
Beauty Generations: cosa è cambiato davvero tra Millennials e Gen Z? Ne abbiamo parlato con tre beauty creator della Gen Z
Ho iniziato a truccarmi quando i tutorial su YouTube erano il nostro beauty advisor e il contouring copiato da Kim Kardashian sembrava l'unico modo possibile di valorizzare il viso. Erano gli anni delle sopracciglia sottili prima e super definite "ad ali di gabbiano" poi. Ogni stagione sembrava portare con sé una nuova regola: il fondotinta doveva coprire tutto, il correttore illuminare, la terra scolpire il viso. Più che valorizzarci, cercavamo continuamente qualcosa da correggere. Poi è arrivata la Gen Z e, almeno osservandola da fuori, sembrava aver completamente cambiato prospettiva. Skin tint al posto del fondotinta, blush liquidi, skincare essenziale, SPF tutti i giorni e una parola ripetuta ovunque: autenticità. Per molto tempo ho pensato che la differenza fosse tutta lì. Noi Millennials avevamo inseguito un ideale di perfezione estetica, loro avevano finalmente imparato ad accettarsi. L'idea di chiederglielo è nata quasi per caso, durante uno dei tanti eventi beauty in cui giornalisti e content creator si ritrovano negli stessi spazi. Ci incrociamo continuamente tra presentazioni e press day, ma spesso restiamo due mondi distinti che convivono senza confrontarsi davvero. Così ho deciso di approfittare di una di quelle occasioni per parlare con tre beauty creator della Gen Z: Beatrice Cossu, Simona Floresta e Giorgy Colella. Volevo capire se la percezione che avevo della loro generazione fosse corretta. La risposta, in realtà, è stata molto meno scontata.
@itsmontserratzertuche Differences between millennials and gen z #lookcurrent #tiktokover30 #2023trends original sound - Itsmontserratzertuche
Da beauty creator ad "amica digitale"
La prima a rispondermi è stata Beatrice Cossu, 363.000 follower IG e 38.6M di mi piace su TikTok, che mi ha fatto capire come il cambiamento più grande non riguardi tanto il make-up quanto il modo in cui il beauty viene condiviso. "Essere una beauty creator significa condividere tutti i consigli che darei alle mie amiche dal vivo, ma con le mie amiche digitali", mi racconta. Una definizione che descrive perfettamente il rapporto della Gen Z con i social: non più una semplice vetrina, ma un'estensione della vita quotidiana. C'è poi un altro elemento che distingue questa generazione dalla mia: la velocità. "I contenuti durano pochi secondi e rimangono in hype ancora meno." Se noi seguivamo un trend per mesi, oggi un prodotto può diventare virale in una notte ed essere già stato sostituito da un altro la settimana successiva. E forse è proprio questa velocità a rendere il beauty contemporaneo così diverso da quello con cui siamo cresciuti.
@beatriceecossuu 10 curiosità che non sapete di me
suono originale - Bea cossu
TikTok è il nuovo beauty advisor
Se noi Millennials entravamo in profumeria dopo aver letto una recensione su un blog o visto un tutorial su YouTube, oggi la scoperta di un prodotto passa quasi sempre dai social. Me lo conferma Simona Floresta, 32.000 follower IG e 691K di mi piace su TikTok che ammette senza problemi quanto TikTok influenzi le sue scelte beauty. "Scopro quasi tutto attraverso i social e a volte mi viene perfino la FOMO per un prodotto." Brand come Merit o Kosas, mi racconta, li ha conosciuti proprio così. Questo però non significa acquistare senza criterio. "Mi è successo più di una volta di comprare un prodotto virale e rimanerne delusa. Se non era adatto alla mia pelle o il colore non mi donava, lo regalavo a un'amica o a mia madre." Cambiano le piattaforme e cambiano gli algoritmi, ma quella sensazione di lasciarsi convincere dal prodotto del momento, per poi scoprire che non era quello giusto per noi, probabilmente appartiene a tutte le generazioni.
@simonafloresta E tu cosa ne pensi? Hai mai provato i profumi solidi di sol de jainero? #unpopularopionion #profumi #soldejaneiroperfume audio originale - With simoflore
La ricerca di perfezione non è sparita
La risposta che mi ha colpito di più è stata quella di Giorgy Colella, 58.000 follower IG e 24M di mi piace su TikTok. Le ho chiesto se la sua generazione sentisse ancora il bisogno di apparire perfetta oppure se l'obiettivo fosse finalmente diventato quello di mostrarsi autentici. Mi aspettavo una risposta rassicurante, invece mi ha un po' spiazzata. "Secondo me la mia generazione ha ancora un forte bisogno di apparire e sentirsi perfetta. Anche se oggi si parla sempre di più di autenticità e accettazione di sé, l'ossessione per la perfezione estetica è ancora molto radicata." Una riflessione che va oltre il beauty. Giorgy cita la crescita della medicina estetica anche tra le giovanissime come uno dei segnali più evidenti di quanto la pressione sull'aspetto fisico sia ancora fortissima. Forse siamo stati noi Millennials a idealizzare la Gen Z. Abbiamo visto un make-up più leggero, il ritorno delle lentiggini, della pelle glow e della skincare minimalista e abbiamo pensato che fosse cambiato anche il rapporto con il proprio riflesso. In realtà sono cambiati i codici estetici, non necessariamente il bisogno di sentirsi all’altezza.
Più che il beauty, è cambiato il linguaggio
Anche i prodotti raccontano questa evoluzione. Per Giorgy gli irrinunciabili sono il profumo, l'olio protettivo per i capelli e la crema solare. Una scelta che parla di prevenzione e cura più che di copertura. Beatrice, invece, mi dice che spera non tornino mai le sopracciglia sottili dei primi anni Duemila. E come darle torto. Ogni generazione, in fondo, ha i suoi traumi beauty. Alla fine mi sono resa conto che questo non è un articolo su chi viva meglio il beauty. Noi Millennials siamo cresciuti cercando di trasformarci attraverso il make-up. La Gen Z è cresciuta raccontandosi attraverso i social. Noi avevamo YouTube, loro TikTok. Noi aspettavamo il tutorial della creator preferita, loro scorrono decine di video prima ancora di fare colazione.
La vera differenza non è nel beauty case
Pensavo di scrivere un articolo sulle differenze tra Millennials e Gen Z, invece ho finito per scriverne uno sulle somiglianze. Cambiano i prodotti, cambiano le piattaforme e cambiano i trend, ma la domanda resta sorprendentemente la stessa: quanto del nostro valore continuiamo ad affidare a quello che vediamo nello specchio? La vera differenza non è nel beauty case, ma nella velocità con cui cambiano le regole del gioco. Noi abbiamo imparato a convivere con gli standard di bellezza. Loro devono imparare a farlo mentre quegli standard cambiano ogni giorno, davanti ai loro occhi, sullo schermo di uno smartphone. Nonostante tutto, ogni generazione continua ancora a cercare lo stesso equilibrio: sentirsi abbastanza, senza dover inseguire per forza l'ennesima versione "migliore" di sé.






















































