
"Vorrei dare un esempio a qualcuno" Intervista a TÄRA

TÄRA arriva nei nostri spazi sui Navigli milanesi e porta con sé una calma quasi meditativa. Era da tanto che volevamo scambiare due chiacchiere con lei, e l'intervista non delude. Dietro alla figura piccola e delicata della cantante italo-palestinese, infatti, si nasconde una profondità d'animo che riusciamo a scorgere in superficie, a sfiorare a filo d'acqua, ma che siamo sicure nasconda molto molto di più. Lo si capisce dalle sue risposte, certo, ma soprattutto dalla sua musica, un mix di R&B e pop dall'anima antica, in cui vengono fuori sonorità arabe e suggestioni pop-olari.
Intervista a TÄRA, tra Mezzaluna e il futuro
La prima domande è su quello che - al momento dell'incontro, spoiler - era l'ultimo singolo rilasciato, che si intitola Mezzaluna ed è un manifesto identitario per chi non si è mai sentito rappresentato, una sospensione tra due mondi, con un'impronta profondamente politica, ma politica nel senso di identità e società, mica di partiti. "Lina Makoul ha detto: io non ho scelto di avere una vita politica, io sono questa e forse a volte è un privilegio da parte degli altri vedere come politica una mia scelta. Voglio citare queste parole e dire che questa sono io, è la cosa più naturale che possa esserci rappresentarmi e parlare della mia esperienza, che può essere l'esperienza di tantissime persone in Italia".
Lei è, tra le altre cose, anche un'artista italo-palestinese, soggetta a letture imposte dall'esterno ma anche impegnata in un continuo sforzo di autodeterminazione. "Inizialmente non è stato facile accettare di essere qualcosa di doppio, questa dualità. Da bambini non è semplice, devi fare i conti con il razzismo, ti senti un po' messa da parte, senti di non appartenere al 100% a un posto. Crescendo, però, quello che sto cercando di fare è riuscire ad amare la dualità, a non sentirmi per forza da un lato o dall'altro, a essere entrambe le cose portandole con fierezza, rappresentarle con altrettanta fierezza. Crescendo io questa cosa non l'ho vista, non ho avuto l'esempio, quindi vorrei dare un esempio bello a qualcuno".
E questo messaggio - di esempio, di dualità, anche di resistenza - può essere veicolato anche e soprattutto attraverso la musica. "La musica è resistenza, e questa cosa la rappresentano tutte le canzoni palestinesi che sono state tramandati oralmente di famiglia in famiglia. È la prova di aver lasciato qualcosa sulla terra, un'impronta di una storia, di una persona, di una cultura. Va al di là di qualsiasi cosa" e se volessimo andare nel dettaglio, alla musica di TÄRA in persona, allora ci racconta che: "Cosa viene prima nella mia musica, la sonorità o il messaggio? Dipende. La musica è un lavoro, quindi magari tante volte vuoi cercare di tirare fuori qualcosa come se stessi dipingendo una tela. A volte vuoi spiegare qualcosa e puoi farlo solo tramite la ricerca di nuovi termini e nuovi suoni. Tante altre volte, invece, la musica nasce da un bisogno personale, esprimere un'emozione, come se fosse un flusso di coscienza. Dipende dal processo creativo specifico. Cerco di portare il mio vissuto in prima persona ma cerco anche di raccontare storie vissute, dei miei familiari, o sensazioni che ho sentito addosso crescendo, anche se non le ho vissute in prima persona. È quello che nella genetica è il trauma generazionale. Mi piace esplorare questa parte di me, sento che posso scoprire tanto di me stessa".
Tra le ispirazioni, ne spicca una: "La vita" afferma la cantante. "Vedo qualcosa di artistico in tutto, qualsiasi cosa mi fa venire un'idea e una visione, un'ispirazione per creare a mia volta qualcosa". Vita che, inevitabilmente, passa anche sui social media, per lavoro o per piacere, che rischiano di confondersi. "Io amo i social, ci vedo tantissimo potenziale, tantissima arte" risponde. "Di conseguenza, qualsiasi cosa vediate sul mio profilo sono io al 100%. Mi piace usarli, mi piace raggiungere persone. Ho conosciuto persone fantastiche, artisti fantastici, storie da raccontare che magari ho raccontato al posto loro, sono felicissima di questo".
Questo atteggiamento di continua esplorazione è il filo rosso della nostra intervista. TÄRA esplora la vita, la musica, i suoi, la scrittura, il passato e anche la moda. "Mi piace esplorare nella moda, senza uno stile fisso e senza etichette" ci conferma. "Ogni look riesce a comunicare qualcosa, si collega a un periodo che sto vivendo, anche artistico o musicale. È una voce in più". E se parliamo di make-up, ci spiega: "Il mio rapporto con il trucco si sta instaurando ora. Non sono mai stata una grande fan o forse non sono mai stata brava, però sto imparando. Al momento, la cosa che non deve mancare è la crema idratante".
L'ultima domanda, come al solito, è sul futuro. "Sto lavorando a un progetto da tanto tempo, sarà la chiusura di un capitolo che ho iniziato un annetto fa. Sono felice di poterlo condividere con tutti, sto lavorando tantissimo sotto tutti i punti di vista. La direzione creativa, l'art direction, l'idea, la visione: c'è sempre un po' di me, lo sento un progetto mio. E poi verrà il tour estivo". Quindi un nuovo singolo? Ma certo! "È un singolo tanto atteso che ha generato tanto calore e tanto amore, non vedo l'ora di potervelo regalare nella sua forma credo migliore".


























































