Clarissa di Arie e Chuko Esiri è tra i titoli più chiacchierati della Quinzaine des réalisateurs 2026 Il libro di Virginia Woolf viene adattato e la sua festa si sposta a Lagos, in Nigeria

Tra i vari titoli della Quinzaine des réalisateurs 2026, sezione parallela del Festival di Cannes, ad essersi fatto notare è Clarissa dei fratelli Arie e Chuko Esiri, adattamento rivisitato del romanzo Mrs Dalloway di Virginia Woolf, uno dei libri preferiti degli autori, di cui hanno mantenuto intatto lo spirito dei personaggi ricollocandoli però a Lagos, in Nigeria. Uno dei vari cambiamenti rispetto al romanzo, il cui nucleo però rimane intatto, con le dovute differenze. Non è però nel sottolineare le differenze che la coppia si è concentrata per la scrittura di Clarissa, bensì sul sentimento comune che è possibile ritrovare all’interno delle sue pagine.

L’adattamento di Mrs Dalloway secondo i fratelli Esiri

"Credo di aver letto Mrs Dalloway almeno cinque o sei volte nella mia vita", racconta Chuko Esiri, il cui processo di adattamento del libro è cominciato nel 2019. "Quando è capitato la prima volta ero adolescente. L’ho sentito, ma non l’ho capito. Non avevo vissuto abbastanza e tutto ciò che fa il libro è dirti di immedesimarti in una donna di mezza età che organizza una festa. Quando poi ho raggiunto i trent’anni ho detto: beh, ora ha molto più senso. Tutto è stato più chiaro quando l’ho riletto nove anni fa. Dentro ci ho riconosciuto pezzi di me stesso, dei miei amici, dei genitori. Tutto mi è sembrato evidente e questo è importante in caso di adattamento, perché l’ambientazione e alcune caratteristiche dei personaggi possono essere diverse, ma l’emozione è la stessa. Questo ci ha fatto da guida durante la stesura della sceneggiatura. E, ad ogni modo, la Nigeria ha una storia coloniale legata alla Gran Bretagna, oltre che un retaggio cristiano e cattolico, perciò non risultava strano trovare un personaggio dal nome Clarissa o Peter. Anche Septimus, che può sembrare un nome insolito, ha origini cattoliche".

Il cast di Clarissa tra passato e presente

Se la trasposizione è uno step importante quando si vuole lavorare su un libro, tra l’altro in questo caso un classico, il secondo step importante è il casting. Clarissa, infatti, non ha richiesto solamente la presenza della protagonista e dei partecipanti alla sua festa, ma fa avanti e indietro per mostrare la giovinezza e la vita attuale di tutti i protagonisti coinvolti nel racconto. Il che ha significato trovare l’interprete giusto per un ruolo non una, bensì due volte. A vestire i panni della Clarissa del film è Sophie Okonedo, quest’anno già nell’opera Mouse di Kelly O'Sullivan e Alex Thompson e nel prossimo blockbuster The Great Beyond di J.J. Abrams. Mentre a farle da controparte è l’India Amarteifio oramai specializzata nel dilettarsi nei ruoli "da giovane" dei personaggi, vista la sua esperienza seriale nel Queen Charlotte: A Bridgerton Story, prequel sulla regina della famosa serie Netflix.

Sophie Okonedo e il ritorno alle origini nigeriane

Un cast - a cui si aggiungono Nikki Amuka-Bird, Ayo Edebiri e David Oyelowo - a cui era affidato il compito di far trasparire i traumi che ognuno dei personaggi si porta dentro e che si ripercuotono nel tempo. "Sophie è stata la prima persona che abbiamo coinvolto", ricorda Arie Esiri. "È stata l’unica, fin dall’inizio, a cui siamo riusciti a pensare per il ruolo. Sia Sophie che altri attori del cast, come ad esempio David, sono poi interpreti nati in Inghilterra che hanno una carriera nel paese, ma che con un progetto come Clarissa hanno potuto ricollegarsi con le proprie origini nigeriane. Alcuni hanno accettato proprio perché volevano vivere l’esperienza di questa sorta di viaggio di ritorno a casa. La sfida ovviamente è stata scritturare ogni personaggio due volte, prima da giovane poi da adulto. Non avevamo minimamente intenzione di ringiovanire qualcuno in stile CGI e grazie alla nostra casting director Nina Gold ci si sono aperte delle porte che hanno permesso di portare a compimento questa operazione".

Il cinema nigeriano continua a crescere nel panorama internazionale

Clarissa si classifica come uno dei progetti cinematografici più interessanti del 2026 e prosegue un discorso aperto negli ultimi anni attorno al cinema nigeriano dalla cui industria stanno uscendo sempre più titoli che si affermano poi nel panorama internazionale. "Le difficoltà di realizzare in Nigeria un film come Clarissa sono le stesse di tutti gli altri film del paese", spiega Chuko Esiri. "Quello che verrebbe considerato un budget piccolo in qualsiasi altra parte del mondo, per noi in realtà è tanto. Il problema, così come in molti posti, è il non riuscire ad accedere ai fondi, i quali riescono ad ottenerli giusto uno o due film all’anno. Nel 2026 c’è stato Lady presentato alla Berlinale, l’anno scorso My Father’s Shadow. Sono casi che potremmo considerare rari, ma che speriamo siano un segnale affinché accada sempre più spesso. Credo che nei prossimi cinque o dieci anni le nuove generazioni potranno fare molto per il cinema nigeriano".

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