
Pretty Lethal dimostra che qualcosa sta cambiando L'ascesa della sorellanza violenta nel cinema della gen Z
Non possiamo dire il contrario: la narrazione che vede protagoniste delle belle ragazze coi capelli perfetti, intente a prendere a calci i cattivi ci è sempre piaciuta. Quando avevo 8 anni passavo dalla vittoria delle Winx contro un troll agli scontri negli abissi tra le Mermaid Melody e Gaito. L’elemento che funzionava? Il contrasto tra i colori pastello e lo scintillo dei gioielli delle “girl gangs” con i toni cupi e oscuri dei loro villain. In Pretty Lethal, novità in casa Prime Video (rilasciata il 25 marzo), ho percepito nuovamente queste vibes, ma cosa c’è di diverso?
Pretty Lethal su Prime Video: trama e cast
Diamo prima uno sguardo alla trama: il thriller d’azione segue le vicende di un gruppo di ballerine americane che vogliono essere le migliori al mondo. Solo i fuori classe, infatti, potranno partecipare al prestigioso show che si terrà a Budapest e le ragazze, in pessimi rapporti tra loro, sono disposte a tutto per parteciparvi. Da qui inizia il loro viaggio in pullman verso la meta (e anche i loro problemi). A seguito di un guasto al mezzo e di una forte tempesta, le protagoniste si rifugeranno in una maestosa villa di proprietà del personaggio interpretato da Uma Thurman e qui assistiamo al climax fondamentale della sceneggiatura di Kate Freund. Da questo momento le ballerine dovranno fare gioco di squadra ed utilizzare le loro doti classiche per sopravvivere. La scelta di Uma Thurman all’interno del cast non è affatto casuale, basti pesare al suo ruolo in Kill Bill che rappresenta il manuale della vendetta femminile per eccellenza. Ecco, è proprio il cast l’elemento su cui voglio insistere. La gang col tutù è composta da: Avantika (la star di Mean Girls), che interpreta Grace; Maddie Ziegler (ballerina di fama internazionale) nei panni di Bones; Lana Condor (protagonista della celebre Romcom Netflix Tutte le volte che ho scritto ti amo) nel ruolo di Princess; Iris Apatow nel ruolo di Zoe e Millicent Simmonds in quello di Chloe. Già da una lettura veloce, risaltano all’occhio dei nomi cari al panorama della cultura pop attuale, volti apprezzatissimi da gen Z e millenial, che contribuiscono a creare questa girl gang tutta da seguire per le fangirl.
Il collegamento con Forbidden Fruits
Il prodotto degli Amazon MGM Studios non è l’unico ad aver optato per la combo glitter + sangue. Il 20 marzo 2026 i cinema statunitensi hanno iniziato a proiettare Forbidden Fruits, che sarà presente anche sulla piattaforma streaming Shudder (studio di produzione che propone principalmente film horror e thriller e che ha contribuito al progetto). Anche qui c’è un gruppo di ragazze che ha a che vedere con il sangue, ma entra in gioco anche la sfera esoterica: parliamo di streghe. Il film si basa sull'opera teatrale Of the Women Came the Beginning of Sin and Through Her We All Die, scritta da Lily Houghton che ha co-scritto la sceneggiatura del film insieme alla regista Meredith Alloway e mi ricorda un po' le vibes di Sabrina vita da strega. Tutto si svolge all’interno di un centro commerciale, dove, durante l’orario di chiusura, si riunisce segretamente nel seminterrato un culto femminista e stregonesco, capitanato da Apple. La magnetica rossa è interpretata da Lili Reinhart, attrice vicina al genere visto il suo lungo trascorso con Riverdale. Insieme a Fig e a Cherry, interpretate rispettivamente da Alexandra Shipp e Victoria Pedretti, formano un trio perfetto, ma qualcosa potrebbe stravolgere tutto. Forse sarebbe più opportuno dire qualcuno? A mettere in dubbio la loro sorellanza di facciata sarà Lola Tung, Belly di TSITP, nei panni di Pumpkin, la dipendente di un chiosco di pretzel. La giovane rimane affascinata dalle tre commesse della boutique Free Eden a tal punto di farsi trascinare nelle loro cerimonie, ma potrebbe sorprenderle. Non finisce qui, perché nel cast figurano anche l’ex modella Gabrielle Union e la creator che più rappresenta la gen Z: Emma Chamberlain. Insomma, entrambi i film esplorano la dinamica del gruppo femminile che deve fare fronte comune contro una minaccia esterna o interna ed entrambi optano per un cast ricco di personaggi influenti nel panorama mediatico attuale. Viene da chiedersi se il cinema del 2026 ha deciso di tingere i nostri sogni pastello di un rosso decisamente più cruento, portando alla luce un nuovo canone estetico e narrativo?
Femme-fatalism e cultura pop: il cinema ha una nuova ossessione
Unire i volti della cultura pop ad un genere che vede le donne fare squadra è sempre una mossa vincente. Guardando al passato pensiamo a Sandra Bullock, Anne Hathaway, Cate Blanchett e Rihanna in Ocean's 8, alle Charlie's Angels del 2019 e all’universo musicale pensato per il videoclip di Taylor Swift in Bad Blood. Oggi c’è sicuramente un cambio di aesthetic, entrambi i film giocano infatti con il contrasto tra un’estetica curatissima (balletcore/Y2K) e la violenza grafica. Basta analizzare la filmografia di alcuni attori e registi degli ultimi anni per capire che la gen Z ama i drama sanguinosi. Un esempio pratico può essere l’horror Thanksgiving, che vede comparire nel cast il nome della cantante e influencer Addison Rae, ma anche i titoli disponibili su Netflix Fear Street: Prom Queen, MaXXXine e Time Cut. Perché piacciono così tanto? Non stupisce: si tratta di commedie horror o thriller leggeri che intrattengono senza impegno. In più, sapere che sullo schermo comparirà la propria influencer, attrice o cantate preferita è sicuramente una motivazione in più. Infine, credo che non ci stancheremo mai del tema della sorellanza, lo stesso tema che ci ha spinte a guardare 6 stagioni di Sex and the city e che ci colpisce ancora di più quando in ballo c’è un’unione reciproca contro un nemico comune che vuole “separarci”.























































