
È arrivato il momento di unrottare il nostro cervello Siamo diventate i nostri genitori negli anni 2000: è davvero colpa dello smartphone
Ragazze e ragazzi, il momento è arrivato. Il momento di trasformaci nei nostri genitori di 15 anni fa, il momento di dirlo e ammetterlo serenamente e con una consapevolezza nuova e adulta: è (anche) colpa degli smartphone e dei social network, è colpa di quel maledetto cellulare, era tutto vero. È colpa sua se ci deprimiamo, se non dormiamo, se entriamo in competizione con persone nate 1) dall'altra parte del mondo 2) da famiglie ricche sfondate, se perdiamo il senso critico. È colpa del cellulare se cadiamo in teorie del complotto assurde, se crediamo che i video dei pappagallini dal parrucchiere siano veri e non generati dall'Intelligenza Artificiale. Tante cose, nella vita, sono una questione di abitudine e allenamento, di perseveranza e di costanza. Ecco, dobbiamo abituare e allenare il nostro cervello a rompere questi loop e a tornare a splendere. C'è anche il sole fuori, eddai.
Come unrottare il nostro cervello (o almeno provarci)
Uscire a toccare l'erba
La Vitamina D fa bene all'umore e ai livelli di energia, previene malattie dermatologiche e croniche, rafforza i muscoli. Sarebbe proprio un peccato non assorbirne neanche una goccia perché siamo chini sul nostro smartphone a farci friggere i neuroni. Possiamo sempre integrarla con la Vitamina D3 di Sunday Natural, certo, ma direttamente dalla fonte è meglio, e ci permette di distrarci e di osservare la natura.
@drusjournal 2026 is the year of getting our brains back on track
Recuperare i film che abbiamo sempre voluto vedere
Avete scaricato Letterboxd? Avete messo in cima al vostro profilo i 4 film che vi rappresentano? È un po' una gamification dell'esperienza cinematografica, certo, ma i numeri che salgono (e le newsletter di aggiornamento che arrivano periodicamente) aiutano molto. Io, quest'anno, ho recuperato pilastri del cinema contemporanei come Inland Empire, Fallen Angels e Il Diario di Bridget Jones.
Sforzarci a socializzare (basta anche uno scambio di battute)
Ne abbiamo già parlato, ma non è mai abbastanza. La solitudine è un problema comunitario, che va sconfitto dal basso - interagendo con chi ci circonda, anche solo al panificio - e dall'alto, con politiche che prediligano la comunità e la socialità, permettendo a tutti di incontrarsi anche senza dover pagare qualcosa, in luoghi pubblici e gratuiti. Da qualche parte si dovrà pur cominciare però, no? Saluta il tuo vicino, chiedi come sta al tuo portinaio. Vale tutto, davvero, basta tenere d'occhio il bioma sociale.
Andare a correre
Ebbene sì. Il 2026 è l'anno in cui si va a correre. Non per dimagrire, ma per lavorare su resistenza, forza, atleticismo, mobilità, salute cardiovascolare. Il consiglio in più? Il marsupio Usuway di American Vintage, magari abbinato a una delle loro tutine e alle Nike Vomero 18, che sono esattamente quelle che uso io. Perché lo sappiamo, l'abbigliamento da corsa è il miglior motivatore. Oltre a tutto quello che abbiamo appena detto, ovvio.
Scoprire cose nuove
I social media possono essere anche una risorsa. Sono utili a metterci in contatto con persone lontane, a farci scoprire cose nuove. Che siano brand di gioielli italiani come Ramispera e Voodoo Jewels, brand made in Italy come Destination Haway e Festa Foresta o nuovi luoghi, come Liquido in Viale Piave, a Milano, che si occupa di profumeria che più che di nicchia e di ricerca, l'importante è stimolare i centri del cervello, avere delle opinioni, capire cosa ci piace e cosa no, provare sensazioni nuove. Meglio ancora se in compagnia.
Leggere libri e scrivere un diario
L'ho tenuto per penultimo, ma sapevate che stava arrivando. Non c'è niente di meglio per unrottare il nostro cervello di leggere un bel libro. Può essere un romance, un fantasy, un fantasy-romance, un romanzo di quelli che tutti dicono che devi leggere ma tu, al momento, non hai ancora trovato il tempo. Personalmente, consiglio La mano sinistra del buio di Ursula K. Le Guin, La vita facile di Aisling Rawle e Cloro di Jade Song. E se non vi svegliano il cervello questi allora non lo so.
Esercitare la capacità critica
In generale, l'invito è ad aprire la mente, a scoprire novità, conoscere persone, ad allenare il cervello. Leggere un libro sfidante, uscire dalla nostra zona di comfort, evitare il doom scrolling, parlare, sviluppare delle opinioni complesse e sfumate, non fermarsi alla superficie. L'invito è anche alla consapevolezza, alla mindfulness online, alla presenza accesa anche - e forse soprattutto - quando vorremmo spegnere il cervello. Ne va della nostra agilità mentale e della nostra salute, mentale, fisica e sociale.



















































