I diritti delle donne fanno ancora paura (soprattutto agli uomini) Dal suffragio femminile alle moderne red flags: perché mettere in discussione i diritti di genere minaccia la democrazia

I diritti delle donne fanno ancora paura (soprattutto agli uomini) Dal suffragio femminile alle moderne red flags: perché mettere in discussione i diritti di genere minaccia la democrazia

La democrazia si misura anche, e soprattutto, da come parla di sé stessa e dei suoi principi fondanti. Nei giorni scorsi, durante una seduta del consiglio comunale di Formigine (provincia di Modena), la discussione sugli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne ha preso una piega inattesa da far rabbrividire.

L’intervento di Righi Riva che ha scosso il dibattito

Costantino Righi Riva, consigliere comunale ed ex candidato sindaco per il centrodestra, ha dichiarato che il riconoscimento del voto alle donne nel 1946 sarebbe stato inizialmente percepito come “un attacco all’unità familiare”, spiegando che successivamente leggi come quelle sul divorzio, l’aborto e la riforma del diritto di famiglia non avrebbero fatto che confermare quella presunta erosione dei valori tradizionaliQueste affermazioni, rilasciate nel contesto di una mozione che chiedeva iniziative per celebrare la ricorrenza storica, hanno immediatamente suscitato forti reazioni politiche e culturali sia a livello locale che nazionale.

Perché la questione dell'uguaglianza di genere in Italia è più ampia

Le parole di Righi Riva toccano i nervi di un dibattito più profondo su identità, genere, ruolo politico delle donne e memoria storica. Chi nega o riduce l’importanza dei diritti conquistati, come il suffragio universale, fa emergere un senso di insicurezza rispetto all’eguaglianza di genere. Questo, inevitabilmente, genera red flag ideologiche, cioè segnali di allarme che meritano di essere riconosciuti e analizzati. In una società pluralista, è sano discutere dei modi in cui la famiglia, la società e il lavoro si trasformano, ma negare l’importanza storica di conquiste civili fondamentali non è semplicemente un’ opinione ma un tentativo di riscrivere il valore di quelle conquiste. È qui che entra in gioco la responsabilità di chi occupa uno spazio pubblico: chi rappresenta istituzioni non può utilizzare frasi che mettono in discussione diritti umani senza rischiare di normalizzare visioni regressiste.

Come leggere e reagire a red flag culturali del genere

Quando una dichiarazione tocca questioni sensibili come i diritti delle donne, è utile adottare alcune chiavi di lettura:

  1. Contesto storico: capire che il voto alle donne non è stato un errore ma un progresso verso la democrazia universale. Negarlo significa fraintendere non solo la Storia ma la natura dei diritti civili.
  2. Rischio di semplificazione: dichiarazioni come quelle ascoltate a Formigine tendono ad accorciare dibattiti complessi, su aborto, famiglia, lavoro, partecipazione politica, in slogan polarizzanti. La discussione pubblica ne perde dunque qualità.
  3. Educazione civica e digitale: i cittadini, soprattutto i giovani, devono essere in grado di riconoscere retoriche regressive quando si presentano come libere opinioni.
  4. Spazi di dialogo costruttivo: per evitare polarizzazioni inutili, promuovere incontri, letture e dibattiti pubblici sulle conquiste di genere e sui diritti, raccontando perché certi diritti sono stati riconosciuti e quali ostacoli ancora restano.

Perché è importante parlare dei diritti delle donne

In tempi in cui l’informazione corre sui social e ogni dichiarazione può diventare virale, è fondamentale non dare per scontato il valore dei diritti conquistati. Parlare di questi temi, sia nei media tradizionali sia sui social, serve a:

  1. mettere in luce le distorsioni che possono emergere nel dibattito pubblico.
  2. educare le nuove generazioni a riconoscere retoriche pericolose.
  3. presentare esempi positivi di impegno civico.
  4. stimolare una conversazione culturale più profonda sulle relazioni di genere nel XXI secolo.

La storia democratica dell’Italia non può essere ridotta a slogan, né le conquiste civili interpretate come errori. Per questo è importante confrontarsi su questi temi con rigore, responsabilità e soprattutto senso di comunitàAttenzione, che una red flag come Costantino Righi Riva la potreste incontrare anche su Hinge! Essere pronte a riconoscerle per tutelarci è un passo importante.