
Vogliamo davvero essere immortali? Longevity di qua, longevity di là
Se siete ricchi, interessati al beauty, al wellness e al benessere, grandi fan del progresso tecnologico o tutte queste cose insieme, saprete che l'ultimo incredibile fantasmagorico trend del settore beauty-tech è la longevità, meglio se in inglese: longevity. Masticata e rimasticata dai social, questa parola rimbalza ovunque come una pallina in un flipper. Se ne parla in ogni campagna pubblicitaria, cliniche sorgono a destra e a manca, tutti la vogliono e tutti la desiderano, tutti ideano protocolli per ottenerla. Cosa vuol dire longevità nella medicina estetica moderna, e siamo proprio sicuri di voler cedere a queste malie pseudoscientifiche di immortalità?
Perché dovremmo voler essere immortali?
Iniziamo dalla fine. Non c'è assolutamente niente di allettante in questa prospettiva. Siamo già ben che longevi. Forse troppo. Allungare la vita, sfidare la natura sapendo già di non poter vincere è una forzatura confusa che porta ad eccessi di chirurgia plastica, ad aspettative che non possono essere rispettate, a un dispendio economico e di energie a portata di - quasi - nessuno. Per non parlare delle aspettative di bellezza e giovinezza che un corpo umano, soggetto a decadimento, non può sopportare. Pensiamo a "Le intermittenze della morte", romanzo capolavoro di José Saramago. Cosa succederebbe se la gente smettesse di morire? Un disastro, per tutti. Dalle pompe funebri agli ospedali. E poi, a voler essere filosofici, vivere per sempre non porterebbe forse a una perdita di senso e piacere nella vita stessa? Gli esempi che abbiamo a disposizione di persone che hanno deciso di voler essere immortali non fanno che avallare la nostra tesi.
@tatumbrandt.co Longevity has become the cultural currency of 2025 (is that buzzwordy enough for you?) Now the ironic thing here is that in celebrating old age the longevity industry is still celebrating aspects of youth in order to profit off an older generation, but so it goes in a capitalist economy folks. I digress. There's an excellent substack that speaks to this by Studio Koto - it's "OFF.Brand" and the title is "Branding Longevity: the next health frontier" - def worth the read. #wellnessbrand #brandstrategy #longevity #marketingstrategy original sound - Tatum Brandt
Un problema di percezione: Bryan Johnson
Avete presente no? Bryan Johnson, il miliardario che - grazie a una vendita azzeccata - ha potuto riallocare le sue risorse su un progetto molto ambizioso: quello di vivere per sempre. Lo ha dichiarato senza nessun giro di parole al Guardian. "Il mio scopo? Non morire". Uno slogan provocatorio, certo, ma che dice tanto sulla sua (e nostra) presunzione di poter fermare il normale avvicendarsi delle stagioni della vita. Per raggiungere questo obiettivo si sottopone a protocolli molto rigidi, mangia pasti pesati al grammo e privi di zuccheri e si fa iniettare il plasma del figlio. Avete capito bene. Come lui, molti altri uomini bianchi e ricchi (e non sono aggettivi forniti a caso, perché la sfida è velleitaria e portata avanti da chi ha già spazio e tempo sufficienti per decidere su tutti gli altri) hanno deciso di voler sfidare il tempo. Ne varrà la pena? Siamo abbastanza convinti che la risposta sia no.
@_bryan_johnson_ Your skin is the largest organ in your body. Here’s how I look after mine every night before bed.
original sound - immortal unc
Quindi la "longevity" non esiste, perché è sempre esistita
Il problema, dunque, è la percezione, dovuta in larga parte a questi eccentrici con denaro da lanciare in giro. Perché il termine longevity non è altro che un'etichetta scintillante appiccicata - per ragioni di marketing e per vendere più soggiorni in cliniche, più creme e più analisi diagnostiche - a quello che la scienza e la medicina fanno da sempre e verso cui lavorano instancabilmente: permetterci di vivere una vita migliore senza medicalizzare l'invecchiamento. Non per durata, ma per qualità. E allora, se la longevity non è una sfida titanica contro il mondo ma un modo per vivere meglio, non possiamo semplicemente cambiare abitudini in maniera compatibile con il nostro stile di vita quotidiano e con il conto in banca? Dandoci, en passant, anche il permesso di invecchiare. Perché non c'è assolutamente niente che possiamo fare a riguardo. Non è liberatorio?

















































