Rhode, un paio di occhiali da sole, magari un charm Labubu e, sempre più spesso, una spazzola per capelli. Non nascosta sul fondo della borsa, ma appoggiata in bella vista, fotografata nei video What’s in my bag? e nelle vanity perfettamente curate che popolano TikTok e Instagram. Non una qualsiasi, ovviamente. Una Mason Pearson con il suo iconico cuscinetto rosso oppure una La Bonne Brosse color burro, pistacchio o ciliegia, così bella da sembrare progettata prima per essere fotografata e solo dopo per districare i capelli. È curioso che il beauty abbia trovato il suo nuovo oggetto del desiderio proprio nello strumento meno glamour di tutti. La hair brush è passata dall’essere un accessorio invisibile a diventare il nuovo indicatore di gusto. Più silenzioso di una borsa, più personale di un profumo, infinitamente più quotidiano. Del resto, il lusso contemporaneo sembra aver cambiato indirizzo. Non vive più soltanto negli acquisti spettacolari, ma negli oggetti che accompagnano ogni singolo giorno come una tazza di ceramica fatta a mano, un coltello giapponese, un accappatoio in lino pesante, una moka vintage. Oppure una spazzola costruita per durare trent’anni. È la filosofia dei little luxuries, quei piccoli investimenti che trasformano un gesto qualsiasi in qualcosa di piacevolmente rituale. Perché se comprare una casa è diventato un miraggio, almeno possiamo romanticizzare i dieci minuti davanti allo specchio.

La hair skinification ci ha fatto desiderare una spazzola da 300 euro

La rivoluzione è iniziata dal cuoio capelluto. Negli ultimi anni l’haircare ha smesso di essere semplicemente styling per avvicinarsi sempre di più alla skincare. Sono arrivati sieri, acidi esfolianti, peptidi, scrub, trattamenti barriera, ingredienti fermentati e routine in dieci passaggi che trattano la cute come una seconda pelle. La cosiddetta hair skinification ha modificato non soltanto i prodotti che utilizziamo, ma anche il modo in cui guardiamo agli strumenti. Se il cuoio capelluto diventa il nuovo centro della routine, allora anche la spazzola per capelli cambia completamente significato. Non serve più soltanto a districare o mettere in ordine una piega. Diventa un oggetto capace di distribuire il sebo naturale lungo la fibra capillare, stimolare delicatamente la microcircolazione, ridurre la  e migliorare la lucentezza. In altre parole, diventa un trattamento. Non sorprende quindi che TikTok sia pieno di video 30 days hair brushing challenge, trasformazioni prima e dopo e routine serali dedicate esclusivamente alla spazzolatura. L’hashtag #hairbrush supera ormai centinaia di milioni di visualizzazioni, mentre il mercato globale delle spazzole per capelli vale oltre 7 miliardi di dollari e continua a crescere. Il risultato è che un gesto banalissimo torna a essere un rituale quotidiano, con la stessa aura delle morning routine da cinque del mattino, del matcha preparato con il chasen o dell’applicare una maschera LED davanti a una serie TV. La differenza è che la spazzola è sempre stata lì. Semplicemente abbiamo ricominciato a guardarla.

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Perché tutti vogliono una Mason Pearson, la Birkin dell’haircare

Ogni epoca ha il suo oggetto del desiderio. La Gen Z ha deciso che poteva essere una spazzola per capelli inventata durante la Rivoluzione Industriale. La Mason Pearson nasce nel 1885 grazie all’ingegnere inglese da cui prende il nome e, quasi centocinquant’anni dopo, continua a essere prodotta con un processo rimasto sostanzialmente identico. Il suo celebre cuscinetto pneumatico in gomma (rivoluzionario all’epoca, ancora oggi brevettato) permette alle setole di seguire la forma della testa distribuendo il sebo senza spezzare i capelli. Le setole di cinghiale arrivano dallo stesso fornitore dagli anni Quaranta e ogni spazzola viene ancora rifinita a mano. La cosa più interessante, però, è tutto quello che Mason Pearson non fa. Non organizza eventi spettacolari. Non inonda TikTok di influencer. Non spedisce PR package. Produce circa duecentomila spazzole l’anno e basta. Il resto lo fanno parrucchieri, passaparola e TikTok, che nel giro di pochi mesi l’ha ribattezzata la Birkin delle spazzole, la Rolls-Royce dell’haircare, l’unico oggetto beauty capace di mettere d'accordo Kim Kardashian, Kate Moss, Phoebe Dynevor e Jennifer Aniston. Perché Mason Pearson continua a essere un’azienda familiare e preferisce essere considerata un produttore piuttosto che un brand. Forse è proprio questa ostinazione a renderla desiderabile oggi.

Le spazzole sono le nuove it-bag della beauty routine

Mason Pearson resta il riferimento assoluto, ma soprattutto il punto di partenza di una nuova grammatica del desiderio. Perché il punto, ormai, non è più soltanto avere una buona spazzola per capelli, ma scegliere quella che racconta meglio il proprio modo di abitare la beauty routine. Proprio come accade con i profumi o con gli oggetti di design, ogni marchio costruisce un immaginario preciso, trasformando uno strumento quotidiano in un’estensione del proprio gusto. È difficile spiegare il successo di La Bonne Brosse senza parlare della sua estetica. Le sue linee morbide, i colori lattiginosi e il manico in acetato di cellulosa biodegradabile sembrano appartenere allo stesso universo visivo dei fermagli in acetato, dei pettini in cellulosa, dei libri Assouline lasciati aperti sul tavolino e dei flaconi di profumo scelti tanto per la fragranza quanto per come dialogano con il resto della stanza. Lo stesso vale per la giapponese ReFa, che ha trasformato il massaggio del cuoio capelluto in un piccolo rituale quotidiano attraverso design minimalisti e tecnologie ispirate allo shiatsu o per L’Officine Universelle Buly, che recupera il fascino delle antiche toilette ottocentesche con spazzole in legno e setole naturali destinate a invecchiare con eleganza. Jäneke, storico marchio italiano, continua invece a dimostrare che anche un oggetto nato per i backstage dei parrucchieri può diventare un’icona di design, mentre il brand italiano Muitomas intercetta il desiderio di strumenti essenziali, tattili e costruiti per durare. Poi c’è l'altra faccia del fenomeno, quella che arriva dai social. Tangle Teezer ha cambiato il modo di intendere la spazzola districante trasformandola in un bestseller globale grazie alle sue setole flessibili, Crown Affair ha costruito un intero universo estetico attorno all’idea di ritualità quotidiana e minimalismo, mentre Oribe porta nel mondo degli accessori lo stesso linguaggio sofisticato che ha reso iconica la sua linea haircare. E che dire di Killabrush? Il nuovo marchio noto per i suoi modelli capaci di uccidere i microrganismi secondo Vogue rivoluzionerà il settore spingendo il discorso oltre, tra estetica virale e narrazioni “tech” del gesto quotidiano.

La vanity è il nuovo soggiorno

Forse il vero motivo per cui le spazzole di lusso stanno vivendo un momento d’oro non riguarda nemmeno i capelli. Riguarda gli spazi. TikTok ha trasformato la vanity in una stanza nella stanza. Non più un semplice angolo del bagno, ma una scenografia personale fatta di specchi, profumi, fermagli, skincare, gioielli e oggetti accuratamente scelti. La beauty routine viene esposta, fotografata, condivisa. Una La Bonne Brosse, con il suo acetato colorato e le linee rétro oppure una Mason Pearson funzionano esattamente come una lampada di design o un vaso di Murano. Sono strumenti, certo, ma anche elementi d’arredo. Non stupisce che marchi come Guerlain abbiano lanciato la propria spazzola premium sviluppata con il brand giapponese S-Heart-S o che Sisley, Crown Affair, Oribe e persino Dyson abbiano iniziato a trattare gli strumenti per capelli come veri oggetti di desiderio. In fondo, la nuova ossessione per le spazzole per capelli che il lusso contemporaneo si nasconde sempre più spesso dentro un gesto ripetuto ogni mattina. Dieci passate davanti allo specchio, una spazzola costruita per durare una vita e la sensazione, forse illusoria, ma irresistibile, che prendersi cura di sé possa essere il modo più accessibile di concedersi qualcosa di prezioso.

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