
"Riesco a vedere il mio futuro, e va tutto bene" Intervista a Fifi

"Hi, I'm Fifi. Sono nata e cresciuta a Los Angeles, sono una producer e DJ". Se non sapete di chi stiamo parlando (e con chi stiamo parlando), è ora di recuperare. Sophia Ziskin, in arte Fifi, si è rapidamente costruita una reputazione grazie a set giocosi e ad alto impatto, capaci di tenere il pubblico completamente coinvolto dall’inizio alla fine. Il suo stile attraversa con naturalezza generi diversi, dall'house alla techno passando per l'afrobeats, mantenendo sempre un istinto preciso e raffinato per ciò che funziona in pista. Questo è quello che ci ha raccontato.
Intervista a Fifi, DJ di Los Angeles che trae ispirazione dalle suo origini
"La mia famiglia è algerina, sono molto orgogliosa delle mie origini e mi piace rappresentarle con forza" ci ha raccontato seduta sulla nostra poltrona verde. "Francese, algerina, ma allo stesso tempo sono anche molto una California girl. Amo la spiaggia. E sento che il mio gusto musicale è una combinazione tra l’essere cresciuta in California e avere allo stesso tempo una famiglia molto legata alla propria cultura. Questa cosa crea una combinazione davvero interessante". Questa combinazione interessante va a creare un suono distintivo, aggiungiamo noi, che si è formato nel tempo anche grazie all'influenza familiare. "Sono sempre stata molto appassionata di musica dance. Entrambi i miei genitori erano ossessionati dalla musica e avevano gusti molto diversi. Mia madre amava la house classica e mio padre amava la musica africana, molto centrata sulle percussioni. Ascoltando continuamente queste due cose il mio gusto si è sviluppato" ha confermato Fifi.
Tra le influenze, ovviamente, anche la città di Los Angeles. "Ho avuto un’infanzia e un’adolescenza non tradizionali" confessa. "Sono stata educata a casa e alla fine del liceo giravo molto per la città con i miei amici. Andavo al mare, uscivo. C’era una grande libertà. In California in generale si respira libertà. Mi sentivo molto libera da bambina e da adolescente. E la musica è sempre stata centrale nella mia vita. Avevo sempre questa voglia di scoprire cose nuove. A Los Angeles la vita è molto rilassata: mare, surf, skate, musica ovunque. Penso che questo mi abbia resa molto chill. Tutti quelli con cui sono cresciuta sono così. È stata un’infanzia fatta di musica, sole, mare e frutta. E credo che sia ancora quello che cerco" conclude.
L'arrivo a Milano, la creatività e il mondo dei DJ
Facciamo una piccola deviazione: come si trova, dunque, a Milano, abituata allo stile di vita californiano? "Non avevo aspettative. Molte persone mi dicevano Milano è noiosa o addirittura è brutta, ma secondo me è assurdo dire che sia brutta. Forse perché non ha chiese a ogni angolo come altre città. Ma per me è bellissima e molto calma. Ho letto anche che la popolazione non cresce e si percepisce: è tutto molto tranquillo, stabile. È una città vecchia, ma in senso bello".
Ma torniamo al discorso sulla creatività e sull'ispirazione. "Mi ispira molto andare nei negozi di dischi, scavare e cercare nuovi suoni. Allo stesso tempo produco sempre di più e cerco di migliorare le mie capacità di produzione. È importante per me continuare a spingere su entrambi i lati. È un flusso molto naturale: trovare ispirazione nella musica degli altri e in quella più vecchia mi aiuta a crescere come producer. Imparo tantissimo semplicemente ascoltando cose nuove". E sulla scena DJ dice: "È molto affascinante. Qualcuno dovrebbe scriverci un libro un giorno. C’è tanta politica dietro, è una dinamica abbastanza folle. Qualsiasi ambiente dominato dagli uomini è così. Però io sono fortunata perché mi sono circondata di uomini davvero incredibili in questo settore, che sono davvero bravi, il che è raro". E poi aggiunge: "Molti uomini - da come l’ho vissuta io e come so da altre DJ donne che conosco - tendono a sminuirti subito. Io ormai lo trasformo in una battuta, non c’è altro modo, perché altrimenti finisci solo per arrabbiarti continuamente. Quindi ora lo prendo così, come una cosa di cui ridere con le amiche. Le DJ donne devono fare squadra. È difficile là fuori, ma niente mi fa più felice di vedere le mie amiche avanzare e avere successo".
Parliamo di palchi. "Sono molto nervosa prima di salire su un palco" ammette Fifi. "Non ho una routine fissa. A volte ho bisogno di stare da sola un attimo, vado in bagno e mi concerto. A volte invece ho bisogno di stare con i miei amici. Dipende". E la sua collaborazione dei sogni? "Due artisti che ascolto continuamente negli ultimi sei mesi sono Kelela e Rochelle Jordan. Hanno delle voci incredibili per la dance music, quindi sarebbe un sogno. E per quanto riguarda la produzione, Jamie xx è il mio DJ e producer preferito. Mi piacerebbe tantissimo lavorare con lui, o anche solo vederlo lavorare per imparare". L'ultima domanda, come al solito, è sul futuro: "Penso che il mio futuro sia buono. Credo di riuscire a vederlo. Non voglio dire troppo, ma direi che va tutto bene. Sto per pubblicare molta nuova musica quest’anno. E farò diversi festival quest’estate. Amo suonare ai festival, è la cosa che preferisco. Ho anche alcuni Boiler Room e tanta musica in arrivo".
