Il filtro UV preferito dalle beauty girl è finalmente legale negli Stati Uniti Si chiama bemotrizinolo ed è il primo nuovo ingrediente per creme solari ad aver ottenuto il via libera della FDA in oltre vent’anni

Nessun ingrediente attivo promette la trasformazione istantanea della pelle come fanno retinolo o acidi esfolianti, eppure nessun dermatologo smette di ripetere che il prodotto più importante di qualsiasi routine è la crema solare. Così tutti noi abbiamo iniziato a cercare ovunque il miglior prodotto. Ma, mentre noi riempivamo le nostre shopping list di marchi coreani virali su TikTok e di SPF acquistati nelle farmacie francesi, riportati a casa come preziosi souvenir beauty, gli Stati Uniti rimanevano fermi a una generazione fa con solari troppo densi, unti e con quel fastidioso effetto fantasma. Perché la FDA non approvava un nuovo filtro UV per uso generalizzato dal 1999. Questo significa che quando venne autorizzato l’ultimo ingrediente, Google era appena nato, i social non esistevano e il concetto stesso di skincare routine si limitava a sapone e crema idratante. Il 9 giugno qualcosa è cambiato. La FDA ha approvato il bemotrizinolo, noto anche come BEMT, il primo nuovo ingrediente per la protezione solare approvato in oltre vent’anni. Una decisione storica che arriva dopo anni di pressioni da parte di dermatologi, aziende cosmetiche e consumatori sempre più consapevoli. 

@toralvaidyamd - The US just approved its first new sunscreen filter in 27 years: meet bemotrizinol (BEMT), also known as tinosorb s. - BEMT covers both UVA and UVB, but is better for covering UVA than our currently available filters. - UVA is primarily responsible for skin aging. - This filter stays stable in sunlight, making it a genuine upgrade from what we’ve been using all these years. - It’s cleared for adults and kids 6 months and older, has low skin absorption and minimal irritation. - You can expect to see sunscreens with this new filter hitting the shelves later this year. #sunscreen #spf #dermatologist #skincare #LearnOnTikTok Matcha Latte - J C M

Cos’è il bemotrizinolo e perché tutti lo vogliono

Dietro il nome impossibile da pronunciare si nasconde uno dei filtri UV più apprezzati dall’industria cosmetica contemporanea. Il bemotrizinolo è un filtro chimico ad ampio spettro, capace di proteggere sia dai raggi UVB, responsabili delle scottature, sia dai raggi UVA, quelli che penetrano più in profondità nella pelle e sono associati a foto-invecchiamento, macchie e tumori cutanei. La sua popolarità non dipende soltanto dall’efficacia. Il bemotrizinolo è estremamente fotostabile, cioè continua a funzionare anche dopo una prolungata esposizione alla luce. Inoltre, tende a rimanere sulla superficie della pelle più di altri filtri chimici utilizzati negli Stati Uniti, caratteristica che ha contribuito a costruire la sua reputazione di ingrediente sicuro e affidabile. La vera rivoluzione, però, riguarda la texture. Per anni il mercato occidentale si è diviso tra formule minerali che lasciavano un’antiestetica patina bianca e formule chimiche spesso pesanti o untuose. Il bemotrizinolo consente invece di sviluppare prodotti più leggeri, trasparenti e piacevoli da applicare. In altre parole offre SPF che sembrano skincare e non vernice murale.

Perché gli Stati Uniti erano rimasti indietro

Se il bemotrizinolo esiste da anni ed è considerato sicuro in gran parte del mondo, perché gli Stati Uniti lo approvano solo adesso? La risposta sta nel modo in cui il Paese regola le creme solari. A differenza dell’Europa, dove vengono trattate principalmente come cosmetici, negli Stati Uniti sono considerate farmaci da banco. Questo significa procedure più lunghe, test più complessi e costi enormemente superiori per ottenere un’approvazione. Il risultato è che oggi l’Europa dispone di oltre trenta filtri UV autorizzati, mentre il mercato americano ne utilizza circa la metà. Per anni questa differenza ha alimentato una sorta di mito della protezione solare straniera con le SPF francesi da comprare in farmacia a Parigi, quelle giapponesi da ordinare online, quelle coreane diventate protagoniste di migliaia di video su TikTok. L’approvazione del bemotrizinolo rappresenta quindi il tentativo degli Stati Uniti di colmare un ritardo accumulato nel corso di una generazione.

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Perché questa approvazione conta

L’approvazione del bemotrizinolo non significa che improvvisamente gli scaffali americani si riempiranno delle stesse formule disponibili a Seoul o a Parigi. Molte delle creme solari più avanzate utilizzano infatti combinazioni di filtri che attendono ancora l’approvazione della FDA. Eppure questa decisione rappresenta il segnale che il sistema potrebbe finalmente iniziare a modernizzarsi e potrebbe spingere molte più persone a proteggersi davvero. Come? Il migliore solare non è necessariamente quello con il numero più alto di SPF stampato sulla confezione, ma quello che ci mettiamo davvero ogni mattina. Vogliamo tutti una crema che ci protegga, certo, ma deve anche essere abbastanza piacevole da utilizzarla con costanza. Un filtro più moderno permette di creare prodotti più efficaci e confortevoli. Per questo il bemotrizinolo è molto più di una nuova molecola. È il simbolo di un cambiamento culturale che riguarda il modo in cui la bellezza, la salute e la prevenzione stanno convergendo in un unico gesto quotidiano. E dopo venticinque anni di attesa, perfino la FDA sembra essersene accorta.

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