
Cosa è successo nella prima serata di Sanremo 2026? 5 cose che (forse) ti sei perso tra Can Yaman, Arisa e Ditonellapiaga
Gli anni passano, le stagioni si avvicendano. Una volta l'anno, sicuro come le tasse e come i tormentoni estivi, ecco che torna lui: il Festival di Sanremo. Che lo si ami o che lo si odi, non c'è speranza di sfuggire ai commenti, ai dibattiti e ai meme che naturalmente genera. E anche se questa edizione, almeno secondo alcuni, non è partita con le migliori prospettive, non vuol mica dire che non può stupirci, farci ridere, indignarci. Per chi vuole parlarne in ufficio o in classe con amici e colleghi, ecco qui una rapida guida delle cose più degne di nota (secondo noi) che sono successe durante la serata inaugurale del Festival di Sanremo 2026, presentato da Carlo Conti, tra il serio e il faceto.
Sanremo: 5 momenti che ti sei perso durante la prima serata
L'ottavo Festival di Sanremo di Arisa con Magica Favola (e con un vestito custom Des_Phemmes)
Saremo anche di parte, ma Arisa, esibita tra i primi concorrenti, quando ancora eravamo lucidi, ha illuminato il palco dell'Ariston. Che la canzone piaccia o meno non importa e non è il punto. L'abito, un custom Des_Phemmes su styling e direzione artistica di Rebecca Baglini, la rendeva bellissima, una regina delle nevi con una canzone da principessa Disney, che parla di crescere come donna, dall'infanzia al presente. Noi approviamo e non possiamo fare altrimenti. Commovente (e da recuperare su RaiPlay in pausa pranzo, anche).
L'allucinazione collettiva con l'intelligenza artificiale su Papaveri e Papere
La più grande boomerata cringe della storia della televisione italiana #Sanremo2026
— Schadenfreude Praticante (@Salvo_P0) February 24, 2026
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A un certo punto, la competizione serrata di Carlo Conti (affiancato da Laura Pausini e Can Yaman, per un momento fiction preferite delle zie quarantenni) si interrompe all'improvviso. In momenti come questo è naturale distrarsi un po', prendere il telefono, scrivere nei gruppi di Whatsapp e su Twitter cose che in circostanze normali farebbero preoccupare un familiare o allertare le forze dell'ordine. Questa volta, però, parte un coro di Papaveri e Papere di Nilla Pizzi durante la quale, grazie all'altissima tecnologia dell'intelligenza artificiale, tutti nel pubblico e sul palco si sono trasformati in papere. L'effetto è pura uncanny valley. Succede tutto così velocemente, ed è così brutto, che sembrerebbe non essere mai successo se non nei nostri incubi. E invece.
Un generale sdoganamento dell'oroscopo e dell'astrologia in generale sul palco dell'Ariston
La serata è iniziata con Ditonellapiaga che, in Che fastidio!, dice: "Su le mani solo se sei dell’Aquario/ Strano ti facevo proprio Sagittario". Poi, la signora Gianna, che ha votato il referendum tra repubblica e monarchia (dalla parte della repubblica, per fortuna) ha commentato di essere dei Pesci, come Carlo Conti. Ancora, in uno scambio tra Pausini e Yaman, la prima ha rilevato di essere del segno del Toro, ed è normale che vada d'accordo con il collega, che è invece Scorpione. L'oroscopo sbarca a Sanremo 2026, e non si capisce se - visto l'andazzo - sia un argomento da cena in pizzeria o un segno incontrovertibile del potere dell'astrologia, che ormai è penetrata in tutti gli strati della popolazione, fino ad approdare sul palco che tutto normalizza e banalizza, ma anche legittima.
Il meme di Spiderman ma con i Sandokan del presente e del passato
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— Sandokan e Marianna (@SandokanMariann) February 24, 2026
In una gara debole e piena di punti morti (di cui non faremo i nomi), i meme per forza di cose si concentrano sui siparietti. Tra questi, ha un'aura da iniziazione massonica quello con Kabir Bedi (storico interprete di Sandokan nello sceneggiato di Sergio Sollima andato in onda nel 1976) e Can Yaman, che ha interpretato il personaggio in una fiction molto più recente trasmessa su Rai 1 lo scorso anno. I confronti tra questo incontro e quello tra due Spiderman identici (avete presente?) si sprecano, e il tutto va avanti abbastanza a lungo da farci sperare che non finisca mai più. O che una tigre in CGI sbuchi fuori dal nostro schermo e ci affronti per movimentare la situazione, almeno un po'.
La citazione di Maria Antonietta e Colombre a Nada Malanima
Quando le nostre speranze erano ormai svanite, ecco che a darci una botta di vita arrivano Maria Antonietta e Colombre con La felicità e basta. Il vestito di lei, un mini abito bianco ottico anni '60 con grandi maniche a sbuffo ricoperte di fiori tono su tono, ricorda moltissimo un vestito che ha fatto la storia della kermesse, quello indossato da Nada Malanima nel 1969 quando - a soli 15 anni - partecipò al Festival di Sanremo con "Ma che freddo fa", classificandosi quinta. Apprezziamo la citazione e andiamo a dormire. Ci vediamo domani, con la continuazione del parquet di Dargen D'Amico ed evitando, si spera, altri errori di battitura come quello che ha portato la parola Repupplica sullo schermo più visto d'Italia.


















































