
Alcuni profumi non sono fatti per piacere Hai mai desiderato di odorare di pizza o benzina?

Non so voi, ma ogni tanto, per noia, procrastinazione o puro divertimento, finisco inevitabilmente sul sito dei profumi per eccellenza, quello che conosciamo tutti, e passo ore a spulciare liste infinite di note olfattive cercando quelle più assurde, specifiche e borderline incomprensibili. Ed è esattamente lì che inizia il problema, perché più leggi e più entri in un buco nero da cui è impossibile uscire. A un certo punto non stai più cercando un profumo: stai cercando di capire chi abbia avuto l’idea di far odorare una fragranza in quel modo. Ed è proprio questo il fascino. Questi profumi non cercano di essere comforting, puliti o universalmente apprezzabili. Vogliono lasciarti leggermente destabilizzata. Sono fragranze che funzionano più come oggetti artistici o piccoli esperimenti concettuali che creano universi interi attorno a una sensazione stranissima e spesso inspiegabile. Eccone alcuni.
I profumi più interessanti non vogliono piacere
Slice Society di Snif
Hai mai desiderato odorare letteralmente di pizza? Bene, questo profumo esiste ed è dedicato a chi, alla domanda "qual è il tuo piatto preferito?", risponde pizza senza nemmeno pensarci mezzo secondo. Tra le note giustamente ci sono il basilico, la salsa di pomodoro e la crosta di pane. A bilanciare il tutto ci sono ribes nero, iris e sandalo, che cercano di dare un minimo di struttura elegante a una fragranza che, in realtà, vuole semplicemente trasformarti in una pizzeria ambulante.
Anarchist A di Toskovat
In generale, ogni profumo uscito da Toskovat sembra abitare un universo a parte. Sono tra le fragranze più radicali e "sporche" che si possano incontrare nella profumeria contemporanea. In particolare Anarchist A è un vero e proprio viaggio dietro le apparenze: carta di credito, neve e whiskey; denaro, cera di candela e inchiostro; vesti sacerdotali e acqua santa, tutto avvolto in un sacchetto di plastica, con resina di olibano sacro e legni preziosi. Un continuo slittamento tra sacro e profano, spiritualità e materialismo che si intrecciano senza mai fondersi del tutto.
The Cursed Apple di Mischief Academy
Come si può facilmente intuire dal nome, questo profumo è ispirato a Biancaneve e prova a ricreare la fragranza della mela rossa avvelenata che morde la principessa nella fiaba. Tra le note troviamo mela, rose, viole, frutti di bosco selvatici e un accordo di veleno. E poi c’è la nota di rossetto, che aggiunge un immaginario più vintage.
Gasolin di Rammstein
Si, sa esattamente di quello, o almeno, è l'immaginario che vuole riportare. Le note sono un viaggio dentro qualcosa di volutamente disturbante: benzina, asfalto e fiammiferi bruciati in apertura; poi catrame di betulla, inchiostro e pelle nel cuore; e infine grafite e muschio nel fondo. Giustamente, da un gruppo come i Rammstein, cosa potevamo aspettarci?
Doll Mist di Boy Smells
Chi si ricorda il profumo di una bambola nuova di zecca? È uno di quei ricordi super impressi nella memoria: quando finalmente liberavi dal packaging quella Bratz che avevi sognato, e prima ancora che iniziassi a giocare arrivava lui, quell’odore di plastica leggermente dolciastra. Doll Mist ricrea esattamente quello scenario. Dentro troviamo fragola e vaniglia, poi rosa e ambra, e soprattutto il famoso accordo di bambola di plastica, che è il vero cuore del concept.
