Le mostre da vedere a marzo 2026 in Italia Dall'arte astratta di Rothko, passando attraverso la storia dei tarocchi, per arrivare ai grandi ritratti di Jenny Saville

Le mostre da vedere a marzo 2026 in Italia Dall'arte astratta di Rothko, passando attraverso la storia dei tarocchi, per arrivare ai grandi ritratti di Jenny Saville

Marzo è quel mese in cui l’Italia si toglie il cappotto ma non ancora la voglia di uscire. Le giornate si allungano, la luce cambia tono ed i weekend diventano l’occasione perfetta per infilarsi in un museo prima di un pranzo lento o di una passeggiata senza meta. Il calendario delle mostre di marzo da visitare in Italia in questo periodo è ricco e vario, pieno di scuse bellissime per muoversi, per attraversare città già amate con uno sguardo diverso. Dal Rinascimento che si mette in dialogo con l’arte moderna americana, ai tarocchi che da gioco aristocratico diventano immaginario pop, fino al Barocco che torna a sorprenderci e alla pittura contemporanea che rimette il corpo al centro, l’arte ci prende per mano, ci fa entrare, ci lascia qualcosa addosso. Non serve essere esperti, basta essere curiosi.

Le mostre da vedere a marzo 2026 in Italia

Mark Rothko - Firenze

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026 la Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze accende i riflettori su una delle più imponenti retrospettive italiane dedicate a Mark Rothko. Non una semplice antologica, ma un progetto curatoriale che mette in tensione la sua pittura con l’eredità del Rinascimento. La mostra, curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, costruisce un dialogo serrato tra le grandi campiture cromatiche dell’artista e l’architettura severa di Palazzo Strozzi, estendendosi anche al Museo di San Marco e al vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana. Il risultato è un cortocircuito visivo nel quale la misura classica incontra l’assoluto emotivo del colore. Il percorso cronologico attraversa gli anni Trenta e Quaranta, ancora intrisi di figurazione e suggestioni tra Espressionismo e Surrealismo, fino alla stagione matura delle tele astratte, dove le celebri campiture diventano soglie percettive. Una delle mostre imperdibili del 2026 per chi vuole capire come il Novecento abbia riscritto il concetto stesso di visione e vuole sperimentare il momento in cui la pittura astratta si fa quasi esperienza fisica.

Titolo: Rothko a Firenze

Quando: dal 14 marzo al 23 agosto 2026

Dove: Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze

Tarocchi - Bergamo

A Bergamo, fino al 2 giugno 2026, i tarocchi smettono di essere oggetti new age e tornano a essere ciò che sono sempre stati, ossia dispositivi culturali complessi, stratificati, potentissimi. La mostra, curata da Paolo Plebani, riunisce dopo oltre un secolo le 74 carte del leggendario mazzo Colleoni, oggi divise tra l’Accademia Carrara, la Morgan Library & Museum e una collezione privata. È un evento che da solo giustificherebbe il viaggio. Ma il progetto va oltre la celebrazione filologica per raccontare sette secoli di storia, dalle corti quattrocentesche dell’Italia settentrionale, dove i tarocchi nascono come svago aristocratico, fino alla loro trasformazione in strumento di divinazione nel XVIII secolo. Il percorso intreccia arte, tecnica, economia e immaginario, arrivando al Novecento, quando il Surrealismo riscopre la potenza simbolica delle carte. In mostra compaiono lavori di Victor Brauner, Leonora Carrington, Niki de Saint Phalle e Irving Penn, a dimostrazione di quanto l’universo dei tarocchi abbia alimentato la creatività contemporanea. La scelta perfetta per chi ama il crossover tra iconografia, esoterismo e cultura visuale.

Titolo: Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna

Quando: fino al 2 giugno 2026

Dove: Accademia Carrara, Bergamo

Barocco - Forlì

Con Barocco. Il Gran Teatro delle Idee, Forlì mette in campo circa duecento opere e costruisce un racconto che parte dalla Roma del Seicento, laboratorio politico, spirituale e visivo della modernità, per arrivare fino al Novecento inoltrato. Non è solo una mostra sul Seicento italiano, ma un’indagine su come quell’estetica dell’eccesso, del movimento, dell’emozione controllata abbia continuato a riemergere nei secoli. In dialogo serrato compaiono i grandi nomi come Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Guercino, Peter Paul Rubens e Guido Reni. Roma è il centro di gravità, ma il percorso si espande verso l’Europa, mostrando come il linguaggio barocco si sia adattato ai mutamenti politici e religiosi del continente. La svolta più interessante? Arriva quando la mostra salta in avanti e mette il Seicento in cortocircuito con il Novecento, costruendo un ponte ardito tra artisti come Francis Bacon, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana e Umberto Boccioni. In questo modo, il Barocco viene riletto come matrice dell’inquietudine moderna. Non un’epoca decorativa, ma un laboratorio di idee radicali su corpo, fede, potere e rappresentazione. Forlì diventa così un osservatorio privilegiato per capire come il Seicento abbia acceso la miccia della modernità visiva.

 

Titolo: Barocco. Il Gran Teatro delle Idee

Quando: fino al 28 giugno 2026

Dove: Museo San Domenico, Forlì

Van Dyck - Genova

Il Palazzo Ducale di Genova ospita la più grande retrospettiva su Van Dyck degli ultimi venticinque anni. Sessanta opere, dieci sezioni tematiche, prestiti eccellenti dal Louvre, dalla National Gallery e dal Prado e numeri che fanno girare la testa, ma è la visione a fare la differenza. Van Dyck è raccontato come artista europeo ante litteram, capace di assorbire e reinventare linguaggi tra Fiandre, Italia e Inghilterra. Il periodo genovese (1621–1627) emerge come snodo cruciale, così come l’esperienza londinese alla corte di Carlo I. Non solo il grande ritrattista che ha codificato l’immagine del potere, ma anche il pittore sacro, teatrale e intensissimo. Chi visiterà questa mostra si troverà davanti agli occhi tele monumentali, scene cariche di pathos, presentate con una regia quasi cinematografica. E, una volta finito di ammirare le tante opere, ci si può perdere tra i vicoli di Genova per concludere la giornata con una cena rilassante, assaporando i deliziosi piatti tipici.

Titolo: Titolo: Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra

Quando: dal 20 marzo al 19 luglio 2026

Dove: Palazzo Ducale, Genova

Jenny Saville - Venezia

Il 28 marzo Ca' Pesaro di Venezia inaugura la prima grande esposizione veneziana dedicata a Jenny Saville. In concomitanza con la Biennale Arte, la pittura torna a essere corpo, carne, materia. Circa trenta dipinti ripercorrono oltre trent’anni di ricerca, dagli anni Novanta a oggi. Le sue tele monumentali dialogano con la tradizione veneziana, da sempre ossessionata dal colore e dalla sensualità della superficie pittorica. Saville, spesso associata alla stagione degli Young British Artists, ha riportato la pittura figurativa contemporanea al centro del dibattito, interrogando il modo in cui la società costruisce e giudica il corpo. Il percorso si chiude con opere inedite concepite per Venezia, quasi un omaggio dichiarato alla città. È la mostra ideale per chi cerca un confronto diretto tra passato e presente, tra memoria e carne viva.

Titolo: Jenny Saville a Ca' Pesaro

Quando: dal 28 marzo al 22 novembre 2026

Dove: Ca' Pesaro, Venezia

Bernini e i Barberini - Roma

La mostra Bernini e i Barberini, ospitata alle Gallerie Nazionali di Arte Antica nella sede di Palazzo Barberini, ricostruisce il rapporto tra l’artista e la potente dinastia che, con l’elezione di Papa Urbano VIII, trasforma Roma in un cantiere spettacolare. Tra dipinti, sculture, documenti e confronti con altri maestri coevi, il percorso espositivo approfondisce committenze, progetti e dinamiche di potere evidenziando come la famiglia Barberini abbia sostenuto e indirizzato la carriera dell’artista, contribuendo a definire il volto stesso della Roma barocca. Risultato? Bernini diventa così il simbolo di una stagione in cui arte, fede e politica erano un unico grande spettacolo. E Roma, ancora una volta, si conferma palcoscenico perfetto di quel teatro delle idee che il Seicento ha acceso e che continua, a distanza di secoli, a parlarci con una sorprendente attualità.

 

Titolo: Bernini e i Barberini

Quando: fino al 14 giugno 2026

Dove: Palazzo Barberini, Roma

Ettore Sottsass - Pistoia

Il titolo è già una dichiarazione di poetica: Io sono un architetto. Protagonista Ettore Sottsass, figura cardine del design italiano del Novecento, radicale e lucidissimo interprete delle contraddizioni del progresso. La mostra rilegge un trentennio cruciale, dal dopoguerra ai primi anni Settanta, attraverso il fondo affidato dall’architetto al CSAC e documenti provenienti dall’Archivio Museo Bitossi e dal Centro Studi Poltronova. È la storia di un pensiero che attraversa ceramica, grafica, architettura e industria, con snodi fondamentali come la collaborazione con Olivetti e l’esperienza con Poltronova. Qui il design radicale non è decorazione ma critica sociale. Le calcolatrici, le macchine da scrivere, i sistemi per ufficio diventano oggetti politici, carichi di colore e tensione utopica. Sottsass smonta l’idea di funzionalismo neutro e propone un nuovo umanesimo del progetto. Amanti del design? Segnatevi in agenda questo appuntamento e ricordate che avete tempo fino a fine luglio.

Titolo: Io sono un architetto. Ettore Sottsass a Pistoia

Quando: dal 7 marzo al 26 luglio 2026

Dove: Palazzo Buontalenti, Pistoia

Zehra Doğan - Termoli

Al MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli, fino al 16 maggio 2026, l’arte si fa atto di resistenza. Io, Testimone ripercorre le tappe fondamentali della ricerca di Zehra Doğan, artista, attivista e giornalista curda oggi rifugiata a Berlino. Pittura, disegno, video, fotografia, graphic novel, arazzi e installazioni compongono un percorso che attraversa il prima, il durante e il dopo la detenzione. Condannata per il suo lavoro giornalistico e per un’opera che documentava la distruzione di Nusaybin, Doğan ha trasformato il carcere in laboratorio visivo. L'arte contemporanea politica qui non è slogan ma necessità vitale. La figura femminile, vulnerabile e archetipica, tra infanzia e dea serpente, diventa fulcro simbolico di una narrazione che intreccia biografia e storia collettiva. Tra le opere, anche la graphic novel clandestina realizzata in prigione su materiali di fortuna. Una di quelle mostre da cui non si esce indenni.

Titolo: Io, Testimone: Zehra Doğan

Quando: fino al 16 maggio 2026

Dove: MACTE, Museo di Arte Contemporanea di Termoli, Termoli

Il Simbolismo – Parma

Destinazione Mamiano di Traversetolo, vicino Parma. Qui, dal 14 marzo al 28 giugno 2026, la Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca, ospita una delle più grandi ricostruzioni dedicate al Simbolismo italiano. Oltre 140 opere raccontano la stagione più visionaria tra Otto e Novecento, in dialogo con le esperienze europee di Arnold Böcklin, Edward Burne-Jones e Max Klinger. Il percorso distingue con rigore filologico chi elaborò consapevolmente un lessico simbolista da chi ne sfiorò solo l’iconografia. In mostra Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati e molti altri protagonisti di una via italiana al mistero. Natura come organismo vivente, mito perturbante, paesaggio come spazio mentale, figura femminile ambivalente sono tutti elementi che caratterizzano il Simbolismo in Italia, restituendo profondità teorica e fascino oscuro a un movimento troppo spesso letto in chiave minore.

Titolo: Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915

Quando: dal 14 marzo al 28 giugno 2026

Dove: Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo, Parma

Arte in Sicilia tra Ottocento e Novecento - Siracusa

Ancora poco più di un mese (fino al 12 aprile 2026) per vedere Sciatuzzu miu, mostra attraversa due secoli di arte siciliana tra Ottocento e Novecento, mettendo in scena il legame viscerale tra artista e isola. Dalle atmosfere poetiche ottocentesche di Antonino Leto e Francesco Lojacono, fino alla modernità di Renato Guttuso, Carla Accardi e Piero Guccione, il percorso mostra come luce, paesaggio e memoria diventino grammatica identitaria. Il Novecento apre alla sperimentazione, dal Gruppo di Scicli all’esperienza di Forma 1, intrecciando astrazione e impegno. Il risultato è un racconto in cui la Sicilia non è sfondo ma soggetto attivo, forza creativa che respira dentro le opere. Un viaggio nell’anima dell’isola, sospeso tra realtà e visione, che, per chi può, si può affiancare alla scoperta delle bellezze della città di Siracusa.

Titolo: Visioni d’arte in Sicilia tra Ottocento e Novecento. Sciatuzzu miu

Quando: fino al 12 aprile 2026

Dove: Castello Maniace di Siracusa, Ortigia, Siracusa