
Libri guilty pleasure, quando leggere diventa un piacere proibito Da atto performativo a piacere nascosto, leggere può essere contro tendenza
Un tempo leggere era considerato un hobby solitario, associato a nerd, studiosi e topi da biblioteca. Oggi non è più così, i libri sono diventati il segnale di uno status a cui ambire e si è diffusa sempre di più la lettura nel contesto moda. Lo possiamo notare a partire dai book club delle celebrities, come quello di Dua Lipa, e dalla nascita della figura dei book stylist, ma anche dalle attività proposte dai brand di lusso. Tante case di moda stanno utilizzando la letteratura come vero e proprio strumento di marketing per posizionarsi. Un esempio è Miu Miu, che sta promuovendo sempre più iniziative legate al tema, come i Miu Miu Summer Reads 2025 e il più attuale Miu Miu Literary Club 2026. Ma anche Valentino ha utilizzato i libri come segno distintivo, regalando ad ognuno dei partecipanti della sfilata The Narratives Primavera/Estate 2024 il romanzo Una vita come tante di Hanya Yanagihara, libro che ha ispirato la collezione.
La lettura come atto performativo e identitario
Anche lo streetwear ha attinto a questa tendenza fashion: l’intellettuale oggi indossa il Barbour e ha con sé un libro Adelphi. La lettura diventa così status sì, ma sopratutto atto performativo e identitario. Aldilà del beneficio concreto che può portare, avere con sé un libro e circondarsi di cultura trasmette un’idea precisa di noi. Questa consapevolezza rende i libri oggetti utili a creare un’immagine pubblica di sé, che può scindere da quella privata.
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I libri che leggiamo di nascosto
Ebbene sì, perché il libro che leggiamo al parco alle tre di pomeriggio potrebbe non essere quello che leggiamo a letto alle 3 di notte. E con le premesse appena espresse capiamo bene il perché. Se i libri sono diventati oggetto di sguardi da parte degli altri, allora vogliamo apparire al meglio e ciò che sentiamo di dover leggere spesso non si allinea con ciò che vogliamo veramente leggere. Farci trovare con in mano un romanzo di un autore russo morto nell’800 o un saggio di un’autrice francese semi-sconosciuta è ok, mentre essere scoperte a intrattenerci con un romance diventato un fenomeno su Wattpad potrebbe richiedere qualche precisazione.
Cosa è un guilty pleasure?
Sentiamo l’esigenza di giustificarci quando i libri che leggiamo non sono "impegnati" e quando ricerchiamo un piacere facile e immediato. Quando il libro lo abbiamo acquistato all’Autogrill in preda alla voglia di qualcosa in grado di distrarci per qualche ora ci sembra sbagliato. Questo senso di colpa, che ci porta a definire questo tipo di libri guilty pleasure, deriva dall’idea per la quale il tempo sia prezioso, sopratutto quello legato all’arricchimento personale, e che passarlo a leggere qualcosa di poco profondo sia da giudicare colpevole. In una società in cui siamo sempre esposti al giudizio degli altri circa le nostre abitudini e l’utilizzo del nostro tempo, è comune sentire di dover adattare i propri gusti a ciò che convenzionalmente viene ritenuto migliore. Tuttavia le nostre esigenze più intime potrebbero essere altre e magari quel libro con quella storia da soap opera del pomeriggio è proprio quello di cui abbiamo bisogno.
@3essile3 this book has turned into my guilty pleasure book, there are some moments that are hard to read, however i can't seem to put it down. Melissa Broder bewitched though this book and i cant stop devouring it #milkfed #booktok #books #sapphic #sapphicbooks #wlw #lgbtq #lgbtq original sound - Name A Woman
Non siamo davvero colpevoli
Ci sentiamo "guilty” e c’è bisogno di specificare che non siamo davvero colpevoli. Leggere è un’attività che porta innumerevoli benefici, sopratutto se fatta in serenità. Può alleviare lo stress di una giornata impegnativa, darci l’opportunità di scollegarci dal mondo online, permetterci di ritagliarci del tempo esclusivamente per noi. Non dobbiamo farci limitare in alcun modo nelle nostre scelte in libreria. Ed è qui che la discrezione sulle proprie letture è diventato un tema e si sta sviluppando, anche in Italia, l’esigenza di trovare delle soluzioni a questo problema. Tra queste potrebbe esserci l’utilizzo di un e-reader o delle book cover per coprire le copertina del proprio libro. L’utilizzo di queste è molto più comune in altri paesi, come la Germania, dove è ormai prassi avvolgere il proprio romanzo per coprirlo da sguardi indiscreti. D’altra parte sarebbe bello non vergognarsi di ciò che leggiamo, scegliere i libri anche quando non hanno una bella copertina, andare oltre alle apparenze e concederci più gioie fugaci senza sentirci in colpa.

























































