
Chi è Bhavitha Mandava? Tutto quello che sappiamo sulla prima modella indiana ad aprire una sfilata Chanel
Ci sono storie che sembrano scritte da uno sceneggiatore particolarmente ironico, uno di quelli che amano far incontrare il destino con la banalità del quotidiano. Nel caso di Bhavitha Mandava, il palcoscenico non era un salone dorato di Parigi ma una stazione della metropolitana di New York, un luogo dove la città si muove a ritmo di passi veloci, auricolari nelle orecchie e caffè da asporto. Non un casting room gremito di direttori creativi, ma una piattaforma rumorosa dove studenti, pendolari e sogni un po’ stanchi aspettano il prossimo treno. È lì che la moda, quella vera, imprevedibile, quasi romanzesca, ha deciso di intervenire. In meno di due anni una studentessa indiana arrivata negli Stati Uniti con due valigie e un prestito universitario è diventata uno dei volti più discussi del fashion system, fino a entrare nella storia come la prima modella indiana ad aprire una sfilata Chanel. Il bello della storia è che non sembra costruita a tavolino. Ha la struttura di una parabola moderna, fatta di coincidenze, lavoro e una certa dose di ironia narrativa. Perché la stessa metropolitana che un giorno la vedeva correre tra una lezione e l’altra è diventata, quasi simbolicamente, il palcoscenico del suo trionfo.
Quando il destino prende la metro: la storia di Bhavitha Mandava
Prima che il suo nome iniziasse a circolare tra redazioni, casting director e social network, Bhavitha Mandava aveva immaginato per sé una traiettoria molto diversa. Nata a Vijayawada e cresciuta a Hyderabad, nel sud dell’India, aveva seguito un percorso accademico rigoroso e quasi classico per una famiglia della classe media: studiare molto, costruire una carriera solida, trovare un lavoro stabile. Il suo primo passo è stato la laurea in architettura alla Jawaharlal Nehru Technological University di Hyderabad, un ambiente dove design, ingegneria e visione creativa si intrecciano. Ma Mandava non si è fermata lì. Come molti giovani talenti della sua generazione, ha deciso di guardare oltre i confini nazionali e trasferirsi a New York per proseguire gli studi. Alla New York University si iscrive a un Master of Science in Integrated Design & Media, specializzandosi in Human-Computer Interaction, un campo sofisticato che esplora il rapporto tra tecnologia e comportamento umano. Non è il classico curriculum di una futura modella. Anzi, è quasi l’opposto. Mandava si descriveva su LinkedIn come una product designer appassionata di tecnologie emergenti e di come queste possano migliorare l’esperienza umana. Alla NYU lavorava anche come specialista della comunicazione presso il MakerSpace, il laboratorio di prototipazione dell’università, dove studenti e ricercatori sperimentano con stampa 3D, design digitale e nuovi materiali. La sua vita era fatta di lezioni, turni di lavoro nel campus, progetti universitari e lunghe corse in metropolitana tra Brooklyn e Manhattan. Era la routine tipica di una studentessa internazionale, stimolante, frenetica e spesso economicamente complicata. Il grande obiettivo? Piuttosto semplice. Laurearsi, trovare un lavoro nel settore tecnologico e ripagare un prestito studentesco considerevole. La moda, fino a quel momento, era solo un’ipotesi remota. Eppure proprio quel debito universitario, che sembrava un peso, diventerà il dettaglio decisivo nella storia.
Dal master alla passerella: la nascita di una modella
La svolta arriva nell’estate del 2024. Una giornata qualunque, una banchina della metropolitana di Atlantic Avenue, Brooklyn. Mandava sta aspettando il treno quando viene avvicinata da Showin Bishop, fondatore dell’agenzia 28Models. È una scena che sembra uscita da un film sulla moda degli anni ‘90 con lo scout che intravede qualcosa di magnetico in una ragazza sconosciuta. Bishop le propone di considerare la carriera da modella. Mandava rifiuta. Non è nei suoi piani, non è il suo mondo. Ma continuano a parlare. Quando lui accenna alla possibilità concreta di guadagnare abbastanza per ripagare il suo prestito universitario, la prospettiva cambia. Il “no” diventa un “forse”. Poi diventa un “va bene, proviamo”. Le sue foto vengono inviate alla leggendaria direttrice di casting Anita Bitton, una figura cruciale nell’industria per aver aperto la moda a talenti di diverse origini culturali. Bitton le mostra a Matthieu Blazy, all’epoca direttore creativo di Bottega Veneta. La risposta di Blazy è immediata. Vede qualcosa di speciale in quella ragazza che fino a pochi giorni prima lavorava in un laboratorio universitario. Così, appena due settimane dopo essere stata scoperta, Bhavitha Mandava debutta sulla passerella della primavera estate 2025 di Bottega Veneta. Il look è volutamente essenziale, comprende una camicia bianca oversize sopra una gonna a pieghe, sandali con stampa pitonata e una borsa gialla. Un outfit che enfatizza la naturalezza della sua presenza. E la cosa sorprendente è la sicurezza con cui sfila. È elegante, concentrata, quasi inconsapevole dell’importanza del momento. Subito dopo arrivano altre passerelle prestigiose, tra cui Dior e Courrèges. Ma mentre il suo nome inizia a circolare nella moda internazionale, Mandava continua a vivere una doppia vita quasi surreale: di giorno lavorava al MakerSpace della NYU, di sera seguiva le lezioni, di notte faceva i compiti e nei weekend volava in Europa per sfilare. Un ritmo che avrebbe stremato chiunque. Eppure lei non ha mai abbandonato l’obiettivo principale di completare il suo percorso accademico. Nel maggio 2025 si laurea alla NYU con il master in tasca e, come ha scritto lei stessa, “il cuore pieno di gratitudine”.
La prima modella indiana ad aprire una sfilata Chanel
Il vero punto di svolta arriva quando Matthieu Blazy viene nominato direttore artistico di Chanel nel 2024. E, come spesso accade nella storia della moda, il designer porta con sé alcune delle sue muse creative. Tra queste c’è naturalmente Bhavitha Mandava. Il debutto in passerella per Chanel avviene con la sfilata SS26. Il look? Un abito nero decorato con nappe dorate e piume rosa sull’orlo. È l’inizio di una collaborazione destinata a crescere rapidamente. Nel dicembre dello stesso anno, il 2025, Blazy decide di far aprire a Mandava la sfilata Métiers d’Art 2026. Così, Mandava diventa la prima modella indiana nella storia ad aprire una sfilata Chanel. La location è una stazione della metropolitana abbandonata a New York, la Bowery Station. Il cortocircuito narrativo è perfetto. Immaginate la ragazza scoperta in metro apre una sfilata Chanel… in metro. Il look scelto per lei è volutamente semplice e comprende felpa beige con zip, jeans blu, scarpe bianche con punta nera e una borsa capiente. L’uniforme urbana di una studentessa che corre tra una lezione e l’altra. Quasi un omaggio alla Bhavitha di un anno prima. Poche ore dopo la sfilata, la modella pubblica sui social il video dei suoi genitori che guardano lo show dall’India, la madre che applaude e ripete il suo nome con orgoglio. Internet, prevedibilmente, impazzisce. Il filmato diventa virale e trasforma quel momento in qualcosa che va oltre la moda. Si trasforma in una storia di migrazione, famiglia e sogni realizzati. Ma la consacrazione definitiva arriva poco dopo con la Haute Couture primavera estate 2026, durante la quale Mandava chiude la sfilata nei panni della sposa Chanel, uno dei ruoli più simbolici dell’intero rituale della couture. Passano un paio di mesi e l’iconico marchio francese nomina la ventiseienne House Ambassador di Chanel, ancora una volta è la prima indiana a ricoprire questo ruolo. Così, Mandava entra a far parte di un gruppo esclusivo di superstar globali come Margot Robbie e Jennie Kim.
Bhavitha Mandava e la nuova visione di Chanel di Matthieu Blazy
La scelta di Bhavitha Mandava non è casuale. È perfettamente allineata con la nuova visione di Chanel di Matthieu Blazy, che sta progressivamente ridefinendo l’identità della maison spostandola verso una femminilità più contemporanea, meno rituale e più quotidiana. La sua Chanel non è soltanto un tempio del lusso, ma un laboratorio di realtà urbane, culture diverse e storie personali autentiche. Il designer belga è noto per la sua estetica del quotidiano, un approccio che trasforma gesti e oggetti comuni in elementi di raffinatezza concettuale. Nelle sue collezioni il lusso non è mai gridato, ma suggerito attraverso proporzioni, materiali e dettagli. In questo contesto Mandava diventa la perfetta incarnazione della nuova Chanel girl. Non una figura distante o aristocratica, ma una donna cosmopolita che prende la metropolitana, studia, lavora e costruisce il proprio futuro. Una donna che incarna la mobilità sociale e culturale del nostro tempo. La sfilata nella subway newyorkese è stata letta da alcuni come realismo urbano. In realtà, come ha spiegato Blazy, è quasi cinema. Un omaggio al primo viaggio di Coco Chanel negli Stati Uniti nel 1931, quando scoprì con sorpresa che le donne americane indossavano i suoi abiti con naturalezza nella vita quotidiana. Mandava, con il suo mix di intelligenza accademica e spontaneità, rappresenta perfettamente questa visione. Incarna perfettamente ciò che la moda può diventare quando smette di guardare solo al passato e decide di osservare davvero il presente.
Una nuova icona per la moda globale
Nel giro di pochi mesi Bhavitha Mandava è passata dall’essere una studentessa quasi anonima a una delle figure più interessanti della nuova generazione di modelle. Il 2026 è appena iniziato, ma lei è già apparsa sulle copertine di riviste come Numéro, Perfect, Double Vision e British Vogue, fino alla cover di i-D fotografata da Inez e Vinoodh. Un ritmo che, nel mondo della moda, equivale a una consacrazione istantanea. Eppure ciò che colpisce di più non è la velocità della sua ascesa, ma il modo in cui la vive. Mandava mantiene un’ironia disarmante. Sui social scherza sul fatto che Chanel abbia realizzato il sogno dei suoi genitori di vederla sposata… anche se per ora lo sposo è solo un look couture. Parla apertamente delle sue origini, dei suoi studi, della sua vita da studentessa. In un settore che spesso costruisce personaggi perfetti e lontani, la sua spontaneità è quasi rivoluzionaria. Per questo è difficile non fare il tifo per lei. Perché Bhavitha Mandava non rappresenta soltanto una nuova stella della moda. Rappresenta una storia più ampia, quella di una generazione globale, mobile, iper-istruita e culturalmente ibrida che sta cambiando anche l’estetica del lusso. E se la moda ama i simboli, questo è uno dei più fiabeschi degli ultimi anni: una ragazza che prendeva la metro per andare a lezione… e che oggi la trasforma in passerella.


























































