"L'obiettivo è un risultato così d'impatto da sembrare quasi generato dall'AI" Intervista a Sophie Hartnett

L'obiettivo è un risultato così d'impatto da sembrare quasi generato dall'AI Intervista a Sophie Hartnett
"Ciao nss g-club! Sono Sophie Hartnett, una make-up artist di Brooklyn, New York. Il mio lavoro si muove tra l'editoriale di moda e un trucco fantastico ispirato alla natura, con una vera passione per gli effetti speciali che spingono la bellezza verso territori più insoliti e inaspettati". Cos'altro dire? La nostra nuova puntata di Under the Beauty Radar è qui, e ha una protagonista scoppiettante, che viaggia dal whimsical al mostruoso in un battito di ciglia, e che ha lavorato con le it-girl del momento. Questo è quello che ci ha raccontato. 

Intervista a Sophie Hartnett, make-up artist di Brooklyn

Quali sono tre parole che descrivono la tua estetica?

Senza tempo, giocosa e audace. Vengo da una famiglia che lavora nella moda dai primi anni '80, e la prima cosa che ho imparato è stata l'importanza di avere una pelle pulita e curata: il trucco nella sua forma più pura. Oggi, dopo più di dieci anni di carriera, cerco di spingere la mia creatività al massimo per bilanciare quell'estetica essenziale con gli effetti speciali, trasformando un beauty look in una storia. L'obiettivo è un risultato così d'impatto da sembrare quasi generato dall'intelligenza artificiale, il classico lavoro che spinge chi lo guarda a chiedersi come, perché e quando posso provarlo anch'io?
 
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Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua strada?

Crescendo in una famiglia di creativi, ho capito molto presto che ogni volta che voglio esprimermi lo faccio attraverso la manualità. Che si trattasse di lavoretti artistici - carta pesta, pittura, collage - o di musica - cantare, scrivere canzoni, esibirmi - alla fine tornavo sempre al fare le cose con le mani. E col tempo, tutto questo si è trasformato nel dipingere i volti delle persone. Sapevo che il mio futuro sarebbe stato nell'arte: la moda e il trucco sono diventati il mezzo per esprimere la mia visione del mondo e della bellezza e per creare il make-up che io stessa vorrei vedere in giro.

Da dove trai ispirazione? Ti lasci guidare dai trend attuali e dai social media o cerchi altrove?

Prendo moltissima ispirazione dai make-up artist che hanno aperto la strada al mondo del beauty: Kevyn Aucoin e Pat McGrath sono due dei miei punti di riferimento più forti. Oltre a loro, trovo tantissimo nella natura, dalle texture spontanee alla geometria. Le tendenze e i social media corrono veloci, ma io preferisco guardare altrove: ai grandi maestri e al mondo naturale.
 
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Quando ti sei resa conto che la tua estetica avrebbe virato verso il non convenzionale e, a volte, persino verso il mostruoso?

Ho sempre saputo di non essere il tipo di persona che segue i trend; sono sempre stata più affascinata dal diverso, dall'ignoto, dallo strano. E amo il fatto che nel 2026 tutto questo venga celebrato, sono felicissima di lavorare in quest'epoca. Credo davvero che ogni tendenza nasca da qualcosa di autentico. Mi definirei "mostruosa"? Forse no, ma da Leone ascendente Leone, direi che sono sicuramente audace. Sono pronta e desiderosa di spostare i limiti e creare un vero effetto wow, mantenendo però sempre le basi di un trucco bello e senza tempo.

Cos'è per te la bellezza e cos'è la bruttezza nella vita e nel tuo lavoro?

Per me la bellezza è come un accordo maggiore. Ti rende felice, ti fa sentire appagata e serena, ti scalda dentro. Questa è la base del mio make-up: una pelle pulita e radiosa, uno sguardo accessibile, qualcosa di intramontabile che hai già visto. Ma poi mi piace inserire quella che si potrebbe definire bruttezza - lo strano, l'ignoto, il bizzarro -, un po' come un accordo minore sovrapposto al maggiore. Vivono entrambi nello stesso spazio, possono coesistere in perfetta armonia, ed è proprio questo che cerco di creare.
 
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Come cambia il tuo approccio quando lavori per una sfilata, uno shooting fotografico o un progetto artistico più personale? Noti differenze chiave nel tuo processo creativo?

Adoro lavorare alle sfilate. Molte persone con cui ho collaborato dicono che sono velocissima, ed è una cosa a cui tengo molto: sono rapida nella mia arte, ma sempre molto precisa e intenzionale. Amo fare le sfilate soprattutto quando firmo il look come lead artist, come mi è successo per l'ultimo show Primavera/Estate di Pipenco. Ho ideato il concept, guidato il team e portato avanti la mia visione in modo fluido. Uno shooting fotografico ha un'atmosfera completamente diversa: non stai collaborando solo con lo stilista, ma ci sono l'hairstylist, il fotografo e la testata. Insieme uniamo le forze per creare qualcosa a cui nessuno di noi sarebbe mai arrivato da solo. Per i miei progetti personali, invece, lavoro spesso con una delle mie hairstylist preferite, Jenni Iva. Siamo solo noi due: partiamo dall'idea, cerchiamo la modella, scattiamo, facciamo l'editing, fino ad arrivare alla pubblicazione. Ultimamente è la cosa che mi entusiasma di più: curare un concept dall'inizio alla fine, fino al momento di condividerlo con il mondo. Ciascuno di questi contesti tira fuori un lato diverso della mia identità artistica; ognuno è unico a suo modo.

Com'è stato lavorare con Julia Fox per Luis De Javier?

Di recente ho avuto l'opportunità di lavorare con icone e leggende del calibro di Julia Fox, Slayyyter, Dominique Jackson, Daniela Lalita, Cailin Russo, Jazzelle (aka Ugly Worldwide), Peaches e tantissime altre. Poter collaborare con persone che hanno una propria visione e una propria identità così forte mi ha fatto crescere enormemente come artista, perché non creo più solo per me stessa e per la mia estetica. Ho il privilegio di entrare nel loro mondo, e questo ha dato una svolta alla mia carriera. Mi ha resa estremamente versatile: riesco a prendere il mio tocco strano, stravagante e bello e a mixarlo con il loro universo, altrettanto strano, stravagante e bellissimo.
 
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Cosa c'è nel futuro della tua ricerca artistica?

Per me il futuro è sempre un'incognita, cerco di coglierne la bellezza ogni singolo giorno. Trovo continuamente una nuova immagine che mi ispira, un nuovo artista con cui mi piacerebbe collaborare, una nuova canzone che mi muove dentro qualcosa e mi spinge a creare cose che non avrei mai immaginato. Spero di lavorare con altri incredibili musicisti e artisti, e di collaborare con creativi sia dentro che fuori dal mio settore. Sono entusiasta per il prossimo anno e per i nuovi inizi, e spero che continuerete a seguirmi!

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