
Skincare dinner: davvero possiamo mangiare la nostra beauty routine? Avocado e sieri non sono rivali, ma alleati
La chiamano skincare dinner, altri la ribattezzano Eat Your Skincare, e no: non significa masticare il vostro siero alla vitamina C (per fortuna). Piuttosto, evoca l’idea che basti sedersi a tavola, scegliere gli ingredienti giusti e lasciare che il corpo faccia il resto. È l’ennesima ossessione nata su TikTok, dove frullati verdi, insalate di carote e avocado toast vengono raccontati come fossero trattamenti high-tech da scaffale beauty. Ma sotto la glassa social c’è una domanda vera: mangiare certi alimenti può davvero migliorare la pelle? O siamo davanti all’ennesimo consiglio beauty un po’ farlocco? O, peggio, o stiamo assistendo all’ennesima traduzione cosmetica di un desiderio di controllo? Spoiler: la verità sta, come spesso accade, nel mezzo. E, cosa rara, gli esperti sono piuttosto allineati.
@lainiecooks Because eating your skincare is worth the hype #retinol #skincaresalad original sound - Lainiecooks
Mangiare la skincare: da rituale beauty a trend virale
Il trend è nato con un’insalata di carote postata da @lainiecooks su TikTok. Gli ingredienti? Le carote affettate, ricche di beta-carotene, un precursore della vitamina A, che favorisce la salute della pelle; aglio e cipollotti, prebiotici utili alla salute intestinale, che a sua volta favorisce sulla pelle; semi di sesamo per apportare vitamina E e fibre; succo di lime per la vitamina C. Tutto condito con olio di sesamo per favorire l’assorbimento dei grassi. Da qui, alimentati (è proprio il caso di dirlo) da un ecosistema digitale in cui il confine tra salute, estetica e intrattenimento è sempre più sfumato, hanno cominciato a moltiplicarsi video di persone che si filmano mentre mangiano, spiegando boccone dopo boccone, i benefici di ogni cibo per la cute. Avocado per la luminosità, mirtilli per gli antiossidanti, salmone per il collagene, carote per il “retinolo naturale”. Il tutto raccontato come se fosse una skincare routine, con tono didascalico ma rilassato, con la forchetta al posto del contagocce e luce naturale studiata al millimetro. Smoothie bowl impeccabili, insalate #EatYourRetinol e colazioni glow a base di skyr, semi di chia e acqua tiepida con limone, …ogni piatto diventa una promessa, ogni ingrediente una funzione cosmetica, ogni pasto una sorta di trattamento viso dall’interno. È un linguaggio che parla chiaramente a una generazione cresciuta a pane e skincare routine da dieci step, abituata a pensare la bellezza come qualcosa da ottimizzare, monitorare e migliorare costantemente. Mangiare non basta più, bisogna dimostrare che serve a qualcosa. Meglio se alla pelle. Meglio se al glow. Meglio se filmabile.
@danicolexx My absolute go to skin dinner #glowingskin #glowingskincare #skinfood original sound - Dani
Il cibo fa davvero bene alla pelle?
Qui entrano in scena dermatologi e nutrizionisti, quelli veri, chiamati a riportare la conversazione su un piano meno algoritmico. Il messaggio? Sì, l’alimentazione influisce sulla salute della pelle, ma no, non esistono cibi miracolosi. Secondo il dermatologo canadese Jason Rivers, una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, proteine di qualità, grassi sani e micronutrienti, contribuisce a una pelle più luminosa, elastica e resistente nel tempo. Al contrario, carenze nutrizionali, eccessi di zuccheri raffinati, alcol e grassi saturi possono favorire infiammazione, pelle spenta e invecchiamento cutaneo precoce. La nutrizionista britannica Rhiannon Lambert insiste su un punto spesso dimenticato nel racconto social: la pelle è un organo a tutti gli effetti, complesso, vivo, che risponde a ciò che mangiamo ma non in modo immediato né spettacolare. Come tale, ha bisogno di acqua, aminoacidi, vitamine, minerali e acidi grassi essenziali per funzionare correttamente, rigenerarsi e difendersi dagli stress ambientali. Le proteine forniscono i mattoni per collagene e cheratina, la vitamina C sostiene la sintesi del collagene, la vitamina E contribuisce alla protezione dallo stress ossidativo, lo zinco è coinvolto nei processi di riparazione cutanea e gli omega‑3 aiutano a mantenere una barriera cutanea più elastica e idratata. Tutto vero. Tutto utile. Ma non sufficiente a trasformare una dieta sana in una routine cosmetica.
@abbeyskitchen The skincare dinner has been trending and we need to talk about it. Folks, there is nothing wrong with eating this way. I see LOTS of nutritious foods can support skin health (and overall health). But we also need to be realistic and understand that while diet can support skin health, it’s not a direct replacement for topical skincare. Shout out to my derms that you should follow for evidence-based skincare advice! @drsandyderm @Dr. Angelo - DermAngelo #skincaredinner #skinhealth #glowingskin #nutritiontips #wholefoods original sound - Abbey Sharp
Nutrienti sì, miracoli no
Il punto dolente, quello che il trend tende a sorvolare con elegante nonchalance, è che mangiare un nutriente non equivale ad applicarlo sulla pelle. Proteine, vitamine, minerali e grassi buoni non sono parole magiche, ma elementi strutturali. Sono fondamentali per il funzionamento della pelle, ma non lavorano come attivi cosmetici. Mangiare carote non ha lo stesso effetto di usare un retinoide. Il beta‑carotene presente negli alimenti è un precursore della vitamina A, non un retinolo cosmetico pronto all’uso. Il collagene ingerito non si deposita selettivamente sulle rughe, la vitamina C assunta con il cibo non agisce in modo mirato come un siero formulato per penetrare la pelle e nessun alimento può sostituire la protezione solare, i retinoidi, la niacinamide o l’acido ialuronico. Una volta ingeriti, i nutrienti vengono digeriti, metabolizzati e distribuiti in base alle priorità del corpo, che raramente coincidono con il desiderio di una pelle più liscia o luminosa. La pelle riceve ciò che resta, non ciò che promette TikTok.
@skinfirstcosmetics.it Negli ultimi tempi spopola la #SkincareDinner Ma qual è la verità? La Dottoressa @Maria Pia Priore ti spiega cosa c’è di vero e cosa è solo marketing dietro questo trend #skincareroutine #consigliskincare #curadellapelle #trendskincaretiktok original sound - SKIN FIRST COSMETICS
Sinergia, non sostituzione
Il cibo lavora in modo sistemico. Agisce in profondità e a lungo termine, sostenendo i processi biologici che permettono alla pelle di funzionare meglio. La skincare topica, invece, lavora localmente, con concentrazioni precise, su strati specifici della pelle e con formule progettate per interagire con la barriera cutanea, intervenendo su macchie, texture, infiammazione, segni del tempo. Sono due linguaggi diversi, ma complementari, che devono dialogare, non farsi la guerra. Su questo punto il consenso è quasi totale. Alimentazione e skincare funzionano meglio insieme, non una al posto dell’altra. È una relazione di sinergia, non di competizione. Una pelle ben nutrita dall’interno risponde meglio ai trattamenti applicati dall’esterno, ma una dieta perfetta non esime dal mettere la crema e, soprattutto, l’SPF. Viceversa, una buona routine cosmetica può valorizzare una pelle sostenuta da uno stile di vita equilibrato. Tradotto: se mangiate solo avocado ma non vi struccate, la pelle non ringrazia. Se usate sieri costosissimi ma vivete di junk food e zero acqua, nemmeno.
@a.closmain Idea for your colorful skincare dinner #glowingskin #skincare #dinner #carrot #asmr оригинальный звук -
Skincare dinner sì, ma con cervello acceso
Il trend Eat Your Skincare non va demonizzato. Può essere uno stimolo positivo a mangiare meglio, variare di più, introdurre grassi buoni, antiossidanti, fibre e vitamine, e a considerare la cura di sé in modo più olistico. I rischi, semmai, sono di trasformare un’idea potenzialmente sana in una nuova ossessione performativa nella quale ogni ingrediente debba avere un beneficio dichiarabile; così come di farlo diventare una religione o una scorciatoia beauty, caricandolo di aspettative irrealistiche. Nessuna insalata vi regalerà la pelle di vetro in tre giorni e nessun frullato potrà sostituire un dermatologo. In caso di dubbi, problemi cutanei o esigenze specifiche, la regola resta invariata: rivolgersi a un medico, a un nutrizionista o a un dermatologo. TikTok può ispirare, ma non prescrive. In conclusione, una pelle sana e, quindi, più bella nasce da una sinergia intelligente tra alimentazione equilibrata, skincare mirata, protezione solare, sonno adeguato, idratazione e gestione dello stress (tutto senza sottovalutare il fattore genetico). Nessun avocado farà il lavoro di un retinoide, nessun siero potrà compensare anni di cattive abitudini, ma insieme possono costruire qualcosa che dura nel tempo. Il vero glow non si mangia e non si spalma soltanto. Si costruisce, lentamente, dentro e fuori, lontano dalle promesse facili e molto più vicino alla realtà.





















































