
Cate Blanchett riapre il dibattito sul #MeToo a Cannes Le cose sono davvero cambiate?
A quasi dieci anni dall’esplosione del movimento #MeToo, Cate Blanchett torna a porre una domanda scomoda: cosa è davvero cambiato a Hollywood? Durante un incontro al Festival di Cannes, l’attrice australiana ha dichiarato che il #MeToo è stato "ucciso molto rapidamente", sottolineando come l’industria cinematografica continui a essere dominata dagli uomini e come il cambiamento promesso negli anni delle grandi denunce si sia in parte fermato.
Le origini del movimento #MeToo e l’impatto su Hollywood
Le sue parole arrivano in un contesto preciso. Nel 2017 e nel 2018 il movimento #MeToo aveva travolto Hollywood dopo le accuse contro il produttore Harvey Weinstein, aprendo una discussione globale su molestie, abusi di potere e disuguaglianze sistemiche nel mondo del cinema. Per mesi sembrò l’inizio di una trasformazione irreversibile in cui attrici, registe, sceneggiatrici e lavoratrici del settore iniziarono a raccontare pubblicamente esperienze che per anni erano rimaste invisibili o taciute.
@givenchy Cate Blanchett wore a floral hanging thread embroidered halter-neck dress, with matching Bonbon gloves, and black and burgundy patent pointy pumps for the premiere of “Garance” at the 79th Annual Cannes Film Festival. Givenchy by Sarah Burton
original sound - Givenchy
Le cose sono davvero cambiate?
Secondo Blanchett, quella spinta si è rapidamente indebolita. L’attrice ha infatti raccontato che ancora oggi, entrando sui set, si ritrova davanti a una sproporzione evidente: "10 donne e 75 uomini" e ambienti troppo omogenei finiscono per riprodurre sempre le stesse dinamiche, gli stessi comportamenti e perfino lo stesso tipo di ironia. Il problema, quindi, non riguarda solo la rappresentanza, ma anche l’immaginario e le relazioni che un’industria continua a costruire ogni giorno. Come sempre andrebbe cambiato il sistema.
Hollywood tra progressismo dichiarato e strutture di potere immutate
Queste dichiarazioni fanno riflettere perché mostrano una contraddizione profonda: Hollywood ama raccontarsi come uno spazio progressista, inclusivo e all’avanguardia, ma spesso fatica a cambiare davvero le proprie strutture di potere. Negli ultimi anni molte aziende cinematografiche hanno adottato codici etici, introdotto intimacy coordinator sui set e promosso campagne sulla diversità ma tuttavia, quando si guarda ai ruoli decisionali, regia, produzione o altro, la presenza femminile resta ancora minoritaria.
Julianne Moore e i cambiamenti (ancora) incompleti
Anche Julianne Moore, intervenuta sempre a Cannes, ha ricordato quanto fosse normale fino a pochi anni fa trovarsi come unica donna su un set insieme magari a un’assistente tecnica. Moore sostiene che alcuni miglioramenti ci siano stati, ma le parole di Blanchett mostrano che il cambiamento procede molto più lentamente di quanto ci si aspettasse.
@festivaldecannes Julianne Moore au Festival de Cannes #cannes2026 #onregarde #redcarpet son original - FestivaldeCannes
Denunciare non basta: il declino della forza del #MeToo
La riflessione più interessante, però, riguarda il motivo per cui il #MeToo abbia perso forza. Blanchett si chiede perché le testimonianze delle "persone comuni" vengano rapidamente messe a tacere. In effetti, dopo la prima ondata di denunce, una parte dell’opinione pubblica e dei media ha iniziato a trattare il tema come una moda passeggera o addirittura come un eccesso.
@pbsnews The future of #MeToo as a second Trump administration prepares to take power There’s a noticeable pattern across some of President-elect Trump’s Cabinet nominees: allegations of sexual misconduct or assault. Trump himself has been publicly accused of sexual misconduct and found liable in civil court of sexual abuse, and his return to office is raising questions about the future of the #MeToo movement. Law professor Deborah Tuerkheimer joins Laura Barrón-López to discuss. #pbsnewshour #pbsnews #newshour #metoomovement #trump #donaldtrump #trumpadministration #cabinet #survivor #victim #misconduct #politics original sound - pbsnews
Tra cambiamento simbolico e trasformazione strutturale
Il #MeToo ha sicuramente cambiato qualcosa. Alcuni uomini potenti sono stati allontanati, certe dinamiche oggi vengono riconosciute più facilmente e molte donne si sentono meno sole nel raccontare le proprie esperienze. Ma le parole di Cate Blanchett ricordano che la trasformazione simbolica non coincide automaticamente con quella strutturale. Finché i luoghi decisionali continueranno a essere occupati quasi esclusivamente dagli uomini, il rischio è che l’industria torni sempre a riprodurre se stessa. Il problema non è soltanto chi parla davanti alla telecamera, ma chi detiene il potere dietro di essa.




















































