
Il nuovo hair goal? Non sembrare appena uscite dal parrucchiere Bed hair, frizz, ponytail imperfette e capelli asciugati all'aria, forse non abbiamo più bisogno di controllare ogni singolo capello
Per anni uscire di casa con i capelli spettinati significava semplicemente non aver avuto tempo di sistemarli. C'erano i capelli “fatti” e quelli da nascondere sotto un cappello, raccogliere velocemente o giustificare con un “non ho avuto tempo di fare la piega“. Poi sono arrivati gli slick bun tiratissimi, le onde costruite alla perfezione, le code senza un capello fuori posto e una quantità sorprendente di prodotti destinati a eliminare qualsiasi forma di frizz. Persino quello che doveva sembrare effortless richiedeva spesso parecchio effort. Adesso qualcosa sembra muoversi nella direzione opposta. Per strada, sui social e sulle passerelle tornano texture più vissute, capelli asciugati all'aria, raccolti morbidi, ciocche che sfuggono e quel bed hair che fino a poco tempo fa avremmo probabilmente cercato di sistemare prima di uscire di casa. Non significa che abbiamo improvvisamente smesso di pettinarci. Piuttosto, sembra stia cambiando l'idea stessa di cosa significhi essere pettinate.
Quando abbiamo iniziato a voler controllare anche i capelli?
I capelli sono probabilmente una delle parti del nostro aspetto su cui esercitiamo più controllo. Possiamo lisciarli, arricciarli, colorarli, raccoglierli, allungarli, tagliarli e convincerli, almeno temporaneamente, ad assumere una forma completamente diversa da quella con cui ci siamo svegliate. Non sorprende quindi che siano diventati anche un territorio su cui proiettiamo la nostra idea di ordine. Una piega appena fatta comunica immediatamente qualcosa di diverso da una chioma gonfiata dall'umidità; una coda perfetta sembra intenzionale, una ciocca che scappa dall'elastico molto meno. Abbiamo costruito un vocabolario estetico in cui “curato” è diventato quasi sinonimo di “controllato”. Basta pensare allo slick bun: sembrava la pettinatura più semplice del mondo, ma per ottenere quella riga perfetta e nessun baby hair autorizzato a vivere una vita propria servivano gel, cere, spazzole e una precisione che aveva ben poco di spontaneo. È lo stesso paradosso delle beach waves costruite con il ferro o del messy bun studiato davanti allo specchio: persino il disordine, per essere considerato bello, doveva essere perfettamente ordinato. La domanda allora non è perché oggi ci piacciano i capelli spettinati, ma quando abbiamo deciso che esistesse una sola forma possibile di ordine e che questo significasse passare tempo a trasformare la texture naturale dei nostri capelli.
Il crespo non deve diventare il nuovo capello perfetto
C'è però un rischio nel trasformare il capello vissuto nel prossimo ideale beauty: sostituire semplicemente una regola con un'altra. Non siamo obbligate ad amare il frizz se ci infastidisce, a rinunciare alla piastra o a lasciare asciugare i capelli all'aria perché improvvisamente l'imperfezione è diventata cool. Possiamo decidere che oggi l'umidità non merita quaranta minuti del nostro tempo perché spesso neanche lo abbiamo e domani desiderare una piega impeccabile. Anche i prodotti, in questo senso, possono cambiare funzione. Per anni l'haircare ha utilizzato parole come tame, control, anti-frizz e ultra-sleek, partendo spesso dall'idea che la texture naturale dovesse essere disciplinata. Oggi possiamo usare un leave-in per mantenere morbide le lunghezze lasciate asciugare all'aria, un olio sulle punte senza cancellare ogni traccia di movimento o uno spray texturizzante per enfatizzare onde non perfettamente definite. Prodotti scelti perché accompagnano la texture naturale e non perché promettono di trasformarla. È una differenza sottile ma importante: prendersi cura dei capelli non significa necessariamente renderli diversi da come sono.
C'è qualcosa di liberatorio in una ciocca fuori posto
La cosa più interessante, alla fine, non è sapere quanto durerà il trend dei bed hair. Tra sei mesi potremmo tranquillamente tornare tutte a tirare i capelli fino a non riuscire quasi più a muovere le sopracciglia. I trend beauty reagiscono continuamente a quello che è venuto prima, ma proprio per questo raccontano qualcosa del momento in cui compaiono. Dopo anni di immagini levigate, skincare organizzate in dieci passaggi, sopracciglia pettinate una per una e capelli apparentemente immuni al vento, vedere qualcosa che si muove ha un effetto quasi rassicurante. Una ciocca fuori posto racconta che dietro quella faccia c'è qualcuno che ha camminato, preso la metropolitana, corso per arrivare a un appuntamento dopo aver lasciato i figli a scuola, abbassato il finestrino o semplicemente vissuto abbastanza da non essere identica a quando è uscita di casa. Non credo che smetteremo di fare la piega, e non avrebbe neanche senso trasformare questa tendenza nell'ennesimo invito a farlo. Credo sia cambiato qualcosa di più significativo: il giudizio automatico che ci porta a pensare che ogni capello fuori posto debba essere immediatamente rimesso al suo posto. Il contrario di “pettinata” non deve necessariamente essere “spettinata”. Essere pettinate potrebbe semplicemente significare avere i capelli esattamente come abbiamo deciso di portarli quel giorno. Anche se sono completamente diversi da come li abbiamo portati il giorno prima.
