
Millennial vs gen Z: chi è più sereno nel 2026 in Italia? Aperte scommesse
C’è una generazione più serena tra millennial e generazione Z? La risposta è sì: i millennial stanno leggermente meglio della gen Z. Questo è quanto emerge dalla survey condotta nei primi mesi del 2026 sui canali social di Serenis e l’agenzia Marketing Espresso, a cui hanno preso parte 4853 rispondenti 1 da tutte e 20 le regioni d’Italia.
Gen Z più ansiosa sul futuro rispetto ai Millennials
La differenza più significativa che emerge tra le due generazioni è la preoccupazione esistenziale: quasi 8 gen Z su 10 (78%) temono di non riuscire a costruire una vita soddisfacente, contro 6 millennial su 10 (59,2%). Numeri che raccontano un disagio importante e diffuso e risultano coerenti con un altro dato rilevante: la gen Z è significativamente più ansiosa sul futuro rispetto ai millennial (64,4% vs 45%).
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Terapia e self-care: similitudini tra Millennials e Gen Z
Nonostante ciò, le due generazioni sono quasi identiche su aspetti fondamentali come la cura di sé (con un punteggio di 2,85 su 5 per la Gen Z e 2,88 su 5 per i millennial) e l’utilizzo della terapia: il 68% dei millennial e il 66,4% della gen Z ha intrapreso o sta portando avanti un percorso psicologico. Le due generazioni sono però accomunate anche dalle aspettative deluse per una vita gratificante: entrambe registrano una discrepanza tra prospettive e realtà, con il 63,2% della gen Z e il 59,4% dei millennial che afferma di vivere un’esistenza peggiore o molto peggiore di come aveva immaginato.
Perché la Gen Z si sente più in ritardo?
Pur presentando un tasso simile di propensione all’accesso alla terapia, la gen Z sta peggio e si sente più "in ritardo" rispetto ai millennial (39,9% vs 30,3%). Come spiegare questo dato? La ricerca ha rilevato due fattori che potrebbero concorrere allo stato d’animo peggiore dei 14-30enni e che suggeriscono che la terapia da sola non basta: ciò che è necessario è un cambiamento culturale, economico e sociale più profondo.
La trappola digitale e il doomscrolling
Il primo fattore è la trappola digitale: quasi il doppio delle persone della gen Z rispetto ai millennial (18,8% vs 10,6%) fa spesso doomscrolling tra le notizie negative online, provocando così maggiore stress e ansia. Inoltre, questo cluster mostra anche maggiore difficoltà a disconnettersi dai social media: alla domanda "Vorrei ridurre i social ma non ci riesco" ha risposto affermativamente il 45,1% della gen Z e il 38,2% dei millennial, con una differenza del 6,9%.
Insicurezza economica e futuro incerto
Il secondo fattore è l’insicurezza economica: il 51,4% della gen Z si dichiara insoddisfatto della propria situazione economica attuale, rispetto al 46,6% dei millenial. Questi numeri delineano delle aspettative niente affatto rosee per il futuro: i millennial, sebbene non presentino differenze sostanziali nei punteggi, mostrano una situazione leggermente migliore, con maggiore stabilità lavorativa e contratti indeterminati.
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Focus regionale: benessere tra Nord, Centro e Sud Italia
A livello di benessere generale, i millennial mantengono il vantaggio sulla gen Z in modo uniforme su tutto il territorio. Ma i dati sul benessere più critici in assoluto arrivano dal Sud Italia: al Sud il 59,9% della gen Z è insoddisfatto della propria situazione economica, tanto che qui si rileva il segmento più critico con livelli massimi di ansia. Sempre al Sud, il 68,6% della gen Z sente che la propria vita è peggiore di come l'aveva immaginata. Lombardia e Veneto si collocano ai primi posti della classifica del benessere, mentre Sicilia e Campania in fondo.



















































