I brand di gonne in seta che (forse) non conosci Non più "solo" sottana: tutti i brand che stanno riscrivendo il mito della slip skirt
Negli ultimi due anni la gonna in seta ha smesso di essere “quella cosa da invitata a un matrimonio minimal” ed è diventata l’eroina silenziosa del guardaroba contemporaneo. Non fa rumore come una sneaker hype né occupa TikTok come una micro bag impossibile da comprare, ma è ovunque. La slip skirt satinata è in ogni moodboard degno di questo nome, tra una foto di Carolyn Bessette-Kennedy e una di Gwyneth Paltrow nel 1998, spesso abbinata ad un maglione oversize, un paio di ballerine o semplici sandali infradito e ad una borsa in suede portata sotto il braccio. Merito anche del ritorno del lingerie dressing, che continua a evolversi stagione dopo stagione, e del trend boudoir per la Primavera/Estate 2026, che sfuma sempre più il confine tra intimo e ready-to-wear. Pizzi, trasparenze, dettagli da sottoveste e silhouette sensuali non appartengono più solo alla camera da letto. Anzi, oggi funzionano meglio alle 11 del mattino davanti a un cappuccino overpriced. La slip skirt in seta è diventata così il capo perfetto per questo nuovo immaginario sexy ma pragmatico, romantico ma intelligente, nostalgico ma incredibilmente contemporaneo. E no, non esiste un solo modo per indossarla. Di giorno funziona proprio grazie al contrasto e si indossa con popeline croccante, maglie a coste, blazer maschili, mocassini o ballerine. Di sera cambia completamente personalità con un top coordinato, un sandalo sottile e magari un rossetto volutamente sbagliato. La gonna resta la stessa, cambia il mood. È questo il bello. Anche perché la nuova generazione di gonne satin non è più limitata al classico taglio sbieco color champagne.
Oggi esistono versioni con pizzo, balze, inserti trasparenti, silhouette asimmetriche e tonalità che sembrano uscite da una palette beauty di Rhode fatta di giallo burro, lilla polveroso, blu ghiaccio, cioccolato fondente, arancio bruciato, perfino argento cromato. E mentre metà internet continua a cercare su Vinted vecchie slip skirt di AllSaints dei primi 2000 - ancora considerate una sorta di reliquia fashion su Reddit - nuovi e vecchi brand stanno reinterpretando il capo in modi molto diversi tra loro. La cosa migliore? Molti di questi marchi non producono esclusivamente gonne di seta, ma le inseriscono nelle loro collezioni come pezzi chiave. E spesso sono proprio quelli meno ovvi a fare i modelli più interessanti.
I marchi di slip dress di seta che forse non conosci per l'estate 2026
Réalisation Par
Se la gonna in seta anni ’90 avesse un passaporto australiano e ascoltasse Lana Del Rey in loop, probabilmente sarebbe firmata Réalisation Par. Il brand fondato da Alexandra Spencer e Teale Talbot nel 2015 è diventato un cult grazie ai suoi pezzi ultra femminili in pura seta, pensati più come forever pieces che come collezioni stagionali. Il loro immaginario è quello di una Kate Moss in vacanza a Saint-Tropez: effortless, leggermente scandalosa, perfettamente consapevole di esserlo. Anche se il marchio è famoso soprattutto per gli abiti (il Gaia dress e il Jamie a pois sono praticamente entrati nella lore di Instagram) le loro slip skirt in seta meritano attenzione. Tagli sbiechi, stampe rétro, colori che sembrano scoloriti dal sole e quella capacità rara di sembrare vintage senza esserlo davvero. Non sorprende che piaccia a Hailey Bieber, Dua Lipa ed Emily Ratajkowski. Réalisation Par ha capito prima di molti altri che il vero lusso contemporaneo non è l’eccesso, ma sembrare appena uscite da un film indipendente del 1997.
MaisonCléo
MaisonCléo è il tipo di brand che fa venire voglia di trasferirsi in Francia e iniziare a comprare solo pomodori e baguette al mercato. Fondato da Marie Dewet, il marchio è diventato un piccolo fenomeno grazie a una combinazione ormai rarissima di artigianalità reale, trasparenza radicale e vestiti bellissimi. Ogni capo viene realizzato su ordinazione utilizzando tessuti deadstock provenienti da maison francesi, senza seguire calendari moda o drop compulsivi. Le loro gonne in seta sembrano uscite da un dipinto preraffaellita reinterpretato da una ragazza Gen Z che salva immagini di Sofia Coppola su Pinterest e adora romanticizzare l’estetica mediterranea. Modelli come la Marieme dark brown o la Margaux con stampa floreale hanno quella qualità romantica ma non leziosa che oggi funziona tantissimo. MaisonCléo funziona perché non vende semplicemente vestiti, vende l’idea che un capo possa avere ancora una storia, un tempo di produzione, persino una geografia.
With Jéan
With Jéan è l’equivalente fashion di un cocktail bevuto su un rooftop alle 19:30. Fondato nel 2017 dalle amiche Sami Lorking-Tanner ed Evangeline Titilas, il brand australiano è riuscito a costruire un’estetica riconoscibilissima basata su un mix di nostalgia Y2K, sensualità soft e styling da cool girl. Le loro gonne non sono mai semplici gonne in satin. La Tilly Skirt, per esempio, aggiunge bordi in pizzo e dettagli lingerie che sembrano fatti apposta per il trend boudoir di quest’anno. È il genere di capo che funziona con una canotta bianca minimal ma anche con un cardigan portato senza niente sotto, come insegnano da mesi Bella Hadid e Kendall Jenner. With Jéan riesce a creare capi estremamente “internet” senza sembrare usa-e-getta. E, infatti, molti dei loro pezzi finiscono regolarmente nei suggerimenti di shopping compulsivo di TikTok.
Fleur du Mal
@fleurdumalnyc Who doesn’t love a mini skirt moment #outfitinspo #fitcheck #miniskirt som original - don't touch, it's art
Il nome viene da Baudelaire, ma l’attitudine è più downtown New York after dark. Fleur du Mal nasce come brand di lingerie di lusso fondato da Jennifer Zuccarini, ma da anni espande il proprio linguaggio verso il prêt-à-porter. E si vede. Le loro gonne in seta con pizzo sembrano progettate per chi vuole vestirsi come se fosse appena uscita da una suite dello Chateau Marmont alle quattro del pomeriggio. Il punto forte del brand è proprio questa tensione continua tra intimo e moda pensata per far sentire le clienti speciali: tessuti preziosi, ricami sofisticati, silhouette sensuali che però non risultano mai caricaturali. In un momento storico in cui il confine tra underwear e outerwear è praticamente evaporato, Fleur du Mal appare incredibilmente contemporaneo. Sexy, sì, ma con empowerment e una certa autoconsapevolezza editoriale.
Gil Young
Meno conosciuto rispetto ad altri nomi della lista, Gil Young rappresenta quella corrente estetica coreana fatta di minimalismo fluido, palette neutre e silhouette che sembrano muoversi lentamente anche da ferme. Le loro gonne giocano spesso su volumi morbidi, tessuti lucidi e styling essenziale. I modelli da provare? La gonna asimmetrica in raso e pizzo color giallo burro e la gonna in raso con stampa floreale color verde muschio. Gil Young è il classico brand che scopri su Instagram alle due di notte e improvvisamente ti convince che hai bisogno di una maxi skirt in seta color moka per sentirti una persona migliore. E forse funziona davvero.
Vince
Se il vostro riferimento estetico è Carolyn Bessette-Kennedy che compra fiori a Manhattan nel 1996, Vince potrebbe diventare una dipendenza. Nato a Los Angeles nel 2002, il brand ha costruito il proprio universo attorno a un lusso discreto, sofisticato e quasi terapeutico. Le loro gonne in raso di seta non cercano mai di attirare attenzione. Ed è esattamente questo il loro fascino. Linee pulite, colori neutri, tessuti incredibili… tutto sembra progettato per durare almeno dieci anni e attraversare qualsiasi trend. La combo migliore? Slip skirt Vince, camicia bianca maschile e sandali minimali. Letteralmente il guardaroba capsule che Pinterest cerca di venderci da anni, ma fatto bene.
Silk Laundry
Silk Laundry è diventato il brand non ufficiale del quiet luxury cool girl. Nato in Australia nel 2015 grazie a Katie Kolodinski, il marchio ha costruito la propria identità attorno a un’estetica minimal e a un approccio più consapevole alla produzione. La seta lavata è il suo territorio naturale. Le gonne hanno linee pulite, colori morbidi e quella texture leggermente opaca che rende tutto immediatamente più costoso visivamente. Il brand è esploso grazie all’iconico 90s Slip Dress, ma le sue skirt funzionano altrettanto bene. Sono capi pensati per essere riutilizzati continuamente, non per vivere una sola stagione Instagram. Ed è probabilmente questo il motivo per cui continuano a comparire nei fit delle persone più stilose online.
LILYSILK
LILYSILK appartiene a quella categoria di brand che internet ha scoperto lentamente, quasi in sordina, fino a trasformarlo in una presenza costante nei feed moda e lifestyle. Specializzato nella seta, propone versioni molto pulite e portabili della gonna satinata, spesso con prezzi più accessibili rispetto ai luxury brand contemporanei. L’estetica è semplice, elegante, quasi da old money rilassato. Il tipo di capo che immagini indossato con una t-shirt bianca perfetta e capelli raccolti male, cioè bene.
REFINE
Fondato dall’ex fashion editor Anina Hee, REFINE sembra nato esattamente per le persone che salvano look di Phoebe Philo e leggono i dettagli delle composizioni tessili come fossero poesia. Il brand punta su design senza tempo, qualità altissima e un’estetica raffinata ma mai noiosa. Le sue gonne di seta hanno qualcosa di molto editoriale. Sono pulite, sofisticate, ma sempre con un piccolo dettaglio che cambia tutto. REFINE lavora bene soprattutto sulle proporzioni e sui materiali, trasformando capi apparentemente semplici in pezzi che elevano qualsiasi look.
DÔEN
DÔEN è il sogno californiano filtrato attraverso una sensibilità femminista e vintage. Fondato dalle sorelle Margaret e Katherine Kleveland, il brand è diventato celebre per i suoi abiti romantici e le silhouette morbide ispirate agli anni '70. Le loro gonne non sono mai aggressive o overtly sexy. Piuttosto, sembrano appartenere a un’estate infinita fatta di tende mosse dal vento, libri sottolineati e vacanze sulla costa. Ma proprio questa delicatezza funziona perfettamente nel momento attuale, dove il boudoir style sta diventando sempre meno male gaze e sempre più esercizio personale di stile. E forse è proprio questo il motivo per cui continuiamo a tornare alla gonna in seta. Non perché sia un trend nuovo, non lo è affatto, ma perché riesce ad adattarsi a qualsiasi versione di femminilità contemporanea. Minimal o romantica, nostalgica o corporate, sexy o austera. Cambiano gli accessori, cambiano le reference culturali, cambiano persino le piattaforme dove salviamo i look. Lei resta.
Because of Alice
Because of Alice è uno di quei brand che Instagram ha trasformato in un piccolo caso studio del fashion contemporaneo: desiderabile, facilmente riconoscibile, ma abbastanza intelligente da non sembrare solo algoritmico. Fondato nel 2020 dall’influencer Alice Cross, il marchio parte da un’idea molto semplice ossia creare capi contemporanei che non sacrifichino la qualità sull’altare del trend veloce. E infatti le loro collezioni sembrano costruite esattamente attorno a questo equilibrio tra pezzi moda e guardaroba reale. La cosa interessante è come reinterpretano la satin skirt senza fermarsi alla versione minimal anni ‘90. Da Because of Alice la trovi mini, midi, lunga, con inserti in pizzo, a pois jacquard, con tagli sbiechi o dettagli fluttuanti che aggiungono movimento e un twist quasi playful. Alcuni modelli sembrano fatti apposta per il nuovo immaginario boudoir-core che sta invadendo TikTok e Pinterest, fatto sì di lingerie references, ma rese più portabili, meno costume e più cool girl londinese che esce per un dirty martini dopo il lavoro.
HERSKIND
HERSKIND è uno di quei brand scandinavi che riescono nell’impresa quasi mistica di sembrare minimalisti senza risultare noiosi. Fondato a Copenhagen nel 2018 da Birgitte Herskind insieme alla figlia Andrea, il marchio si muove dentro quell’estetica danese fatta di tailoring rilassato, palette neutre e sensualità trattenuta che la Copenhagen Fashion Week continua a trasformare in oggetto di desiderio globale. Le loro gonne in seta sono essenziali, fluide, silenziosamente sexy. Modelli come la Cat Skirt o la Allicat Skirt reinterpretano la classica slip skirt con linee ultra pulite, vita elasticizzata e una costruzione che sembra fatta apposta per essere indossata con un blazer oversize e sandali minimali mentre si finge di non aver pensato troppo al look. Il bello di HERSKIND è che non rincorre mai apertamente il trend lingerie dressing, ma lo assorbe dentro il proprio linguaggio. Il risultato è meno “mob wife satin drama” e più “art director scandinava che beve vino naturale a Nørrebro”. Le silhouette restano sofisticate, i colori sempre calibrati tra panna, moka, pietra e nero, mentre i tessuti - seta compresa - servono soprattutto a creare movimento e texture, non ostentazione.
Reformation
Parlare di gonne in seta senza nominare Reformation sarebbe come scrivere un articolo sui mocassini senza citare G.H. Bass e cioè tecnicamente possibile, culturalmente sospetto. Il brand californiano è stato uno dei primi a capire davvero il potenziale della slip skirt come uniforme quotidiana della millennial prima e della Gen Z poi. E infatti per anni le loro gonne sono state ovunque: su Pinterest, su Tumblr quando Tumblr esisteva ancora, nei video “what I wore this week” girati in appartamenti con parquet chiarissimo e tulipani sul tavolo. La forza di Reformation è sempre stata questa capacità di rendere estremamente desiderabile qualcosa di apparentemente semplice. Le loro slip skirt in seta funzionano perché hanno tagli giusti, stampe rétro calibrate al millimetro e quella silhouette fluida che sta bene tanto con una tank top minimal quanto con un maglione enorme rubato, teoricamente, a un fidanzato che legge Joan Didion. I modelli più famosi del brand sono diventati quasi oggetti da collezione contemporanei, tanto che molte ragazze continuano ancora oggi a cercarli second hand su Vinted, Depop e The RealReal. E poi Reformation ha capito prima di molti altri che la gonna satinata non deve necessariamente sembrare elegante. Può essere ironica, quotidiana, perfino casual. Basta abbinarla a una sneaker consumata, una t-shirt bianca leggermente stropicciata e un atteggiamento da “mi sono vestita in cinque minuti” che in realtà richiede almeno quaranta minuti di studio estetico preventivo.
