
E se andassimo al centro estetico anche per la terapia di gruppo? La cura non è solo esteriore, secondo lo spazio Lina a Milano
In via Francesco Crispi 15, a Milano, esiste uno spazio ibrido dedicato al benessere e alla cura di sé. Si chiama Lina ed è nato con l’idea di creare un luogo in cui medicina estetica, prevenzione e consapevolezza possano convivere in modo delicato e rispettoso dell’identità personale. All’interno dello studio vengono proposti trattamenti di medicina rigenerativa ed estetica non invasivi e non permanenti, pensati per accompagnare la persona in maniera naturale, senza alterarne i connotati o trasformarne l’espressione. Le founder Marielena e Mariavittoria promuovono un’idea di bellezza morbida, libera e personale, lontana dagli standard estremi e più vicina al benessere individuale, ai propri tempi e ai propri bisogni.
Uno spazio di cura interiore oltre l’estetica: Lina a Milano
Per questo, accanto alla dimensione estetica, Lina ha scelto di sviluppare anche uno spazio dedicato alla cura interiore, con l’obiettivo di lavorare su autostima, consapevolezza corporea ed emotiva e costruire uno sguardo più gentile verso sé stesse e verso le pressioni sociali contemporanee. In una cultura che spinge continuamente le donne a rincorrere giovinezza, perfezione e controllo, Lina prova a rallentare questo meccanismo, ricordando che la bellezza non nasce soltanto da ciò che appare all’esterno, ma soprattutto da un sentimento autentico di accettazione, equilibrio e benessere interiore.
Il primo percorso di terapia di gruppo di Lina
Da questa visione è nato il primo percorso di terapia di gruppo organizzato da Lina, partito inizialmente con un gruppo al femminile composto da quattro ragazze, suddiviso in otto incontri e guidato da Carolina, psicoterapeuta di formazione junghiana. Gli incontri si svolgono ogni martedì dalle 19:30 alle 21 nel salotto di Lina, uno spazio intimo e protetto in cui confrontarsi liberamente su temi come autostima, relazioni, ansia, identità, corpo, vulnerabilità e crescita personale. Alla base del progetto c’è la convinzione che il gruppo abbia un forte valore terapeutico, perché il confronto con gli altri funziona anche come uno specchio. Permette infatti di comprendere che esistono punti di vista diversi dal proprio e che molte delle insicurezze, fragilità e paure di cui spesso ci si vergogna fanno parte di un’esperienza umana condivisa. Il gruppo aiuta a sentirsi meno sole, a riconoscersi nelle esperienze altrui e a conoscersi anche attraverso gli occhi degli altri, all’interno di uno spazio sicuro, intimo e privo di giudizio.
Nuovi gruppi e una visione più inclusiva del benessere
Terminato questo primo ciclo, Lina darà vita a nuovi gruppi guidati da professioniste con approcci differenti: percorsi dedicati allo stress e alla connessione mente-corpo con una specialista psicosomatica, incontri sulla sessualità consapevole con una sessuologa e gruppi dedicati anche agli uomini, pensati per creare spazi emotivamente sicuri in cui raccontarsi senza il peso degli stereotipi legati alla mascolinità. L’idea alla base del progetto è che molti stereotipi di genere stiano contribuendo a creare distanza, solitudine e difficoltà comunicative nelle relazioni contemporanee. Per questo Lina vuole promuovere una cultura del benessere più inclusiva, consapevole e umana, in cui la salute mentale ed emotiva venga considerata parte integrante della cura di sé. Per Lina la bellezza non coincide con la perfezione, ma con la possibilità di sentirsi bene nel proprio corpo, imparando prima di tutto ad abitarlo con rispetto, equilibrio e amore.
