Quale carta dei tarocchi indosseresti al MET Gala? La lettura di maggio 2026

Quale carta dei tarocchi indosseresti al MET Gala? La lettura di maggio 2026

Questo mese ho deciso di incanalando la mia Miranda Priestly interiore, giacché maggio è sì nuovi inizi, ma anche grandi ritorni. Complice l’essere andata a vedere Il Diavolo Veste Prada 2, mi sono ritrovata catapultata di nuovo in un mondo fatto di haute couture, sfilate e grandi guest star (oltre ovviamente al grande cast ritornato al completo… tranne Nate. Per fortuna, aggiungerei). Dopo vent’anni il Diavolo torna e detta ancora legge sulla moda e sullo stile, anche se deve affrontare un giornalismo sempre più digitale e orientato alle views (ma il book sarà sempre e solo cartaceo, alcune cose restano invariate nel tempo). Non è un caso che questo film sia uscito proprio adesso, in un momento in cui la moda non è mai stata così centrale nel racconto culturale collettivo: non solo come industria, ma come identità. Il MET Gala 2026 lo conferma: il tema di quest'anno è stato Fashion is Art, e invita chiunque salga quella scalinata a considerare il proprio corpo come una tela. Infatti molti ospiti, da Madonna a Hunter Schafer a Sabrina Carpenter (e il suo vestito fatto di pellicole del film Sabrina), hanno deciso di omaggiare l’arte e i dipinti rendendoli outfit memorabili.

I tarocchi sono moda in almeno due sensi. Il primo è quello più evidente: negli ultimi anni le carte sono diventate un'estetica, un oggetto culturale che si indossa quanto si pratica. Li si trova stampati sulle felpe, nelle collaborazioni con i brand, nelle stories di chiunque abbia attraversato un momento di crisi esistenziale tra il 2020 e oggi. Sono diventati parte del vocabolario visivo di una generazione che ha imparato a cercare risposte nei simboli prima che nelle istituzioni. Il secondo senso è più ancestrale, e forse il più interessante: le carte sono sempre state un sistema di immagini che parla di come ci si presenta al mondo. Ogni arcano è un personaggio vestito: l'Imperatore con la sua armatura, la Sacerdotessa con il velo, il Matto con il mantello stracciato. Non c'è una sola carta nel mazzo che non stia comunicando qualcosa attraverso quello che indossa: da sempre, infatti, durante le stese si analizza anche ciò che la figura ha addosso, sia nei mazzi più classici che in quelli più particolari. Ed è per questo che ho deciso di usarli in modo diverso dal solito. Questa volta non voglio dirvi cosa succederà a maggio, o scandagliare le vostre paure o i vostri desideri nascosti. Ma, più semplicemente: se poteste scegliere un arcano da indossare al MET Gala, quale sarebbe? E cosa direbbe di voi quella scelta per il mese di maggio?

La stesa dei tarocchi di maggio 2026: scegli una carta

1. Il Diavolo

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C'è un tipo di persona che al MET Gala non arriva per essere vista. Arriva per essere irriconoscibile, e quella è la forma di potere più difficile da sostenere. Il Diavolo è la carta che fa più paura non perché rappresenti il male, ma perché rappresenta la scelta. Le figure incatenate ai suoi piedi potrebbero andarsene (le catene sono larghe, i polsi liberi) ma restano. Non per costrizione, ma perché hanno scelto di restare, e non sanno ancora se quella sia forza o resa. È Rick Owens: corpi avvolti in strati che sembrano pelli, silhouette che sfidano la forma umana senza mai abbandonarla del tutto, un'estetica che non è per essere desiderabili, ma è per diventare qualcosa d'altro. Indossi un Rick Owens e non sai mai esattamente chi sei quando esci di casa. Se avete scelto questa carta, maggio vi sta mettendo davanti a qualcosa che avete scelto voi e che continuate a scegliere ogni giorno senza neanche chiedervi il perché. Il Diavolo non vi giudica per questo, vi chiede solo di essere onesti con voi stessi su cosa state tenendo in piedi e a quale prezzo. La trasformazione che questa carta porta non è mai rapida né indolore, ma è reale. E a volte il primo passo non è liberarsi, è smettere di fingere di non avere i mezzi per farlo.

2. Il Nove di Spade

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Ci sono abiti che non si guardano, si subiscono, e questa carta è uno di quelli. Il Nove di Spade è la carta dell'angoscia notturna: una figura seduta nel buio, le mani sul viso, nove spade sospese sopra di essa come pensieri che non riescono a smettere di girare. È una delle immagini più visivamente devastanti dell'intero mazzo, e non riesci a smettere di guardarla proprio per questo. Non è horror, è tragedia, ed è esattamente l'estetica di Alexander McQueen: qualcosa di così bello e così difficile da sostenere che ti chiedi se stai assistendo a una sfilata o a qualcosa di molto più personale. Se avete scelto questa carta, maggio porta con sé qualcosa di pesante, come una domanda a cui non riuscite ancora a rispondere. I tarocchi non vi diranno che andrà bene, perché non è questo il loro lavoro, ma vi diranno, invece, che quello che state portando non è un peso inutile, ma è concreto. La cosa più McQueen che possiate fare adesso è non nasconderlo, ma trasformarlo. L'angoscia non scompare quando la ignoriamo: scompare, o almeno, si trasforma, quando le diamo un senso.

3. Il Cinque di Bastoni (rovesciato)

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Entrate in una stanza e la stanza lo sa prima ancora che abbiate aperto bocca. Non è arroganza, è frequenza. E questo mese la vostra è altissima. Il Cinque di Bastoni dritto è conflitto aperto, energia che va in tutte le direzioni; rovesciato, invece, indica che quella stessa tensione non esplode, ma rimane nell'aria, si trasforma in qualcosa di più interessante: il caos che diventa spettacolo, la competizione che diventa coreografia. È esattamente l'estetica Versace dell’epoca di Gianni, provocazione che non si scusa, eccesso che sa quello che sta facendo, una presenza fisica. È Jennifer Lopez sul red carpet, Donatella in prima fila. L'oro e le meduse che non chiedono il permesso di brillare. Se avete scelto questa carta, maggio è il vostro mese, ma attenzione a come usate l'energia che avete: il Cinque di Bastoni rovesciato è potente esattamente perché ha imparato a non sprecarsi; non ogni battaglia merita la vostra attenzione, non ogni conflitto merita una risposta. Scegliete con cura dove concentrare quella presenza, perché quando la mettete tutta su una cosa sola, è impossibile non guardare.

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