
I migliori outfit e beauty look della terza serata di Sanremo 2026 Meglio il look classico di Mara Sattei o il glow di Arisa?
La terza serata del 76esimo Festival di Sanremo è stata un esercizio di stile collettivo di sopravvivenza alla noia e alla carenza di sonno. E mentre Gazzoli annunciava la finale delle Nuove Proposte, con la vittoria di Nicolò Filippucci e i premi della critica ad Angelica Bove, io cercavo di sopravvivere al momento retorico di Laura Pausini col Piccolo Coro dell’Antoniano che intonava Heal the World. Troppo. E mentre gli occhi iniziavano a chiudersi, pensavo che i bambini vestiti di bianco non me li meritavo. Né la coppola piumata di Irina Shayk. Né Alicia Keys che sospira “perché Sanremo è Sanremo”. E sicuramente non meritavo l’imitazione di Lapo Elkann. Nel frattempo, la puntata continua. I big in gara si alternano noiosamente sul palco. Poi arriva il collegamento quotidiano con Max Pezzali e in secondo vado di nuovo alle medie e sono sul Tagadà. Almeno allora ci si divertiva.
I migliori outfit e beauty look della terza serata di Sanremo 2026
Laura Pausini
Brand: Alberta Ferretti
Look: Laura Pausini continua il suo omaggio alla couture italiana. Dopo Armani, tocca stasera ad Alberta Ferretti, disegnata da Lorenzo Serafini. ha indossato un abito bicolore che era una dichiarazione d’intenti: corpetto in velluto nero con scollatura a barchetta anni ’50 e una gonna rosa cipria costruita come un sogno stratificato di organza e piume applicate a mano. Il fiocco in velluto che chiudeva la coda bassa era un manifesto coquette, un dialogo perfetto con i gioielli floreali di Pasquale Bruni e le scarpe gioiello di René Caovilla. Lo styling di Monica Serani e il make-up di Daniela Zeqo hanno completato l’opera: glass hair, smokey eyes calibrato, ballet slipper lips. Poi il cambio: sirena bianca in cady, quindi chiffon giallo lime. E, infine, un modello color rame ricoperto da paillettes liquide effetto wet. Sempre Alberta Ferretti. Laura vi piace di più in Ferretti o in Armani?
Irina Shayk
Brand: Givenchy by Riccardo Tisci
Look: Irina Shayk, co-conduttrice siderale, ha portato all’Ariston l’estetica dark romantic di Givenchy by Riccardo Tisci. Abito lungo in pizzo nero con trasparenze strategiche, guanti incorporati, calze in pizzo per un esercizio stilistico di lingerie couture che flirta con l’idea di vedo-non-vedo. Il secondo look, sempre total black, ma composto da salopette nera su pelle nuda con cappellino piumato. Seguito da un dress di paillettes nere caratterizzato da gonna di frange double-face che svelavano un lato multicolor. E, infine, abito nero accollato, con maniche lunghe e con dettagli metallici a spezzare il total black. Il beauty look? Naturale, in piena tendenza no make-up make-up: incarnato luminoso, palpebre rosate, labbra nude glossate. L’unico vezzo? Una tooth gem che impreziosiva il sorriso perfetto di Irina. Forse, almeno per gli outfit, ci aspettavamo di più dalla top russa.
Angelica Bove
Brand: Emporio Armani
Look: Angelica Bove, in Emporio Armani d’archivio scelto dalla stylist Carolina Cervara, ha incarnato la rivincita della sartorialità anni '90. Dopo il suit bianco del debutto, stasera, la cantante ha optato per un completo nero con giacca lunga e abbottonatura fitta a scoprire l’addome e pantalone a sigaretta. Top knot bun spettinato, frangia wispy, incarnato glowy. Insieme al suo talento, sarà anche un po’ merito del look, già Pinterest-core, se con Mattone ha vinto il premio della critica Mia Martini e quello della sala stampa “Lucio Dalla”?
Maria Antonietta & Colombre
Brand: Art Dealer, Sanvenero
Look: Maria Antonietta e Colombre, con La felicità e basta, hanno fatto un salto negli anni ‘60 senza perdere il Wi-Fi emotivo. Lei in mini dress nero di Art Dealer con scollo a goccia, impreziosito da una cascata di maxi paillettes e pietre, e stivali ottanio di Maison Skorpios. Gli anelli, invece, sono firmati Bea Bongascia. Il beauty? Swinging London, con beehive hair appena accennati e ombretto washed denim. Lui in abito Sanvenero con camicia a pois e mocassini bicolor di Sebago. Estetica rétro, styling di Francesca Piovano, vibrazioni da vinile consumato e filtro seppia.
Leo Gassmann
Brand: Louis Gabriel Nouchi
Look: Leo Gassmann, in Louis Gabriel Nouchi, ha scelto pantaloni e maglia champagne con scollo a V profondo. L’effetto? Un principe Disney che ha visto troppe volte i film italiani del dopoguerra. Petto villoso in vista, silhouette fluida, un’eco di Poveri ma belli remixata in chiave Gen Z. Il giudizio è sospeso tra fiaba e borgata.
Malika Ayane
Brand: Marni
Look: Malika Ayane scambia il modello Jil Sander di martedì scorso con un abito satin nero ricamato di maxi paillettes circolari, una delle prime creazioni Marni by Meryll Rogge, ispirata a un pezzo d’archivio del brand e reinterpretato in chiave contemporanea. Profonda scollatura a V, leggero strascico, opera gloves in pelle nera e décolleté firmate Christian Louboutin. Sleek hair, smokey eyes, ballet slipper lips. Quest’edizione di Sanremo Malika ha portato in scena una femminilità dark. Purtroppo qualcosa nell’insieme non funziona.
Tredici Pietro
Brand: Ami Paris
Look: Tredici Pietro, dopo il debutto in total black, ha virato su pantaloni oversize con pence e camicia morbida nei toni del marrone. Tutto firmato Ami Paris. Occhiali con montatura nude, ricci spettinati, styling di Gaia Bonfiglio. Un’estetica rilassata, che nel mare magnum degli outfit terza serata Sanremo 2026 ha scelto la sottrazione.
Serena Brancale
Look: Serena Brancale, che a Sanremo 2026 presenta Qui con me, firma il suo glow up più convincente sul fronte beauty. Il bob castano caldo sostituisce il biondo e le restituisce profondità, mentre il make-up nei toni freddi ma luminosi, blush glow, labbra glossy effetto lip balm, costruisce un beauty look minimal chic che funziona, eccome se funziona. C’è una disciplina nuova nel suo volto, una sottrazione intelligente: incarnato levigato, punti luce dosati, nessuna sbavatura. Luxury sussurrato, non urlato. Purtroppo, non va altrettanto bene se parliamo di abiti. C’è qualcosa nel fit e nel taglio dei modelli indossati fino ad ora che non esalta la cantante. Manca quel guizzo che trasformi un look corretto in un outfit memorabile Sanremo 2026.
Arisa
Brand: Des Phemmes
Look: Arisa, in Des Phemmes, decide invece che l’unico modo per sopravvivere all’Ariston è brillare più dei riflettori. Magica favola diventa letterale con un abito-gioiello costruito come un’architettura mobile: 98 metri di catena metallica d’argento intrecciati a mano, cristalli Swarovski montati uno a uno, una maglia couture sospesa su un velo di organza nude. È una reinterpretazione radicale dello slip dress, ma filtrata attraverso gli anni ‘20, tra silhouette morbida e fascino da diva déco. Nude illusion, crystal moment, pura estetica flapper 2.0. Il secondo look conferma il glow up di Arisa: coda alta con scriminatura laterale, viso luminoso, focus sulla struttura del volto. Ai piedi sandali argentati custom di Casadei, a chiudere un cerchio scintillante. Lo styling di Rebecca Baglini è coerente: Arisa non è più la ragazza quirky degli esordi, ma una donna che usa la moda come amplificatore narrativo.
Michele Bravi
Brand: Antonio Marras
Look: Michele Bravi continua il suo sodalizio estetico con Antonio Marras, scegliendo ancora una volta la via della sartorialità colta. Blazer doppiopetto e pantaloni nei toni del marrone bruciato con micro righe azzurro polvere, camicia in seta rigata che riprende texture e nuance, gemelli e spilla da revers come dichiarazione d’intenti. È un dandy collegiale che cita L’attimo fuggente e strizza l’occhio a Peaky Blinders, ma senza travestirsi. Nel capitolo look maschili eleganti di Sanremo 2026, Bravi è il più coerente: un’estetica che mescola arte, nostalgia e controllo formale. Lo styling è di Susanna Ausoni.
Mara Sattei
Brand: Vivienne Westwood
Look: Mara Sattei, in Vivienne Westwood, torna al bustier dress, questa volta rosso. Un rosso che dovrebbe gridare passione e invece sussurra debutto in società. La costruzione è impeccabile, certo, Westwood è sempre Westwood,ma per noi poteva osare di più. Nel grande romanzo degli abiti rossi di Sanremo, il suo resta un capitolo elegante ma non sovversivo. Il bob biondo, curato da Salvo Filetti e Compagnia della Bellezza in partnership con Redken, ha le punte girate all’insù, un twist rétro che dialoga con il romanticismo del make-up realizzato da Alessandra Andreotti con prodotti Lancôme. Il blush (Skin Idôle Juicy Blush nella tonalità40 Mauve To The Groove) portato verso il contorno occhi intensifica lo sguardo e aggiunge poesia. Il rossetto sulle labbra? Juicy Tubes 07 Magic Spell, una luminosa tonalità vinaccia.



















































