Le sneaker non sono mai state così funny and quirky Con la collaborazione tra Puma e Super Yaya in esclusiva su Zalando

Le sneaker non sono mai state così funny and quirky Con la collaborazione tra Puma e Super Yaya in esclusiva su Zalando

Ci avete fatto caso? Il mondo delle sneaker sta cambiando. Da oggetto da collezione da bro a scarpa libera, divertente, comoda ma dall'alto contenuto fashion, addirittura sofisticata. Vediamo le sneaker ai piedi delle ragazze scandinave alla moda, abbinate ad outfit eleganti, a gonne e mini dress. Le vediamo in versione colorata, ciabatta, in variant fantasiose e mia viste prima. Il passo successivo? Le collaborazioni. E proprio di collaborazioni parliamo quando parliamo di Puma x Super Yaya, in esclusiva su Zalando. L’ultima evoluzione della Speedcat unisce l’eredità sportiva globale di Puma alla visione eclettica e sofisticata del brand indipendente di womenswear Super Yaya, fondato nel 2016 dalla designer Rym Beydoun, diplomata al Central Saint Martins. La sua pratica si muove tra artigianalità, couture e narrazione culturale, attingendo alle sue radici ivoriane e libanesi per costruire un linguaggio fatto di dualità: raffinatezza e street culture, alta moda e quotidianità, tradizione e sperimentazione tessile. Insieme Zalando, Puma e Super Yaya danno vita a un dialogo creativo tra tre realtà diverse ma unite da una forte spinta progettuale.

Intervista a Rym Beydoun, designer di Super Yaya

Quali sono stati gli impulsi creativi originari che ti hanno portata a fondare Super Yaya?

Tutto nasce dal desiderio di condividere un aspetto della cultura dell’abbigliamento locale, mettendo allo stesso tempo in luce la Costa d’Avorio: la sua architettura, i suoi paesaggi, la sua energia. In molti sensi, si trattava di rendere omaggio alle mie origini e tradurle in qualcosa di concreto e tangibile.

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Super Yaya spesso unisce heritage e design contemporaneo: come gestisci personalmente questo equilibrio nel tuo lavoro?

Per me è fondamentale valorizzare il patrimonio culturale, assicurandomi però che ciò che creo risulti attuale e nuovo. Questo equilibrio nasce da una ricerca visiva e testuale approfondita, con una continua esplorazione di modi per reinterpretare la tradizione e renderla contemporanea.

Quali ricordi, riferimenti o influenze culturali accendono di solito le tue idee quando inizi un nuovo progetto?

Sono molto ispirata dalla strada, soprattutto ad Abidjan: la cultura street, la cultura pop, la vita quotidiana. Costruisco anche molta ricerca visiva, spesso a partire da fotografie che scatto io stessa, materiali d’archivio che scopro o archivi di famiglia. Ogni progetto nasce da un’emozione. Il brand è profondamente personale, quindi le mie esperienze filtrano naturalmente nel lavoro. Alla fine è una riflessione su diversi temi, con l’intento costante di mettere in connessione culture diverse.

Per questa collaborazione hai citato Mudra Afrique come fonte di ispirazione centrale. Quando hai scoperto per la prima volta la sua eredità e cosa ti ha attratta?

Mudra Afrique rappresenta un momento culturale fondamentale in Africa occidentale. La collaborazione tra Maurice Béjart e Germaine Acogny ha creato un potente dialogo tra culture e tradizioni, che risuona profondamente con me. Dal punto di vista visivo è estremamente potente: la ricchezza dei colori, la precisione delle composizioni e la forza dei soggetti si uniscono in un insieme che risulta poetico e senza tempo.

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Il movimento sembra centrale nella storia della sneaker Puma x Super Yaya: in che modo il linguaggio del corpo influenza il tuo approccio al design?

Disegno in modo molto fisico: provo tutto su di me e indosso i prototipi per verificarne comfort e praticità. Il movimento è essenziale; essere vivi significa essere in movimento, e il design dovrebbe sostenere questo principio. Si collega all’idea architettonica per cui la forma segue la funzione. Ovviamente un oggetto deve essere bello, ma ancora più importante è che sia confortevole da indossare.

La cultura e l’heritage africano sono influenze fondanti di Super Yaya. In che modo hanno guidato la direzione visiva o concettuale di questo progetto nello specifico?

Era importante portare questa influenza anche in questo progetto, soprattutto nella collaborazione con PUMA. Il mio brief personale nasce dalla mia esperienza quotidiana ad Abidjan: il suo ritmo, le sue persone, i suoi ambienti. Volevo creare qualcosa di naturale in quel contesto, qualcosa che si potesse indossare al lavoro in un ambiente corporate, ma anche portare senza sforzo nella vita di strada.

Le sneaker spesso diventano simboli culturali nel tempo. Che tipo di percorso speri che questo modello possa fare una volta lanciato nel mondo?

Spero che diventi qualcosa che le persone vivono davvero: un oggetto che si muove tra spazi e momenti diversi della giornata. Idealmente, dovrebbe integrarsi naturalmente nelle routine quotidiane, mantenendo però una propria identità distintiva.