I libri da leggere in autunno Per vivere il presente da prospettive diverse

L’autunno è la stagione perfetta per tornare a leggere e, soprattutto, per andare oltre i titoli più visibili. Quello di cui voglio parlarvi oggi sono i tesori che si possono trovare anche andando a cercare nei cataloghi degli editori indipendenti e delle realtà editoriali più piccole: libri capaci di raccontare il presente da prospettive diverse.

I libri da leggere per l'autunno 2026

Factanza - Stare bene in un mondo che corre

Viviamo in un'epoca nella quale ci viene continuamente ricordato che dovremmo stare meglio. Dormire di più, lavorare meglio, essere più produttivi, gestire l'ansia, limitarci con i social, prenderci cura di noi stessi. Ma cosa succede se il problema non è soltanto individuale? Stare bene in un mondo che corre, scritto da Factanza Media e Lorenza Bernardi ed edito da Il Castoro, parte proprio da questa domanda. Il libro prova a leggere il benessere non soltanto come una responsabilità personale, ma come un fenomeno sociale, culturale e sistemico. Ansia, burnout, FOMO, produttività, lavoro e social network vengono affrontati attraverso un percorso che mette insieme storia, neuroscienze, filosofia e cultura contemporanea.

Lorenzo Gioielli - Guida tascabile ai miracoli imperfetti

Guida tascabile ai miracoli imperfetti di Lorenzo Gioielli (Kalós) è un romanzo di formazione ambientato nella Roma degli anni Ottanta. Il protagonista è un giovane aspirante attore che vuole trasformare la propria passione per il teatro in una professione. Intorno a lui ci sono la famiglia, gli amori giovanili, i primi successi e le prime delusioni, ma anche alcuni dei grandi nomi del teatro e del cinema italiano, da Eduardo De Filippo a Vittorio Gassman e Giorgio Albertazzi. La città non è soltanto lo sfondo della storia ma una presenza vera e propria, una Roma fatta di piazze, vicoli, periferie e teatri che accompagna la crescita del protagonista e contribuisce a definirne l'identità. Pubblicato nel 2026, il libro è una vera e propria dichiarazione d'amore per la capitale, per il palcoscenico e per un'idea dell'arte vissuta come vocazione.

Randa Ghazy - L’Occidente è morto a Gaza

Con L’Occidente è morto a Gaza. Israele e Palestina: il sonno della ragione (Solferino), Randa Ghazy propone di cambiare la lente attraverso cui viene raccontata la questione palestinese. Il punto di partenza è una considerazione fondamentale: per comprendere ciò che accade oggi non è sufficiente partire dal 7 ottobre 2023. Il libro ripercorre la storia che ha portato alla situazione attuale e raccoglie testimonianze con l'obiettivo di restituire centralità alle esperienze e alle vite dei palestinesi. La storia, sostiene l'autrice, è indispensabile per comprendere il presente e per sottrarsi a una narrazione ridotta soltanto agli eventi più recenti.

Judith Hermann - Indietro nel tempo

In Indietro nel tempo (L’orma editore), Judith Hermann parte da alcune tracce minime come una fotografia o un tatuaggio sbiadito per cercare di ricostruire la storia del nonno materno, che durante la Seconda guerra mondiale fu membro delle Waffen-SS e si trovava a Radom, in Polonia. Quello che emerge non è soltanto il ritratto di un uomo, ma quello di un vuoto familiare costruito nel corso delle generazioni. Il libro diventa così una ricerca personale che si trasforma in una riflessione più ampia sulla memoria e sulla possibilità, o sull'impossibilità, di fare i conti con il passato della propria famiglia.

Jacqueline Harpman - Il giorno del giudizio

In Il giorno del giudizio (Blackie Edizioni), Jacqueline Harpman immagina una situazione surreale. Una donna muore e, dall'altra parte, incontra Dio. Il problema è che Dio si presenta sotto le sembianze di un uomo affascinante, autorevole e, soprattutto, seminudo. La protagonista, però, è un'atea convinta. Dio pretende di essere venerato e cerca di convincerla a seguirlo nel regno celeste. Ne nasce uno scontro ironico e filosofico che mette al centro una domanda tutt'altro che semplice: quanto siamo disposti a rinunciare alle nostre convinzioni e alla nostra libertà intellettuale?

Memorie del diluvio - Saleem Haddad

Attraverso continenti e decenni – dalla Baghdad degli anni Cinquanta alla Londra contemporanea, dal fiume Tigri fino ai campi profughi yemeniti – Memorie del diluvio (edizioni e/o) è al tempo stesso un dramma familiare intimo e, per la sua portata, un’epopea moderna. Il romanzo di Saleem Haddad ci coinvolge in una profonda e travolgente riflessione multigenerazionale sull’arte, l’esilio, la memoria, gli effetti a lungo termine dei conflitti e su cosa significhi appartenere, creare, resistere.

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