
Ogni quartiere di Milano (o quasi) ha la sua identità beauty Ci avevate pensato?
Milano è la provincia italiana con più parrucchieri e centri estetici esistenti. Nel 2014, come riportato dalla Camera di Commercio, erano 6.762, circa uno su venti persone. Nel 2020, secondo Eurostat, il primato si conferma. Secondo posto, invece, per quanto riguarda i parrucchieri e centri estetici stranieri con maggioranza da Cina, Svizzera e Marocco.
Il beauty dei quartieri di Milano
Il dato milanese non sorprende. Avete mai fatto una passeggiata per il capoluogo lombardo? Ogni quartiere fiorisce di diversità, ha la sua conformazione, influenza e si fa influenzare da chi ci vive. Ad esempio, vicino casa mia, che è in zona San Siro, fioriscono i barbieri egiziani da uomo e i centri per le unghie sono una novità. L'opposto, probabilmente, accade in zona Chinatown, dove si registra un aumento di centri per la bellezza, anche coreani, visto il travolgente trend del k-beauty. Le zone che definiremmo da sciura, da parte loro, sono piene di saloni vecchio stile, mentre le zone più "nuove", in via di ri-definizione e di ri-qualificazione iniziano a portarne i sintomi. Arrivano franchise e catene, anche molto costose.
Il caso di Milano est (ma est est, eh)
Un altro esempio? La zona esterna e limitrofa di Porta Venezia, anche intorno a via Padova, dove troviamo tantissimi barbieri e parrucchieri specializzati in extensions, parrucche, installment e in generale capelli afro. Lo sappiamo bene, ci abbiamo costruito la nostra copertina digitale dedicata a Lorenzza appena qualche mese fa. In un quartiere sempre più aperto e multietnico, è ovvio che anche i saloni rispecchino questa conformazione. Il risultato? Luoghi come Helen Studio, in via Panfilo Castaldi, che si specializza in trecce, colori, taglio donna ma anche in sopracciglia e trattamenti viso. Oppure Kumba Extension che, come dice il nome, è un salone specializzato in extension e si trova in via Via Giovanni Paisiello, 7.
Anche questa, dopotutto, è intersezionalità e integrazione. Abbiamo già parlato dell'imprenditoria immigrata, e questo è solo un altro esempio. In Italia, e nella sua città più europea, il beauty si allarga e cambia forma, e soprattutto ascolta i suoi utenti finali, cambiando il volto dei quartieri e allo stesso tempo rispecchiandone storia e composizione. Un bel modo per ricordarsi che la bellezza, nel senso più ampio del termine, è anche società, comunità, cultura visiva e quotidiana di un luogo specifico. E che sia a Milano o nel mondo poco cambia.
