Le celebrities che sfidano le regole della società sul capezzolo femminile attraverso la moda Free the nipple!

Il capezzolo femminile è stato a lungo considerato un problema da nascondere piuttosto che una semplice parte del corpo. Questa mentalità ha iniziato a incrinarsi nel 2012 con l’emergere del movimento Free the Nipple, catalizzato dal documentario di Lisa Esco girato per le strade di New York a torso nudo. Prima del 2014, figure di primo piano come Rihanna, Lena Dunham e Miley Cyrus avevano già aderito alla conversazione, comprendendo il messaggio e portandolo al centro del cultural zeitgeist. Sebbene sia ancora in gran parte un tabù sociale, il capezzolo ha continuato il suo lento ma costante percorso per superare lo scandalo e diventare una potente dichiarazione di libertà del corpo. Oggi, questo cambiamento appare più visibile che mai, inciso non solo nella protesta e nella cultura, ma anche in ciò che gli stilisti creano e in ciò che le donne scelgono di indossare.

Passerelle SS26: la moda libera la forma femminile (e i capezzoli)

Le passerelle di moda sono diventate molto più liberatorie: nelle collezioni ready-to-wear Primavera/Estate 2026, marchi come Schiaparelli, Ottolinger, Saint Laurent, Mugler e Ann Demeulemeester hanno abbracciato look che non nascondono la forma femminile, ma la liberano. Dagli abiti trasparenti al celebre vestito di Mugler sospeso da cinturini simili a piercing ai capezzoli, la moda contemporanea ha accolto il movimento con fervore senza scuse. Oggi il suo impatto è evidente anche sul red carpet, reso vivo da numerose celebrità femminili che hanno deciso di prendere posizione.

Chappell Roan e la moda see-through sul red carpet

Più recentemente, ai Grammy 2026, quando Chappell Roan è arrivata sul tappeto rosso, lo ha fatto indossando un abito Mugler su misura tenuto insieme da falsi anelli ai capezzoli e tessuto trasparente. Il risultato è stato uno dei momenti più discussi della serata, se non dell’intera stagione. Roan non è stata l’unica a liberare il capezzolo, naturalmente. La moda trasparente sta guadagnando slancio da tempo. Il look etereo Dior di Greta Lee all’Academy Museum Gala, il voluminoso abito blu reale Gucci di Dakota Johnson allo Zurich Film Festival 2025, Olivia Rodrigo in Valentino d’archivio al Grammy after party 2026 e Justine Lupe in Armani Privé ai Golden Globes sono stati tutti momenti che hanno puntato sulla trasparenza nella moda, sfidando ulteriormente il persistente disagio della società verso il corpo femminile esposto.

Normalizzazione del corpo e nuove regole della moda

E non è solo la trasparenza a fare il lavoro. L’abito in lattice scolpito di Heidi Klum firmato da Marina Hoermanseder ai Grammy di quest’anno, modellato appositamente per enfatizzare ombelico, curve e capezzoli, era impossibile da ignorare. Che venga rivelato attraverso tessuti trasparenti, decorazioni sui capezzoli o lattice scolpito, l’ascesa del capezzolo femminile nella moda contemporanea non esiste per scioccare. Il suo scopo è la normalizzazione del corpo, riflettendo un messaggio che va oltre autonomia e controllo e che mette in discussione anche le nostre idee su ciò che è appropriato.