Il profumo come identità: i nuovi linguaggi olfattivi della Gen Z Le fragranze stanno diventato qualcosa di più che semplici accessori da indossare

Il profumo come identità: i nuovi linguaggi olfattivi della Gen Z Le fragranze stanno diventato qualcosa di più che semplici accessori da indossare

Per anni il profumo è stato raccontato come un accessorio legato soprattutto alla seduzione. Basti pensare alle pubblicità beauty che vengono mostrate tutt'ora in televisione, incentrate a costruire un immaginario molto preciso fatto di sensualità aspirazionale, lusso e perfezione estetica. Però questo linguaggio sembra essere sempre meno efficace sulle nuove generazioni. La Gen Z non cerca soltanto un profumo buono e seducente, cerca una fragranza che comunichi qualcosa di più profondo.

Il profumo come identità per la Gen Z

Il nuovo linguaggio della profumeria

In un momento storico in cui ogni aspetto della personalità viene continuamente esposto online, anche l’olfatto è entrato nella costruzione dell’identità digitale. La fragranza non viene più scelta in base alla stagionalità o a quanto sia effettivamente buona da sentire, ma in base a ciò che riesce a evocare. Non sorprende quindi che anche il lessico della profumeria sia cambiato radicalmente negli ultimi anni. Le persone, soprattutto sui social, non descrivono più i profumi soltanto attraverso le note olfattive, ma tramite immagini, emozioni e archetipi culturali. Un profumo oggi può ricordare le pagine di un libro sfogliato in una biblioteca antica, i pomeriggi passati a giocare con le bambole o di nostalgie provate in sogno. Ed è esattamente così che le nuove generazioni si connettono con le fragranze. 

Il profumo come estensione di sé

Uno degli aspetti più interessanti del rapporto tra Gen Z e profumeria è che le persone scelgono sempre più spesso fragranze coerenti con la propria visione del mondo. Il profumo non è più separato dall'identità politica, estetica o etica, ma è parte dello stesso racconto come lo sono i vestiti che si indossano, la musica che si ascolta o le cause che si sostengono. Ecco perché, per descrivere i profumi, vengono usate espressioni come dark feminine energy, rockstar girlfriend/messy girl perfume o skin scent. Sono tutte categorie che non descrivono la composizione in sé, ma la categorizzano in un'immaginario in cui potersi riconoscere, attraverso cui essere letti o percepiti dagli altri. Chi si riconosce nell’estetica clean girl, per esempio, tende a prediligere profumi muschiati e puliti, che diventano quasi simboli di disciplina e minimalismo quotidiano. Gli skin scent che ricordano pelle fresca, sapone delicato e lino bianco si trasformano nel corrispettivo olfattivo di uno stile di vita fatto di matcha, pilates e morning routine curate nei minimi dettagli. È un’idea di ordine che passa anche dall’odore, come se la fragranza dovesse confermare una certa versione controllata di sé. All’estremo opposto, i gourmand come vaniglia, caramello, tonka, raccontano un immaginario completamente diverso. Molte fragranze virali su TikTok giocano proprio su questa dimensione: evocano ricordi dolci, quasi infantili, e un senso di comfort immediato. In una generazione cresciuta tra crisi globali, economiche, incertezza e sovrastimolazione digitale, scegliere di profumare di dolce diventa anche un gesto di auto-consolazione, una sorta di cura emotiva. Accanto a queste due polarità stanno tornando anche profumi più "sporchi", fumosi, legnosi o metallici, legati a estetiche indie e anti-perfezione. Sono fragranze che rifiutano l’idea della ragazza impeccabile costruita dal beauty mainstream e si allontanano volutamente da standard estetici troppo levigati e performativi, scegliendo invece un’identità meno addomesticata.

Il boom dei brand di nicchia

La Gen Z cerca fragranze che non abbiano come obiettivo quello di piacere a tutti, ma di creare connessione tra poche persone che si riconoscono dentro lo stesso immaginario. Non è un caso che in questi anni i profumi di nicchia si siano sempre più fatti spazio: la nuova generazione ne è particolarmente attratta. Di fatti questi brand non vendono soltanto composizioni olfattive, ma veri e propri mondi narrativi. Ogni fragranza nasce da un’idea precisa: un personaggio, una scena cinematografica, un ricordo. Indossare un profumo significa anche entrare in sintonia con chi riconosce quello stesso riferimento, con chi condivide una sensibilità estetica simile. In un’epoca in cui tutto viene continuamente mostrato e commentato online, costruire un’identità passa sempre di più attraverso dettagli invisibili. E il profumo, forse più di qualsiasi altro elemento, resta uno dei più intimi perché impossibile da captare se non stando vicini.

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