"Non è un paese per single" è l’approdo di Felicia Kingsley sul grande schermo La commedia con Matilde Gioli e Cristiano Caccamo è il retelling di Orgoglio e pregiudizio

C’è sempre stato un pregiudizio nei confronti del romance. Viene spesso definito un genere da femmine, dove l’espressione sta chiaramente per qualcosa di sciocco. Un bias negativo che ha condizionato per anni, se non per secoli, il genere sentimentale, perché considerato una faccenda "al femminile". In realtà, però, innamorarsi e intrecciare rapporti è universale. Come dimostravano i personaggi di un altro romance contemporaneo, Material Love di Celine Song, più autoriale e, per questo, considerato più degno di attenzione. Non che il genere non ne attiri, anzi. 

Il successo di Felicia Kingsley e il romance italiano

Il successo letterario come quello raggiunto da Felicia Kingsley, scrittrice italiana nonostante l’inglesismo del nome, è in effetti derivato da un pubblico tendenzialmente femminile. La capacità che ha la sua commedia romantica su Prime Video Non è un paese per single, sta nel dimostrare che, alla fine, a voler incontrare l’anima gemella sono un po’ tutti. Donne e uomini, romantici e meno romantici, seguendo in quel caso i dettami di una maestra come Jane Austen e partendo da un principio vecchio quasi quanto quello dell’amore: il matrimonio - come fa, per tornarci su, anche l’opera di Song.

Non è un paese per single: il retelling di Orgoglio e pregiudizio

Primo adattamento dai romanzi della scrittrice (con all’attivo diciotto pubblicazioni), Non è un paese per single è il retelling dell’imprescindibile Orgoglio e pregiudizio dove il Mr. Darcy della situazione è in realtà meno indeciso nel prendere in sposa qualcuno considerabile di rango inferiore, mentre l’Elizabeth all’italiana è sempre ferma sull’idea di non cedere a un marito. A dare corpo ai personaggi sono Matilde Gioli e Cristiano Caccamo, lei alla prese con una tenuta che cade a pezzi tra le meraviglie della regione Toscana, lui che ne eredita i terreni sperando di venderli. 

Le piattaforme streaming stanno rilanciando la rom-com italiana

Sebbene possa esserci sempre un certo preconcetto nei confronti dei prodotti romance, stavolta l’opera targata Prime Video ha saputo lavorare con premura portando a compimento un lavoro discreto. Non un titolo imperdibile, ma che detta una tendenza che le piattaforme avevano già iniziato a tracciare in riferimento alle commedie romantiche, così come era accaduto recentemente anche su Netflix. Lo scorso anno era stato Ma chi ti conosce?, rom-com diretta da Francesco Fanuele con protagonisti Simona Tabasco e Antonio Folletto, che si era dimostrata di una freschezza spigliata, spiritosa, completamente a proprio agio nella sua semplicità. Cosa che si è poi ripetuta con Mica è colpa mia, più film commedia che romantico eppure più o meno simile, ancora una volta con Folletto protagonista e sempre su Netflix. Ma altri sono stati gli esempi che è stato felice notare, dal passato Settembre del 2022 al recente Il Dio dell’amore, facendo riflettere sulla fattibilità di un cinema romantico italiano e in cui come spettatori può essere piacevole sguazzare.

Perché Non è un paese per single funziona

Ma torniamo a Non è un paese per single. Il livello di sceneggiatura, interpretazioni e messinscena è elementare ma sufficiente. Non c'è imbarazzo, si è a proprio agio a guardare le vicende della tenuta Le Giuggiole con i personaggi che si muovono al suo interno. Purtroppo non mancano i soliti cliché sui principi azzurri e le principesse, sui paesini pettegoli e sui genitori che ti vogliono accasare, ma alleggeriti nel complesso di una rom-com godibile e che ha una fortuna intrinseca: quella di far partire la visione con un po’ di pregiudizio (senza orgoglio) rivelandosi invece meno peggio di ciò che si temeva. Un’opera per cui gli e le affezionati di Felicia Kingsley potranno essere contenti e che potrebbe attrarre nuovi seguaci. Ma che può rendere leggera anche la parentesi di uno o una spettatrice casuale che accede al suo profilo Prime Video e si concede di non doversi impegnare almeno per una serata.

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