
Come vestirsi e truccarsi per vivere una vera fairy summer Tra romanticismo pop e creature fiabesche, l’estate 2026 sarà magica
C’era una volta una generazione cresciuta tra Winx, Ella Enchanted (che presto diventerà una serie tv Disney+ prodotta da Anne Hathaway), fotografie sfocate su Tumblr, collanine con funghetti, tè immaginari serviti in giardino e il desiderio segreto di trovare un portale magico nel tronco di un albero. Quella generazione oggi ha un account TikTok, crea moodboard su Pinterest compulsivamente e ha deciso che l’estate 2026 sarà ufficialmente una Fairycore Summer con ragazze che inseguono farfalle nei campi come comparse di un film fantasy diretto da Sofia Coppola sotto effetto di polline. Dreamy, whimsical, romantica fino all’eccesso e deliberatamente anti-cinica, la nuova ossessione tocca le sfere del fashion e del beauty fino a diventare un vero stato mentale. È un invito collettivo alla meraviglia. Alla frivolezza intelligente. Alla fantasia come forma di resistenza emotiva ad un’epoca dominata dall’algoritmo. È una piccola ribellione poetica fatta di chiffon trasparenti, blush rosati, prati assolati, picnic improvvisati e capelli sciolti mossi dal vento. Perché, confessiamolo, tutti vogliono sentirsi protagonisti di una favola estiva.
Cos’è il fairycore
Il fairycore nasce come estetica internet tra la fine degli anni 2010 e l’inizio dei 2020, esplodendo poi su TikTok e Pinterest grazie a creator ossessionati da fate, folklore, cottage inglesi, natura selvaggia e nostalgia infantile. Ma ridurlo a un’estetica “coquette con le ali” sarebbe un errore. Il fairycore mescola romanticismo pastorale, immaginario fantasy, riferimenti vittoriani, silhouette anni ‘90 e 2000 e una fortissima fascinazione per il mondo naturale. È il luogo in cui convivono pizzi antichi, glitter iridescenti, fiori di campo, funghi, farfalle, ali di fata, rugiada, tulle, nastri di raso e quella specifica sensazione di libertà che si provava da bambini quando bastava una corona di margherite per sentirsi protagonisti di una leggenda celtica. Così, online si moltiplicano contenuti nei quali piccoli gesti quotidiani come sfiorare i petali dei fiori, inseguire api nei prati o osservare la luce filtrare tra le foglie vengono elevati a micro-performance fatate che accendono un’estetica condivisa fatta di spontaneità e fantasia.
@chanelofficial First, transparency and muslin. The CHANEL suit as a second skin, revealing the inner life of the wearer. Then come the birds. Of all colours, shapes and horizons. With them, a simple, joyful idea: freedom. Spring Summer 2026 Haute Couture Matthieu Blazy for CHANEL See more at chanel.com #CHANELHauteCouture #CHANELShow son original - ChanelOfficial
Dalle passerelle ai boschi incantati
Se TikTok ha acceso la scintilla, la moda l’ha trasformata in linguaggio ufficiale della stagione. La consacrazione definitiva arriva dalle ultime passerelle, che sembrano progettate da un consiglio segreto di ninfe, elfi e stylist con un debole per i fratelli Grimm. La Haute Couture primavera 2026 di Chanel ha letteralmente trasformato il Grand Palais in una favola psichedelica. Salici rosa confetto, funghi giganti, atmosfere ovattate e silhouette leggere hanno costruito un universo sospeso tra infanzia, sogno e couture teatrale. Sembrava il set di un film fantasy diretto da Wes Anderson in modalità woodland fairy. Da Dior, Jonathan Anderson ha invece interpretato il fairycore aesthetic in chiave poetica e botanica. Pareti specchiate riflettevano un mare infinito di fiori, mentre veli impalpabili, tessuti avorio e rosa cipria e accessori floreali oversize evocavano una femminilità delicata, quasi pre-raffaellita, profondamente legata all’amore di Christian Dior per i giardini di Granville. Anche la primavera-estate 2026 di Louis Vuitton ha dialogato apertamente con l’immaginario fatato attraverso trasparenze liquide, silhouette leggere e dettagli floreali. Da Blumarine, invece, il trend si tinge di sensualità pop. Tornano farfalle, veli trasparenti, lingerie a vista, nuance sorbetto e quell’estetica anni 2000 volutamente dreamy che sembra uscita da un videoclip dimenticato di MTV. La fata del 2026 ascolta dream pop, indossa glitter con nonchalance e conserva ancora collanine con charm a funghetto nel cassetto dell’adolescenza. Anche Anna Sui continua a essere uno dei riferimenti più forti di questa narrazione fashion grazie al suo mix di folklore, vintage, psichedelia e romanticismo boho. Nel frattempo da Valentino Alessandro Michele spinge il romanticismo verso territori più teatrali, costruendo silhouette da creatura elfica attraversate da glamour decadente e immaginario rinascimentale. Le collezioni di Chloé sembrano invece pensate per ninfe bohémien appena uscite da un festival folk nel sottobosco, mentre Zimmermann amplifica l’estetica con volant impalpabili, ricami floreali e trasparenze leggere come petali. E poi ci sono le creazioni di ZIWU ARTEMIS con i loro ricami tridimensionali, le costruzioni organiche e i dettagli che ricordano ali.
Come vestirsi per una perfetta fairy summer
La parola chiave è leggerezza. Visiva, emotiva, persino narrativa. La moda fairycore lavora su sovrapposizioni morbide, trasparenze poetiche e dettagli che sembrano raccolti durante una passeggiata in un giardino segreto. Gli abiti sono fluidi, spesso in chiffon, tulle o seta lavata. Le gonne hanno balze leggere e movimento continuo. I pizzi ricordano lingeries vintage dimenticate in una soffitta romantica. Le palette cromatiche ricordano un prato all’alba ed includono verde salvia, rosa petalo, lilla polveroso, burro chiarissimo, pesca lattiginosa, avorio, chartreuse e marroni fungo. Anche gli accessori seguono la stessa logica narrativa. Gioielli botanici, dettagli floreali, borse con ricami, nastri, fiocchi, sciarpe leggere e scarpe dal gusto rétro costruiscono quell’estetica sospesa tra ninfa bohémien e fata urbana. E poi c’è il ritorno del fatto a mano. Crochet, uncinetto, ricami DIY, cardigan imperfetti e dettagli artigianali diventano fondamentali perché la moda fairy vuole sembrare trovata, custodita, tramandata.
Le celebrity che stanno vivendo la loro fairy era
Naturalmente Hollywood non poteva resistere. Jenna Ortega ha interpretato perfettamente la tendenza con il suo abito in chiffon e pizzo firmato Torlowei al Festival di Marrakech: una creatura dark woodland sospesa tra gotico e romanticismo botanico. Emma Chamberlain ha invece trasformato il fairycore in qualcosa di cool e contemporaneo, giocando con tagli pixie biondo platino e make-up eterei ma glamour. Ricordate Olivia Rodrigo ninfa lilla al Met Gala 2022 e Ariana Grande al Met Gala 2024 in versione fata couture con un abito verde stratificato di Maison Margiela by John Galliano, trasparenze liquide e riflessi quasi acquatici? Ma la star di Wicked ha dimostrato il suo amore per l’estetica fatata in tante altre occasioni. Rimanendo in tema di Met Gala, ma quello 2026, impossibile non citare Sunday Rose e Alexa Chung, entrambe in Dior. La figlia di Nicole Kidman ha incantato tutti con uno splendido completo rosa pastello interamente ricamato con fiori in tessuto; mentre Alexa ha portato il fairycore verso territori arty e impressionisti con un abito chartreuse Dior ispirato ai giardini di Monet, dettagli floreali e una pelle luminosa attraversata da riflessi rosa petalo. Anche Bella Hadid sembra uscita da un bosco incantato nella recente estetica sviluppata per il brand Orebella: capelli biondi ondulati, mini dress color avorio in satin e pizzo firmato Chloé, aura da ninfa bohémien. E infine Diane Kruger, che a Cannes ha dimostrato come il trend possa diventare anche sofisticato e teatrale indossando una cappa verde smeraldo, ricami floreali, trecce circolari e un’allure da regina delle fate decadente.
Il fairycore make-up per l'estate 2026
Il make-up fairycore punta su pelle diafana, glow naturale e texture che imitano i riflessi madreperlati delle ali delle fate. La base è leggera, quasi trasparente, come se il viso fosse appena stato sfiorato dalla luce filtrata tra gli alberi. Le guance sono rosate e “sun-kissed”, come dopo una corsa in un prato. Gli ombretti puntano su texture shimmer, madreperlate e iridescenti capaci ricreare quella luminosità eterea che TikTok ha ribattezzato “fairy dust makeup”. Champagne, lilla, rosa perlato, verde salvia e azzurro rugiada sostituiscono i neutri tradizionali. Strass minuscoli, glitter delicati e punti luce strategici amplificano l’effetto magico senza renderlo caricaturale. Anche i capelli partecipano alla fantasia: lunghi, fluidi, mossi, con onde mermaid o trecce morbide. E, naturalmente, spazio a fiori tra i capelli, nastri di raso, fermagli botanici e piccoli dettagli DIY. L’obiettivo è sembrare appena uscite da una foresta incantata, non da una seduta di styling troppo perfetta. La musa beauty perfetta? Zara Larsson, che negli ultimi mesi ha reinterpretato il look fatato con strass, blush abbondante e ombretti scintillanti.
Come vivere davvero una fairy summer
Per vivere davvero una fairy summer bisogna rallentare. Toccare l’erba, letteralmente. Fare cose inutili nel senso più meraviglioso del termine. Seguire il volo lento di un bombo tra i fiori. Cercare piccoli tesori nei boschi. Disegnare su un quaderno. Fare picnic senza fotografarli ogni trenta secondi. Coltivare erbe aromatiche sul balcone o piantare lillà in giardino. Imparare l’uncinetto. Dipingere vasi di terracotta. Andare nei giardini botanici. Osservare le nuvole. È un ritorno ad attività semplici e quasi infantili che va dalle letture sdraiate sull’erba ai pomeriggi passati a fare assolutamente nulla senza sentirsi in colpa. Basta essere offline e perdersi nella propria fantasia. O almeno provarci per qualche ora. La vera fairy summer, infatti, non consiste nel comprare un vestito con i volant. Consiste nel recuperare la capacità di stupirsi. Nel guardare un raggio di sole attraversare le foglie come se fosse ancora qualcosa di straordinario.























































